edilizia2-1130x300.jpg

Come usare bene il legno in edilizia

Quali tipi di legno usare e quali accorgimenti adottare in edilizia? Lo spiega Ivan Giongo, del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Trento

Il legno è il più antico materiale costruttivo impiegato dall’uomo. Il suo uso, quindi, ha conosciuto nel tempo una costante conferma della sua bontà, grazie alle sue caratteristiche, che abbiamo avuto ulteriore modo di ricordare grazie a Ivan Giongo, ricercatore dell’Università di Trento, presso il Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica. Con lui proseguiamo nella conoscenza dell’impiego in edilizia del legno, scoprendo le caratteristiche ideali per il suo impiego quale materiale strutturale.

Quale tipo di legno e quali accorgimenti vanno considerati prima di utilizzare il legno o impiegarlo in maniera corretta?

Attualmente, la stragrande maggioranza degli elementi strutturali lignei viene realizzata ricorrendo a legno di conifera: abete, pino e, in misura minore, larice. La scelta di tali elementi si basa su una classificazione secondo la resistenza meccanica che non dipende in maniera diretta dalla specie legnosa. In alcune applicazioni di nicchia tuttavia, ad esempio per ragioni di carattere estetico o di durabilità, vengono fatte delle richieste specifiche sulla specie.

Di recente, sta prendendo piede un sempre maggior interesse verso il legno di latifoglia (quercia, pioppo, faggio…) che presenta ottime prestazioni meccaniche ed è fortemente diffuso sul territorio nazionale. A tal proposito, all’Università di Trento, da qualche tempo ci stiamo occupando di legno microlamellare di faggio. In particolare, abbiamo da poco concluso un progetto di ricerca (denominato Floor it Hard Wood) dove sono state sviluppate e testate soluzioni innovative per la realizzazione di moduli prefabbricati di solai lignei ad alte prestazioni.

Quali sono i “punti deboli” del legno?

L’utilizzo del legno come materiale strutturale può presentare notevoli vantaggi. Tuttavia, per sfruttare tali vantaggi è necessario essere consapevoli anche delle possibili criticità. Il legno è un materiale igroscopico che interagisce continuamente con l’ambiente circostante scambiando umidità con l’atmosfera e variando il proprio volume.

Il fenomeno del ritiro termo-igrometrico (di entità diversa a seconda della direzione anatomica del legno) può creare problemi in presenza di configurazioni strutturali fortemente iperstatiche oppure quando il legno è accoppiato con altri materiali.

Contenuti d’acqua superiori al 20% aumentano fortemente il rischio di marcescenza e attacchi fungini che accelerano il naturale degrado biologico del materiale. E’ dunque importante garantire un’adeguata ventilazione al fine di assicurare una rapida asciugatura ed evitare il ristagno di umidità. E’ inoltre da evitarsi l’uso di componenti lignee in posizioni direttamente esposte agli agenti atmosferici (insolazione diretta e pioggia), a meno che non si tratti di cosiddetti “elementi di sacrificio” facilmente sostituibili.

Quali sono le combinazioni ideali del legno con altri materiali?

L’accoppiamento del legno con altri materiali, quali il conglomerato cementizio o l’acciaio, permette di sfruttare in maniera più efficace le diverse caratteristiche prestazionali dei materiali. Ormai piuttosto diffuso è l’uso di strutture ibride legno-altro materiale nella realizzazione degli orizzontamenti. I solai composti legno-calcestruzzo – in Italia principalmente in interventi di riabilitazione, all’estero molto apprezzati nella costruzione di nuovi edifici – accoppiano la buona resistenza del legno quando sollecitato parallelamente alla fibratura, con l’efficienza/economicità del calcestruzzo sollecitato a compressione. Nel caso di solai legno-acciaio, ossia impalcato ottenuto con pannelli lignei collegati all’orditura costituita da travi di acciaio, si sfruttano al massimo la rapidità di costruzione e la possibilità di prefabbricazione, anche grazie al diffondersi di macchine di taglio a controllo numerico che permettono di ridurre enormemente le tolleranze di esecuzione.

Struttura in legno ibrida può significare anche accoppiamento di diversi prodotti strutturali a base di legno?

Certo. Un esempio emblematico è il Treet di Bergen in Norvegia, un edificio di 14 piani costituito da uno scheletro esterno a “telaio pesante” in legno lamellare con controventature sempre in lamellare, un nucleo interno in X-LAM ed unità abitative prefabbricate in legno realizzate con tecnologia a pareti intelaiate.

Aggiungo infine un ultimo elemento alla lista dei punti di forza del legno: la resistenza al fuoco. Contrariamente all’immaginario comune (dominato da: “il legno brucia”), le strutture in legno correttamente progettate, possono garantire un’ottima prestazione in condizioni di incendio. Quando la superficie di un elemento ligneo, sottoposto ad una fonte di calore, supera i 240 °C circa, ha inizio il processo di carbonizzazione, con una velocità di carbonizzazione inferiore al millimetro/minuto. Lo strato di materiale carbonizzato forma un “cappotto” che protegge il legno sottostante che mantiene pressoché inalterate le proprie caratteristiche meccaniche.

Quindi, dimensionando correttamente le sezioni degli elementi, cioè considerando la perdita di materiale per effetto della carbonizzazione, e proteggendo adeguatamente le connessioni metalliche, ad esempio realizzando connessioni a scomparsa, è possibile ottenere strutture in legno con elevata resistenza al fuoco.

Autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

Ultime pubblicazioni

Contattaci