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Efficienza energetica, novità anche per l’edilizia

Mentre le Regioni danno l’ok al decreto per il Fondo Nazionale per l’efficienza energetica, è in revisione la Direttiva EPBD. Un’occasione da non perdere

Un passo avanti sul cammino dell’efficienza energetica è stato fatto: le Regioni, attraverso la Conferenza unificata che comprende anche le Province autonome, hanno dato parere positivo allo schema di decreto che definisce le modalità di funzionamento del Fondo nazionale per l'efficienza energetica. Certo, si arriva a questo momento con tre anni di ritardo, dato che il termine entro cui doveva essere emanato il decreto ministeriale che doveva stabilire le modalità di funzionamento e di gestione del Fondo avrebbe dovuto essere il 17 ottobre 2014.

Ma intanto, come detto, un passo avanti è stato fatto sulla via di un provvedimento che, senza il suo avvio, provoca un blocco di investimenti, calcolato dal Cesef in 700-800 milioni di euro l’anno: lo stesso Centro Studi sull’Economia e il Management dell’Efficienza Energetica stima che tale cifra potrebbe stimolare 6/7mila interventi all'anno. Il Fondo Nazionale agirebbe da volano, considerando che, grazie alla concessione di garanzie e finanziamenti, sarebbe “alimentato con circa 70 milioni di euro l’anno, nel periodo 2014-2020”, ricordava il Ministero dello Sviluppo economico.

Efficienza energetica in edilizia, Direttiva EPBD in revisione

Sempre a proposito di efficienza energetica, ben sapendo quanto sia importante per il settore edile, notoriamente energivoro, in questi giorni si sta riflettendo sulla revisione della Direttiva sull’Efficienza Energetica (EPDB) negli edifici. A proposito la European Alliance to Save Energy (EU-ASE) - di cui Kyoto Club è membro – ha chiesto al Ministro Carlo Calenda che l'Italia prenda posizioni per una revisione più ambiziosa della direttiva. “Il tempo sta per scadere, visto che la Presidenza estone del Consiglio europeo vuole concludere la revisione della direttiva entro il prossimo 5 dicembre”, segnala l’Alleanza.

«Siamo convinti che sia possibile migliorare l'attuale normativa EPBD, ponendo al centro della strategia di transizione energetica dell'Unione Europea la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, in gran parte inefficiente dal punto di vista energetico», ha affermato il presidente di EU-ASE, Monica Frassoni, augurandosi poi che alcuni Paesi europei come Francia, Germania, Irlanda e Svezia sostengano una revisione al rialzo della Direttiva.

Concorda nella proposta il direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini: «L'Italia è uno dei Paesi che ha più da guadagnare da un accordo al rialzo nel processo di revisione della Direttiva EPBD - afferma in una nota - Questo permetterebbe l'avvio anche nel nostro Paese di programmi di Deep Renovation dell'immenso patrimonio edilizio italiano»  senza i quali «non sarà peraltro possibile raggiungere gli obiettivi previsti dalla nuova Strategia Energetica Nazionale e dal pacchetto energia clima UE al 2030 e al 2050».

Autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

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