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Arrivano dall'ambiente i rischi per la sicurezza

Incendi e inquinamento del Mediterraneo sono due tra i fattori ambientali che incidono sul benessere degli italiani

“Abbiamo esaminato la situazione dell’ordine pubblico, l’Italia è in una condizione tranquilla: nei primi sette mesi del 2017 il quadro è quello di un Paese accogliente, con livelli buoni di sicurezza.  Ci sono tutte le condizioni per proseguire nell’approccio positivo avuto fino ad oggi – spiega il Ministro dell’interno Marco Minniti, che continua -  Quest’anno i delitti sono diminuiti del 12%, gli omicidi del 15%, quelli riconducibili alla criminalità organizzata del 41%. In flessione anche rapine e furti, e pure i femminicidi. Anche parlando di terrorismo, il quadro della minaccia rimane alto, ma non imminente”.
Parole pronunciate durante la conferenza stampa in cui veniva presentato il dossier prodotto dal Viminale sul fronte sicurezza italiano. Discorso positivo quello di Minniti che, però, non menziona il fattore ambientale.
Perché è proprio l’ambiente il settore che sta creando maggiori problemi, la grande minaccia per la sicurezza del nostro Paese. E a confermarlo sono gli stessi dati forniti dal Viminale.
Solo per quanto riguarda il numero degli incendi, ad esempio, da inizio anno l’incremento è stato del 70% rispetto al 2016, con oltre 1000 richieste di interventi al giorno alla protezione civile, vigili del fuoco e carabinieri. Dall’inizio del 2017 sono andati in fumo circa 106 mila ettari di superficie boschiva, già il triplo della media annuale degli ultimi 10 anni.
L’emergenza incendi, che ancora non conosce tregua, non ha risparmiato neanche i siti protetti, quelli di interesse collettivo. Quasi un terzo delle aree interessate dalla devastazione, infatti, sono di “alto valore naturalistico” e incluse nella rete di Natura 2000, lo strumento europeo che si occupa di salvaguardia e conservazione della biodiversità.

I risultati di Goletta Verde
Non solo incendi. La sicurezza nazionale s’intreccia con ogni tipo di vicenda ambientale, minacciata da “terre dei fuochi” sparse su e giù per l’Italia e anche dalla difficile situazione in cui versa il Mar Mediterraneo. E proprio sul Mediterraneo, arriva la denuncia, poco rassicurante, di Legambiente.
Su 260 punti campionati lungo tutta la costa italiana (un viaggio di ben 7412 chilometri), sono 105 – pari al 40% - i campioni di acqua analizzata che sono risultati inquinati da cariche batteriche al di sopra dei limiti legali. Causa principale dell’inquinamento è la malagestione della depurazione delle acque e degli scarichi fognari. Le zone che negli ultimi anni sono risultate più contaminate si concentrano soprattutto nel Lazio (8), in Calabria (7), in Campania e Sicilia (5).
“Il mare italiano continua a soffrire per la presenza di numerosi scarichi non depurati che continuano a riversarsi in mare – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile Scientifico di Legambiente - e anche quest’anno i dati di Goletta Verde confermano nuovamente la gravità della situazione, segnata anche dal problema dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali che sfregiano coste e territori italiani. Per questo abbiamo deciso di consegnare, in chiusura della campagna 11 esposti, per 38 situazioni particolarmente critiche, alla Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, che tra le tante competenze ha anche il monitoraggio e verifica sugli scarichi in mare provenienti da terra. Con la finalità di mettere in atto controlli su tutta il corso d’acqua, il fosso o il canale segnalato, per individuare gli inquinatori e le ragioni dell'inquinamento che, come spesso accade, possono risiedere anche nei comuni dell'entroterra e non necessariamente in quelli costieri, che invece si trovano a subirne maggiormente gli effetti negativi”.

Autore

Ivan Manzo

Ivan Manzo

Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo e giornalista per Giornalisti nell’Erba. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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