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Bioedilizia, le idee green delle startup italiane

Canapa, terra cruda, riso, lana, persino funghi: i nuovi materiali green per la bioedilizia li propongono le startup. Ecco le più interessanti in Italia

La bioedilizia trae nuova linfa dalle idee delle startup. Le imprese innovative si stanno facendo spazio nel settore edile con le loro idee e soluzioni attente all'ambiente e alle prestazioni. Perché costruire – o ristrutturare – case di qualità è possibile impiegando materiali naturali capaci di garantire performance elevate e in molti casi superiori a quanto propone il mercato tradizionale.

In Italia ne sono nate diverse, alcune delle quali si sono create spazio e si stanno mettendo in mostra. Eccone alcune delle più interessanti.

CANAPA

Sulla canapa e le sue virtù in edilizia ne abbiamo parlato spesso: ricordiamo, nel caso delle startup Hesalis, il progetto Reviride, finalizzata alla rigenerazione territoriale e all’economia circolare, o Equilibrium, ideatrice di prodotti come il Biomattone, di cui abbiamo trattato di recente.

RISO

Anche gli scarti della lavorazione del riso entrano in gioco per realizzare prodotti innovativi e bio per l’edilizia. Uno di questi è ideato e proposto da NAM (Nano Analysis & Materials), che ha depositato il brevetto per il processo di produzione dell’EcoAerogel. Spiega la startup, nata come spin off dell’Università di Pavia, che il progetto nasce da uno studio effettuato sulla cenere della lolla, ottenuto dalla termovalorizzazione di uno scarto della lavorazione del riso. Materiali altamente innovativi, ma poco impiegati in edilizia a causa del loro costo elevato, gli aerogel resistono fino a temperature di circa 600 °C e possiedono eccezionali proprietà, tra cui il miglior isolamento termico possibile. L’EcoAerogel di NAM pur non perdendo queste proprietà mantiene immutate le sue caratteristiche fino a temperature di circa 1100 °C ed è ottenuto da una lavorazione che punta ad abbassare sia i costi che l’impatto ambientale.

Si basa anch’essa sulla valorizzazione dei prodotti secondari della coltivazione del riso la startup RiceHouse, fondata dall’architetto Tiziana Monterisi (di cui abbiamo descritto la casa in paglia senza necessità di riscaldamento) per promuovere lo sfruttamento dei residui della coltivazione del riso e sostenere l’utilizzo della paglia e della lolla come materiali da costruzione. Selezionata fra le dieci finaliste di “Klimahouse Startup Award” 2018, propone alla fiera di Bolzano tre prodotti dedicati e un progetto finalizzato a promuovere lo sviluppo e la diffusione di case prefabbricate in legno e paglia di riso.

FUNGHI

Fa anch’essa parte delle dieci startup finaliste del premio di Klimahouse la italo-olandese Mogu, che ha ideato e creato prodotti per la bioedilizia come pavimenti, prodotti per isolamento termico e acustico e per il bio-design ricavati dai biopolimeri ottenuti dalla lavorazione del micelio dei funghi e dei rifiuti agricoli. Questi biopolimeri permettono di ottenere materiali bio-compositi e ecosostenibili molto simili alla plastica. Il prodotto finale è leggero, flessibile, resistente e completamente biodegradabile.

TERRA CRUDA

Lo hanno chiamato “Vitruvio”, il mattone a secco mediante stampaggio industriale, senza cottura, in terra, selezionata, additivata da inerti naturali e proveniente da cava certificata. A idearlo la startup pugliese Madeinterra, che punta su questo prodotto traspirante e igroscopico, oltre che in grado “di schermare dai campi elettromagnetici e di evitare fenomeni di accumulo di elettricità statica”. Vitruvio garantisce anche buone capacità di resistenza meccanica e d’inerzia termica e non è l’unico prodotto bioedile della startup: propone, infatti, anche il cocciopesto, materiale dalla storia antica adatto al risanamento naturale di ambienti umidi, e il cappotto termico nato dalla sintesi di fibre vegetali, scarto di produzioni cerealicole, e di leganti inorganici.

LANA

Si chiama Brebey ed è una startup sarda nata in collaborazione con l’Università di Cagliari che utilizza la lana di scarto per produrre pannelli per l’isolamento termico e acustico, con un procedimento peculiare grazie al quale il prodotto ottenuto, il feltro, garantisce maggiori doti di compattezza ed elasticità.

CELLULOSA

Fornire un materiale isolante in grado di proteggere gli edifici in modo del tutto sostenibile. È l’obiettivo di Enerpaper, realtà innovativa che impiega cellulosa stabilizzata, da carta riciclata. Dopo un particolare processo produttivo, questo materiale si può trasformatre in un prodotto di isolamento termo-acustico contro la dispersione degli edifici, sfruttando le proprietà naturali della cellulosa stessa. Come spiega la stessa startup dell’I3P, l’Incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino, l’isolante Enerpaper è realizzato da un processo protetto da un brevetto internazionale e si presenta sotto forma di bobine. La cellulosa, debitamente trattata, viene impiegata come isolante mediante insufflaggio nelle intercapedini murarie. Un’idea attenta all’ambiente e all’economia circolare che è valsa l’anno scorso alla impresa il primo premio “Io penso circolare”, promosso da La Stampa-Tuttogreen.

Autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

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