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10 cose da sapere sugli Energy Performance Contract

L’Epc, Energy Performance Contract, è una formula contrattuale che vede le ESCo protagoniste nel risparmio energetico. Ecco 10 cose utili da sapere

Fare efficienza energetica nel residenziale è possibile. L’Enea, nel rapporto annuale 2017 da poco pubblicato dedicato segnalava che, a livello settoriale, il residenziale ha già raggiunto l’84% dell’obiettivo previsto per il periodo 2011-2020 nel Piano d’Azione Italiano per l'Efficienza Energetica 2014. Ma si può fare di più in Italia, dove ancora oggi una quota prevalente di immobili ha un’età pari o superiore a 40 anni.

Uno degli strumenti su cui far leva per migliorare la situazione è l’Energy Performance Contract (Epc), un tipo di contratto nella quale un soggetto terzo (una Energy Service Company, o ESCo) effettua un investimento in grado di migliorare l’efficienza energetica degli edifici, pubblici o privati, rientrando poi degli oneri sostenuti grazie ai risparmi generati dall’investimento stesso.

Ma quanto si sa in Italia su questa tipologia contrattuale? Quali benefici apporta? Lo abbiamo chiesto a Daniele Forni, responsabile tecnico di Fire, la Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia. Con lui cerchiamo di comprendere meglio questa opportunità, facendo una sorta di decalogo delle cose da sapere.

1 - Qual è la trafila necessaria dalla richiesta alla stipula del contratto?

Al momento attuale, specie per il settore pubblico, l’Energy Performance Contract non ha ancora una forma cristallizzata, quindi tutto dipende da vari fattori che spaziano dalla dimensione del contratto al settore in cui si applica. Certamente è un contratto a garanzia dei risultati, in cui può essere compreso o meno il finanziamento tramite terzi, opportunità particolarmente interessante per l’ambito pubblico. Purtroppo le regole sul patto di stabilità e le linee guida Eurostat sui contratti Epc limitano l’applicazione di questi contratti negli enti locali, rendendo difficile il ricorso agli appalti di lavori e il partenariato pubblico privato. Si è comunque in cerca di soluzioni e alcune criticità dovrebbero essere superate dalle attese linee guida per gli Epc che l’Enea sta predisponendo. Per i privati invece la modalità è semplice: è un contratto tra le parti, assolutamente libero, la cui durata dipende dal tipo di interventi e dal tempo di ritorno sull’investimento.

2 – Quali sono i vantaggi per il privato che stipula un contratto Epc?

Il primo e più importante è che il privato ha la garanzia di un risparmio economico ed energetico oltre a benefici extra offerti dal maggior comfort abitativo e a una maggiore affidabilità del sistema che viene efficientato. Non solo: dopo l’intervento di riqualificazione energetica l’edificio si posizionerà in una classe energetica superiore rispetto a prima, con un conseguente aumento di valore per il proprietario.

3 – Quali sono le fasi salienti dal momento in cui si contatta l’ESCo e quanto durano mediamente gli interventi, stipulato il contratto?

Prima di tutto viene svolta una diagnosi energetica semplificato per valutare i potenziali di risparmio, successivamente si procede a un approfondimento e alla decisione di procedere alla redazione del contratto EPC e quindi all’avvio dei lavori. Nel caso di un condominio, l’assemblea decide se approvare l’intervento o meno dopo la realizzazione della diagnosi; in caso positivo, i contraenti siglano un contratto, per una determinata durata, dove la ESCo diventa la controparte unica della committenza, assumendo il ruolo di responsabilità e coordinamento di tutte le attività, in cui potranno essere coinvolte anche altre imprese specializzate in impiantistica, edilizia, etc.

Riguardo ai tempi richiesti per gli interventi, dipende da vari fattori: si può andare da qualche settimana a qualche mese, a seconda dal volume dell’edificio e del tipo di intervento.

4 – Che nesso c’è tra Epc e Ftt (Finanziamento tramite terzi)?

L’Epc è la garanzia del risultato in termini di risparmio energetico e/o economico. L’Ftt la possibilità che l’investimento sia realizzato dalla ESCo o, più frequentemente, da una banca o da un fondo di investimento. A seconda delle esigenze delle parti sarà possibile concordare quanta parte del costo di capitale sarà a carico di terzi. In molti casi le condizioni migliori si hanno in caso di compartecipazione all’investimento da parte dell’utente e del soggetto terzo finanziatore.

