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Efficienza energetica nei Comuni, il CNI fa il punto

Al Congresso ATI il Consiglio Nazionale Ingegneri espone lo stato dell’arte dell’attuazione delle norme sull’efficienza energetica. Un’occasione di formazione

A che punto è l’efficienza energetica nei Comuni italiani? In particolare lo stato di attuazione delle normative in materia? Piuttosto carente. A evidenziarlo è il CNI - Consiglio Nazionale Ingegneri che in una recente indagine ha mostrato diverse lacune che scontano gli enti locali in materia. Nell’occasione, come avevamo evidenziato in un articolo, riprendendo una nota del Consiglio, si evidenzia “L'esistenza di alcune barriere di carattere organizzativo e culturale, presenti nei Comuni” che a oggi “impediscono l'attuazione di una reale politica energetica a livello locale che risponda agli obiettivi nazionali ed europei sul tema”. Ad andarne di mezzo in questa situazione ci sono anche i professionisti del settore energetico-impiantistico, che risultano penalizzati.

Un’occasione per approfondire questi temi e comprendere meglio lo stato dell’arte e il quadro normativo è offerta dall’appuntamento al Congresso ATI venerdì 8 settembre. Nell’occasione abbiamo voluto comprendere quali aspetti verranno trattati con Remo Giulio Vaudano, ingegnere e consigliere del Consiglio di cui è responsabile del settore Energia, Impianti e Sostenibilità.

Qual è lo stato di applicazione delle normative in materia di efficienza energetica?

Come Consiglio nazionale Ingegneri siamo partiti, per la nostra indagine, dal quadro normativo in materia energetica e abbiamo appurato che gli enti pubblici hanno una serie di incombenze in proposito. Da qui si è voluto comprendere lo stato dell’arte dell’effettiva applicazione delle norme. Abbiamo così scoperto che siamo molto indietro. A parte qualche sorpresa positiva, la prima delle quali è constatare che il Sud Italia conta, in generale, su realtà relativamente migliori rispetto al Nord, il quadro che emerge rivela che le funzioni affidate agli enti locali (specie i Comuni) sono svolte in maniera tutto sommato insufficiente. Anche gli aggiornamenti da noi svolti in questi ultimi mesi non cambiano sostanzialmente lo stato dell’arte. Quando parliamo di attività delegate agli enti locali ci riferiamo soprattutto a quelle attinenti il controllo dell’effettiva applicazione delle normative in materia energetica e di efficienza. In questo senso emergono lacune importanti. In particolare si evidenziano problemi di carattere organizzativo: spesso non esistono, infatti, strutture tecniche adeguate all’interno delle amministrazioni locali in grado di svolgere i compiti previsti per legge.

Quali sono le conseguenze per i professionisti?

Le norme non applicate costituiscono delle mancate occasioni professionali. Pensiamo, per esempio, alla figura dell’energy manager: quanti Comuni la prevedono nell’organico? Il 20% circa. Il problema è che spesso i Comuni li hanno anche nominati, ma poi in realtà questa nomina è stata affidata a una figura professionale non sufficientemente preparata e qualificata.

Posta questa situazione, come CNI quali sono le azioni messe a punto per offrire una risposta e una soluzione a questo problema diffuso?

Innanzitutto portiamo avanti un’azione di sensibilizzazione e di informazione: il convegno organizzato in occasione del congresso ATI costituirà un momento importante in questo senso, offrendo la possibilità di divulgare determinati dati che offrono un quadro chiaro della situazione.

Inoltre conduciamo un’azione di sensibilizzazione sul ruolo tecnico dei Colleghi dipendenti pubblici, rivendicando una maggiore qualificazione e proponendo occasioni di formazione e aggiornamento professionale, attraverso percorsi specifici.

Un altra tematica sostenuta dal CNI verte sul principio di sussidiarietà: ovvero, laddove le strutture tecniche sono carenti anche per motivi economici, e mi riferisco in particolare ai piccoli Comuni, in qualità di Ingegneri formati e competenti siamo pronti di procedere di pari passo con l’attività dell’ente pubblico, non sostitituendolo, ma proponendo che determinati controlli progettuali e determinati collaudi dell’eseguito possano essere affidati a professionisti esterni in mancanza di adeguate competenze interne.

È bene ricordare che agli Ordini professionali sono iscritti Ingegneri che operano non soltanto come liberi professionisti, ma anche come dipendenti pubblici e privati e che hanno una svariata gamma di mansioni che seguono con competenza. Affidare, anche solo mediante una consulenza temporanea, determinate incombenze a chi ha comprovate capacità potrebbe quindi essere una soluzione in grado di venire in aiuto alle amministrazioni pubbliche, contando anche su tempi di esecuzione più rapidi.

Appuntamento col CNI al Congresso ATI

Nell’occasione del Congresso ATI ricordiamo gli appuntamenti che vedono coinvolto venerdì 8 settembre (Lecce, Hotel Tiziano, ore 9-10.30 Sala M1 – Caravaggio) il CNI attraverso i suoi delegati:

  • L’attività del Consiglio Nazionale Ingegneri per la promozione dell’efficienza energetica a livello nazionale (Ing. Remo Giulio Vaudano)
  • L’indagine del Centro Studi del C.N.I.: Stato di applicazione delle normative in materia di efficienza energetica negli Enti Locali (Ing. Remo Giulio Vaudano)
  • Sviluppo urbano sostenibile, un percorso oggi possibile (Ing. Pasquale Capezzuto, dipendente del Comune di Bari nonché componente del Gruppo di Lavoro Energia e Impianti del Consiglio Nazionale Ingegneri e presidente Associazione Energy Manager)
  • Le Linee guida per la verifica della relazione del contenimento dei consumi energetici del Gruppo di Lavoro Energia del C.N.I. (Prof. Ing. Francesco Ruggiero, Componente del Gruppo di Lavoro Energia e Impianti del CNI)

Autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

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