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Emissioni edifici: urgente una normativa per il risparmio e la selezione dei materiali edili

La proposta di Kyoto Club e Legambiente al nuovo governo per ridurre le emissioni incorporate di carbonio

Gli edifici sono, in tutta Europa, la principale fonte di consumo energetico, pari al 40% di tutta l’energia consumata. I tre quarti di questa energia provengono dall’uso diretto di combustibili fossili, causando il 36% sul totale delle emissioni di gas serra dell’intero comparto. Una parte significativa dell’impronta di carbonio totale degli edifici dell’UE è dovuta alle emissioni incorporate, legate ai materiali e ai processi di costruzione durante l’intero ciclo di vita dell’edificio. Il tema delle embodied carbon emissions è stato il focus del convegno organizzato da Kyoto Club e Legambiente e tenutosi oggi, giovedì 13 ottobre, a Fiera di Roma in occasione della kermesse “Zero Emission Mediterranean 2022”.

“In tutta l’Unione europea, gli edifici rappresentano il 40% di tutta l’energia consumata, mentre le emissioni “incorporate” contribuiscono tra il 10% e il 20% dell’impronta di carbonio totale. Ma entro il 2050 il settore delle costruzioni dovrà essere climaticamente neutrale: come Kyoto Club e Legambiente vorremmo arrivare ad aumentare la presa di coscienza sul tema e spingere non solo il futuro Governo o il prossimo Parlamento, ma anche gli Enti locali, ad approvare una normativa adeguata volta al risparmio e alla selezione dei materiali da costruzione al fine di rendere gli edifici più sostenibili e favorire la circolarità nel comparto edile” sostiene il Vicepresidente di Kyoto Club, Francesco Ferrante.

“Nel puzzle delle azioni di contrasto alla febbre del pianeta, dove ogni tassello rappresenta uno dei fattori climalteranti, c’è la necessità di alzare con forza l’attenzione sulle emissioni incorporate, per un settore complesso come quello dell’edilizia, che genera un contributo pesante all’impronta di carbonio complessiva - dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -. Oggi questa necessità deve essere interpretata dalle istituzioni e dalle amministrazioni territoriali a tutti i livelli, nel garantire l’attuazione di politiche concrete che indirizzino la capacità di scelta dei materiali e la riduzione dei consumi, alla base di una trasformazione ecologica degli edifici stessi e del comparto edile”


"La decarbonizzazione è la chiave con cui guardare alla riqualificazione dei quartieri di Roma, per progettare la città tenendo in considerazione gli obiettivi di mitigazione del consumo energetico, attraverso interventi mirati su ciò che già c'è, con l'efficientamento energetico, e sulle nuove costruzioni, con materiali che ci permettono di contenere le emissioni.  Siamo molto interessati ai risultati di questo confronto organizzato da Kyoto Club e Legambiente, che ringrazio per aver voluto declinare il tema delle emissioni riguardo all'edilizia". Così Sabrina Alfonsi, Assessora all'Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale.

Proposte Legambiente Kyoto Club

In questo contesto, Legambiente e Kyoto Club rilanciano una serie di proposte per accelerare questo processo di decarbonizzazione del settore edile ed in particolare nel comparto delle emissioni incorporate. Tra le azioni di intraprendere: la revisione della Direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici – EPBD (Energy Performance of Buildings Directive) – dovrebbe includere in maniera armonica una metodologia per l’introduzione dell’approccio WLA (Whole Life Cycle) nell’edilizia; l’introduzione, nell’ambito dell’EPDB, di valori-soglia ottenuti da un’analisi dell’intero ciclo di vita, legati alle emissioni climalteranti nell’edilizia – la Commissione europea dovrebbe essere in grado di definire tali valori di soglia senza dover passare per una nuova revisione completa della direttiva; la revisione del Regolamento sui prodotti da costruzione – CPR (Construction Products Regulation) – che dovrebbe arrivare a contenere norme specifiche sulle emissioni incorporate e comprendere l’indicazione dei valori di emissioni incorporate nei prodotti da costruzione con etichetta CE, già rispondenti a standard omologati nel CPR (come acciaio, cemento, vetro, legno e isolanti, tutti materiali con elevate emissioni). Infine, l’Italia, seguendo un percorso che altri Stati Membri hanno già iniziato, dovrebbe dotarsi di una normativa adeguata sulle emissioni di carbonio incorporate.

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