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Mattarella: "Crisi climatica globale imminente"

Arriva il monito del Presidente sul clima. Il 15 marzo è previsto il primo grande sciopero studentesco globale
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante una cerimonia di commemorazione per le vittime del Vajont, lo scorso 12 marzo a Belluno, è tornato a parlare di cambiamenti climatici con parole che suonano come un richiamo verso l'intera classe politica.
"Siamo sull'orlo di una crisi climatica globale", ha dichiarato Mattarella, "Per scongiurare la crisi del clima servono misure concordate a livello mondiale. Gli sforzi compiuti nelle conferenze internazionali che si sono succedute hanno conseguito risultati significativi ma parziali, e ancora insufficienti. È ormai chiaro che i mutamenti climatici in atto nel mondo comportano effetti pesanti anche sull’ambiente del nostro Paese e sulle condizioni di vita della nostra popolazione. Sentir parlare della desertificazione di ampie fasce delle terre africane o dei violenti tifoni nei Caraibi, sulla costa occidentale degli Stati Uniti o in Asia, appariva qualcosa di remoto, che non ci riguardava". Per sottolineare come ormai anche il nostro Paese sia in balia degli eventi estremi, il Presidente ha ricordato lo sterminio subito dagli alberi veneti lo scorso ottobre, quando la "tempesta Vaia" ne sradicò a milioni. Per Mattarella le soluzioni da mettere in campo ci sono, ma non devono venire da "un passato premessa di futuri disastri". Inoltre, il tempo delle parole è finito e bisogna passare ai fatti, perché "limitarsi a evocare la straordinarietà degli eventi che si affacciano prepotentemente, per giustificare noncuranza verso una visione e progetti di più lungo periodo, è un incauto esercizio da sprovveduti".  
Diversi gli apprezzamenti arrivati dal mondo ambientalista per le parole pronunciate da Mattarella. Come quello di Greenpeace, che per bocca del presidente esecutivo Giusppe Onufrio, ha ringraziato il Qurinale. 
"Il Presidente Mattarella ci ricorda ancora una volta - ha dichiarato Onufrio -, l’emergenza climatica in atto e quanto sia necessario che il rispetto dei limiti naturali sia non solo parte integrante della vita di ognuno di noi ma anche delle decisioni che prendono i nostri amministratori e coloro che sono responsabili delle scelte politiche. Le conseguenze di queste decisioni, dalla più piccola alla più grande, peseranno sulle spalle dei nostri figli e nipoti più ancora che sulle nostre".  
Intanto oggi, 15 marzo, è previsto il primo grande sciopero giovanile sul clima. Migliaia di studenti (se non milioni) sfileranno nelle piazze di tutto il mondo, Italia compresa, per protestare contro una classe politica indifferente ai cambiamenti climatici. I ragazzi, al seguito di Greta Thunberg - 16enne nota attivista climatica svedese, proposta nelle ultime ore per il nobel della pace -, hanno deciso di far sentire la propria voce. 
Sono i cosiddetti "Fridays for future", nati sull'esempio della svedese che dal 20 agosto 2018 ogni venerdì salta la scuola per manifestare la propria indignazione di fronte al Parlamento del suo Paese. "Inutile andare a scuola se i politici non ascoltano quanto detto dai migliori studi scientifici prodotti sul cambiamento climatico. Serve agire ora o non ci sarà futuro", sostiente Greta. Come darle torto. 
 

Autore

Ivan Manzo

Ivan Manzo

Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo e giornalista per Giornalisti nell’Erba. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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