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La bioedilizia nZEB si fa strada e materia di studio

A Zagarolo è attivo il primo cantiere nel Lazio di casa realizzata al 100% con involucro in biomattoni di calce-canapa. Un progetto che fa scuola

Nel Lazio si fa strada la bioedilizia. A Zagarolo (Roma) sta prendendo corpo la prima esperienza di rivestimento totale con il biomattone in calce e canapa, materiale isolante massiccio che combina proprietà d’isolamento e massa termica. Il progetto è coordinato da Gianni Terenzi, architetto esperto in materiali edili naturali e circolari (suo l’asilo nido bio di Napoli per Banca Intesa Sanpaolo) e promotore di attività di comunicazione dedicate all’architettura ecosostenibile: è stato autore e conduttore di format tv per Rai Educational e Ministero dell’Ambiente.

Bioedilizia, un cantiere che fa già scuola

Alta capacità isolante, bassa energia incorporata e capacità di assorbire CO2 dall'atmosfera: queste sono, in sintesi, alcuni pregi del Biomattone®, brevetto della startup innovativa Equilibrium e prodotto, su licenza, dalla Pedone Working, applicabile per isolare il tetto, per costruire involucri e isolare il sottofondo.

vista del cantiere

La scelta di questo materiale è una scelta fortemente voluta da Terenzi che per la certezza del risultato si è avvalso della consulenza dello studio PS Architetture, pluripremiato in Italia e anche a livello internazionale. Il loro progetto Case di Luce ha vinto il Cubo d'Oro, il CasaClima Awards e il Green Building Solution Award 2016, rilasciato durante il COP22 di Marrakech.

«Ho conosciuto i titolari dello studio in occasione di una collaborazione con l’archistar Mario Cucinella in tema di materiali edili naturali, con cui ho creato una materioteca di materiali edili naturali. Da qui la mia scoperta e apprezzamento del Biomattone e dei suoi pregi, che ho voluto condividere e proporre alla committenza della struttura residenziale di Zagarolo», racconta Terenzi.

Il lavoro di sinergia avviato tra l’architetto e i Pedone ha trasformato un semplice cantiere in un cantiere pilota, un laboratorio nel quale ogni figura tecnica riporta la propria ricerca e la propria esperienza. «Ritengo che il lavoro in collaborazione sia l’unica risposta al mercato perché la sinergia tra più professionalità accresce e qualifica il lavoro di tutte le parti», sottolinea.

Oggi il progetto delle villette - i cui altri protagonisti della squadra sono Giuseppe Leli (ingegnere, Direzione Lavori); Renato Leva titolare Impresa esecutrice Edil Kappa; i Committenti Noris Pivetta e Anacleto Di Buo’ - è un cantiere aperto e un caso di studio. «Quello attivo a Zagarolo è il primo cantiere che impiega il Biomattone nel Lazio e sarà meta di visite guidate per professionisti. Si tratta di un’esperienza per molti versi d’avanguardia anche per il tipo di approccio progettuale e cantieristico». Infatti, l’impresa che segue i lavori non era specializzata in bioedilizia, ma ha sperimentato di persona la facilità costruttiva e le caratteristiche performanti del materiale.

Ma l’attenzione verso criteri di bioedilizia non si esaurisce nel prodotto in calce e canapa: l’esposizione rispetto l’asse est-ovest, l’adozione di ampie vetrate per sfruttare il calore del sole, specie d’inverno, l’impiego del tetto fotovoltaico e solare termico per la produzione di energia elettrica e termica, una struttura lignea a sud caratterizzata successivamente con vegetazione caduca in modo da abbattere l’incidenza solare diretta estiva, sono altri dettagli considerati, oltre alla realizzazione di una “torre del vento”: «si tratta di uno spazio coincidente col corpo scala, aperto in sommità durante la stagione estiva, che sfrutta i venti provenienti dalle aperture rivolte a ovest contribuendo a far defluire l’aria calda, fungendo quindi da ventilazione naturale».

NZEB, un obiettivo e un’associazione di architetti

La villetta di Zagarolo si distingue anche per l’approccio near Zero Energy Building, un concetto caro a Terenzi, che segnala anche la costituenda associazione ArchiNZEB. Essa raggruppa un gruppo di architetti italiani esperti in progettazione sostenibile che puntano a edifici a energia quasi zero. Professionisti e membri condividono la missione di PROF/TRACPROFessional multi-disciplinary TRAining and Continuing development in skills for nZEB principles”, un innovativo progetto europeo, bandito nel programma di Horizon 2020, che coinvolge come partner italiano il Consiglio Nazionale degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori. «L’obiettivo è coinvolgere tutti gli stakeholders di progettazione e costruzione nZEB quali gli enti pubblici, enti privati e condomini,  progettisti e costruttori, gli imprenditori e investitori ed associazioni di categoria – spiega l’architetto – Il fine ultimo è divulgare la cultura della sostenibilità in architettura. Il 19 gennaio prossimo presso l’aula dei gruppi della Camera dei Deputati a Roma, si svolgerà il primo convegno di presentazione e sviluppo del programma nazionale dell’associazione ArchiNZEB e le tappe del tour 2018 per il rilascio dei crediti formativi».

Autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

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