5 - Il condomino può andare incontro a spese, stipulando un Epc?

No se il contratto prevede un finanziamento tramite soggetto terzo: il condomino in questo caso godrà di uno sconto sulla spesa per il riscaldamento/climatizzazione a fronte del miglioramento delle prestazioni. L’utente finale dovrà solo continuare a pagare la quota di riscaldamento spettante, in genere con uno sconto, e si ritroverà con l’edificio e/o gli impianti riqualificati.

6 – Con l’Epc è possibile beneficiare dell’ecobonus?

Certamente. Anche con l’intervento della ESCo si può beneficiarne. La Energy Service Company si occuperò delle pratiche, sgravando il privato o l’amministratore di condominio dal delegare un professionista che si occupi delle pratiche necessarie per godere del beneficio fiscale. Anzi, ecobonus (per il privato) e conto termico (per il pubblico e il privato) possono costituire un grande supporto per svolgere tutta una serie di interventi mirati all’efficienza energetica.

7 - Una volta stipulato il contratto, sarà la ESCo a occuparsi di contattare le aziende?

Nel caso non svolga tutte le attività internamente, la ESCo coordinerà i vari soggetti che andranno a operare gli interventi previsti e sarà la responsabile del risultato.

8 – L’Epc è suscettibile a scadenza o a variazioni, come accade con gli incentivi fiscali?

L’Epc non ha scadenza. È solo una tipologia di accordo tra le parti che prevede delle garanzie che quello che viene fatto generi un certo tipo di risultato in termini di risparmio economico ed energetico, offrendo così al committente un beneficio immediato rispetto a quanto paga sulla bolletta e nel caso di Ftt, senza costi iniziali di investimento.

9 - La formula dell’Epc ha riscontrato successo?

Dipende dalla definizione stessa contrattuale: in alcuni Stati membri viene considerato Epc unicamente quella tipologia che offre un netto legame al risparmio energetico (niente risparmio, niente pagamento) e una condivisione dei risparmi superiori a quanto preventivato. In Italia i contratti di questo tipo sono ancora limitati, mentre sono più diffusi contratti “servizio energia”con clausole bonus e malus più o meno raffinate sui risultati. Se consideriamo anche questi come Epc, allora di contratti di questa natura iniziano a essercene un certo numero, ma bisognerebbe andare a vedere contratto di cosa si tratta. È sempre consigliabile mettere a confronto contratti proposti con formula Epc con altri tradizionali, per individuare le condizioni migliori per l’utente finale.

L’Epc può essere la soluzione ai cosiddetti split incentives o incentivi contrapposti tra proprietario e conduttore di un’unità immobiliare: se il conduttore/affittuario/inquilino paga separatamente le spese di riscaldamento, il proprietario non ha alcun vantaggio a investire in efficienza energetica prima della fine del contratto di locazione. Allo stesso modo il conduttore non vorrà investire in interventi di efficienza energetica sull’edificio-impianto se la durata del contratto non supera il tempo di ritorno dell’investimento. L’Epc in Ftt può essere una soluzione agli split incentives, dato che non richiede investimenti e porta benefici al proprietario (aumento di valore dell’unità immobiliare, riduzione delle spese di manutenzione) e al conduttore (minori costi per il riscaldamento e maggior comfort). Per far conoscere e apprezzare questo contratto e i benefici conseguenti, il progetto guarantEE, di cui Enea e Fire sono la compagine italiana, ha la finalità di superare le barriere per l’applicazione di questa formula contrattuale negli edifici pubblici e privati, fornendo strumenti e stimoli motivazionali, anche attraverso l’intervento di facilitatori.

10 – In Italia cosa manca ancora perché l’efficienza energetica possa prendere davvero piede in edilizia?

Personalmente, credo la parte finanziaria. Le istituzioni finanziarie si stanno muovendo, hanno fatto progressi significativi rispetto a 5/10 anni fa, ma è ancora difficile ottenere una valutazione che tenga in debito conto la bontà del progetto presentato e non solo il merito creditizio del cliente finale. Ci sta lavorando a livello europeo l’Eefig (Energy efficiency financial institutions group) cui Fire partecipa e che sta cercando di coinvolgere in primis il settore finanziario per confrontarsi sulle diverse posizioni ed esigenze e arrivare poi a valutare in modo differente gli interventi di efficienza energetica. Eefig ha presentato a metà giugno 2017 l’underwriting toolkit, uno strumento di supporto dedicato proprio alle istituzioni finanziarie.

Autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

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