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Grattacieli in legno, la nuova skyline del mondo sostenibile

Sono tanti gli studi che evidenziano i vantaggi di un grattacielo in legno dal punto di vista ambientale ma, bisogna garantire il buono stato delle aree boschive

Il paesaggio urbano delle megacity è destinato a cambiare. L’idea di puntare su abitazioni e grattacieli in legno sembra una novità ma, fino all’Ottocento, era il materiale per eccellenza dell’edilizia. Sono tanti gli studi internazionali che evidenziano i vantaggi di questo tipo di costruzioni, specie dal punto di vista ambientale, ad esempio hanno prestazioni energetiche ottimali e fondamenta meno profonde, garantendo così cantieri meno impattanti in fase di realizzazione. Ma attenzione, in vista di costruzioni di queste dimensioni e di megacity che prevedono ben presto una maggioranza di grattacieli in legno, un punto di equilibrio è necessario se viene considerato un “ricambio generazionale” e dunque utilizzare il legno per costruire induce a piantare nuovi alberi. Infatti, è il rischio deforestazione uno dei principali argomenti usati dai detrattori dei wooden skyscraper. Il principio di fondo è: utilizzare il legno in maniera responsabile e non sprecare, dato che le comunità sono chiamate a mantenere in buono stato le foreste e le aree boschive, risorse rinnovabili se gestite nell’ottica di processi produttivi sostenibili. Le costruzioni in legno rispondono anche alle esigenze di contrasto dei cambiamenti climatici: gli alberi assorbono naturalmente CO2 dall’atmosfera e il legno è ideale per i processi di economia circolare.
Nel 2010 il governo nipponico ha emanato specifici provvedimenti per incentivare le costruzioni in legno anche di numerose sedi istituzionali. C’è chi afferma che Tokyo diventerà una foresta, immaginando i grattacieli in legno che lì sorgeranno nei prossimi trent’anni. Infatti, nel Paese del Sol Levante hanno in programma di costruire, entro il 2041 la “W350”, una torre di 350 metri, realizzata quasi esclusivamente in legno (nella struttura interna è prevista una quota di “ibridazione” tra legno e acciaio). Al momento il grattacielo in legno più alto del mondo è il Mjøstårnet a Brumunddal, in Norvegia, ad appena 140 chilometri da Oslo, realizzato in legno lamellare a strati incrociati (CLT). Con un’altezza di ben 85,4 metri ha superato il precedente record che spettava alla torre viennese HoHo (84 metri), realizzata in legno e cemento. E anche in America la competizione si aggiorna, di mese in mese, con nuovi traguardi: dal T3 a sette piani di Minneapolis fino al Corbon 12, otto piani, a Portland.
Il grattacielo norvegese, firmato dallo studio Voll Arkitekter, comprende 32 appartamenti, un albergo con 72 camere, bar e ristoranti. Per costruirlo sono stati utilizzati 2.700 metri cubi di legno, con il risparmio di 1.700 tonnellate di CO2, l’equivalente del consumo energetico di 1.886 abitazioni.