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Ecobonus traino dell’efficienza energetica

Gli ecobonus hanno attivato circa un milione di interventi per oltre 9,5 miliardi di euro di investimenti. Testa: “Buon livello di efficienza energetica”

È il momento di fare un bilancio ufficiale sull’efficienza energetica. L’occasione è data dalla pubblicazione della sesta edizione del Rapporto annuale sull’efficienza energetica, realizzato da Enea. Le buone notizie le sintetizza il suo presidente, Federico Testa:

“Il nostro Paese, nel suo complesso, presenta un buon livello di efficienza energetica”

segnala nella prefazione al documento che offre una fotografia nitida dello stato del Paese in materia. Da questo “scatto” emerge il valore degli ecobonus come misura trainante.

Edilizia, tra ecobonus e nZEB

Partiamo dall’edilizia, considerata a esempio dallo stesso Testa: nel segnalare come unica strada percorribile, per raggiungere risultati importanti in efficienza, è una collaborazione costante fra ricerca, innovazione tecnologica e le politiche pubbliche cita proprio il settore edilizio, uno di quelli che ha ricevuto maggiori attenzioni a livello normativo negli ultimi anni. L’accenno naturale cade proprio su una delle più recenti misure in tema detrazioni fiscali, ovvero il cosiddetto Ecobonus condomini contenuto nella Manovrina 2017. Tali misure sono state pensate “per incentivare gli interventi profondi sull’involucro, necessari per una deep renovation” e per riqualificare lo stock edilizio verso edifici nNZEB.

“Le aziende italiane di questo settore sono state capaci di rispondere in maniera rilevante ai nuovi bisogni di innovazione, a partire dalle tecnologie per la coibentazione dell’involucro fino ai sistemi impiantistici.” 

Risultati… efficienti

I risultati sono lusinghieri e offrono dati di assoluto rilievo:

  • più di 15.000 diagnosi energetiche eseguite da oltre settemila aziende, segno che le imprese hanno cominciato a comprendere l’importanza di nvestire in efficienza porta benefici economici rilevanti;
  • più di 360.000 richieste di ecobonus (detrazione del 65%) per interventi di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare esistente, per più 3,3 miliardi di euro di investimenti attivati e un risparmio stimato superiore ai 95 ktep/anno;
  • 5,5 milioni di TEE (Titoli di Efficienza Energetica) riconosciuti dal Gse, con un incremento del 10% rispetto al 2015, cui corrispondono risparmi di energia primaria pari a 1,9 Mtep/anno, contro gli 1,7 circa nel 2015;
  • +300% di richieste sul meccanismo del Conto Termico da parte dell’amministrazione pubblica locale;
  • 50 milioni di contatti raggiunti attraverso la prima annualità del Programma Triennale di informazione e formazione (ex art. 13, D.lgs. 102/2014).

Proprio alla luce di questi dati l’Italia ha raggiunto buoni risultati, centrando gli obiettivi al 2016 previsti dal Piano d’Azione per l’Efficienza Energica (PAEE) del 2011, anche se “molto resta ancora da fare”. Riscontri positivi ci vengono tribuiti anche a livello internazionale: per esempio l’American Council for an Energy‐Efficient Economy ha posizionato l'Italia al secondo posto, dopo la Germania e a pari merito con il Giappone, per quanto riguarda le politiche di efficienza energetica attuate e le performance osservate.

Buoni risultati dal residenziale

Veniamo al settore residenziale. Rispetto all’obiettivo previsto per il periodo 2011-2020 incluso nel Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica 2014, il risparmi energetico conseguito al 2016 è stato pari a poco più di 6,4 Mtep/anno di energia finale, equivalenti a oltre il 40% della meta finale. Tali risparmi derivano per circa il 40% dal meccanismo d’obbligo dei Certificati Bianchi. A livello settoriale, il residenziale ha già raggiunto l’84% del traguardo atteso al 2020.

L’efficienza e i suoi benefici economici e occupazionali

Tornando invece alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica e il recupero del patrimonio edilizio abbiamo detto che nel 2016 se ne sono registrati 360mila di interventi: l’anno scorso è stato davvero positivo, tenendo conto che nel triennio 2014-2016 ne sono stati realizzati circa un milione. A fare la “parte del leone” sono i serramenti: i lavori di sostituzione riguardano più della metà degli interventi, mentre il 20% riguarda la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, seguiti dall’installazione di schermature solari (11,9%).

A livello di investimenti, ne sono stati attivati per 3,3 miliardi di euro nel solo 2016, con un aumento del 7% rispetto all’anno precedente: se poi si considera il triennio 2014-2016 la cifra raggiunge i 9,5 miliardi di euro circa.

L’efficienza energetica non ha solo un peso notevole in termini economici, ma anche in termini di mercato del lavoro: se si guardano le stime dell’impatto occupazionale associato alle detrazioni per il recupero edilizio e per la riqualificazione energetica, nell’ultimo quadriennio 2013-2016 gli investimenti incentivati hanno generato poco meno di 270mila posti di lavoro diretti ogni anno, ma considerando anche l’indotto si superano i 400mila occupati l’anno: nel solo 2016, riprendendo le stime del Cresme, si contano 419mila posti di lavoro.

Se volete scaricare il rapporto integrale ENEA cliccate qui

Autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

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