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Auto elettrica e ricarica domestica: un pieno di convenienza

Sul fronte della mobilità elettrica, i limiti legati al rifornimento sono ampiamente superati

Uno dei punti cardine della nuova mobilità elettrica è rappresentato dai punti di ricarica e deve essere affrontato in maniera complessiva tenendo conto di una serie di aspetti sociologici e psicologici, oltre che tecnici, inediti e non affrontati. Per analizzarli è necessario pensare un attimo a quale sia il rifornimento energetico della mobilità fossile. A fine 2015 (dati Unione Petrolifera) in Italia c'erano 21.000 punti vendita di carburante che consentivano di rifornirsi in maniera capillare sul territorio in pochi minuti, raggiungendo un'autonomia media di 600 km per le auto a benzina e 900 per le diesel. Oggi, invece, per le auto elettriche nella migliore delle ipotesi si arriva a 600 km con l'ultimo modello della Tesla e con accumulatori da 100 kWh ma, questo tipo di auto, si può prendere in considerazione solo in parte dato che, visto il costo di oltre 135mila euro, non è un'autovettura alla portata di tutti. Quelle più "economiche" con accumulatori da 30 kWh possiedono una percorrenza tra i 150 e i 250 km e qui si pone il primo problema attinente alla sfera psicologica: la mancanza d'autonomia. La limitazione in realtà è solo apparente visto che la percorrenza media delle autovetture italiane è di 11.200 km l'anno, ossia 933 al mese e 30,6 al giorno, per cui ampiamente al di sotto delle possibilità massime di percorrenza delle auto elettriche più comuni. Inoltre il pieno elettrico ha un costo notevolmente inferiore: su strada il costo del kWh disponibile su colonnine pubbliche è di circa 0,4 euro, mentre con la ricarica casalinga siamo su 0,21 euro a kWh. Tradotto: 600 km con la supercar Tesla - parliamo di un'auto dalle prestazioni simili a una Ferrari - ci costerebbero tra i 21 e i 40 euro, mentre 200 km con una autovettura elettrica media con accumulatori da 30 kWh ci costerebbero tra i 6,3 euro della ricarica domestica e i 12 euro di quella pubblica. Un risparmio non indifferente rispetto ai sistemi fossili che però non è sufficiente, visto che c'è un altro elemento sul fronte dell'incertezza circa il rifornimento elettrico: quello della diffusione dei punti di ricarica pubblici. Oggi siamo a poco più di 1.000 punti di ricarica pubblici funzionanti ossia, tutte quelle installazioni a disposizione di chiunque voglia usufruirne. E a tutto ciò si aggiungono anche i tempi di rifornimento. Oggi i tempi di ricarica di un'autovettura con batterie da 30 kWh e una colonnina da 3,7 kW richiede oltre otto ore, mentre con una da 7,4 kWh ce ne vogliono quattro. Tempi che si abbatono se la colonnina è da 22 kW, con la quale ci si mette un'ora e venti minuti, come ad esempio l’unità R-EVolution di Gewiss.

In questo quadro assume un particolare rilievo la ricarica domestica, i punti di ricarica in ambito privato sono installabili in abitazioni singole o in condomini con parcheggi e sono particolarmente adatti a periodi prolungati di sosta e ricarica - ad esempio durante le ore notturne. La spesa in "carburante" in questo caso è di soli 6,3 euro ogni 200 km, mentre i tempi di ricarica non sono un problema visto che la disponibilità del punto di ricarica c'è sempre. La potenza nominale di questi punti varia da 4,6 kW a 7,4 kW, sufficienti per coprire l’autonomia delle percorrenze medie giornaliere in gran parte delle autovetture. La gamma R-EVolution, ad esempio, garantisce una soluzione sicura, affidabile ed adeguata agli attuali requisiti di ricarica per ogni tipo di veicolo, in conformità alla normativa EN 61851. I modelli sono: Home, Parking, Parking+ e Station e si possono collocare sia in ambienti residenziali (privati) che in ambienti pubblici. A ciò possiamo aggiungere il fatto che nei centri urbani le auto elettriche hanno anche un parcheggio riservato in corrispondenza delle colonnine di ricarica, inoltre queste auto non sono soggette ai blocchi del traffico per l'inquinamento e non solo, in parecchie regioni sono esentate dal bollo dell'auto, hanno sconti del 30% sull'assicurazione e possiedono una manutenzione ordinaria e straordinaria molto minore a quella delle auto fossili. Insomma, la “mobilità intelligente” si appresta a diventare parte integrate della vita di ognuno di noi, cambiando definitivamente il modo di spostarsi e di immaginare l’auto. Una vera e propria rivoluzione.

Autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983. Il sito web di Sergio Ferraris, giornalista scientifico. 

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