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3D HOUSING 05, la prima casa italiana stampata in 3D

Durante la Milano Design Week 2018 è stato presentato il primo prototipo italiano di casa realizzato con la stampa 3D

La stampa tridimensionale nasce nel 1986 con la pubblicazione del brevetto di Chuck Hull e da allora si è evoluta trovando applicazione nel campo biomedico, spaziale, domestico, alimentare e, in tempi più recenti, si è affermata anche in quello edilizio. Nel 2016, sono stati stampati i primi oggetti in pietra ed argilla, successivamente in Cina sono state realizzate 10 case in calcestruzzo in 24 ore ed oggi, con 3D HOUSING 05 in Italia viene segnata una nuova era per l’edilizia all’insegna della sostenibilità e dell’estetica.

A Milano è stato creato un ambizioso progetto a cura dell’architetto Massimiliano Locatelli che ha ideato e guidato la realizzazione, attraverso la rivoluzionaria stampa in 3D, di un’abitazione di 100 mq in Piazza Beccaria. La forma esterna, sinuosa e compatta, si inserisce alla perfezione nel contesto urbano e al tempo stesso richiama naturalezza e semplicità. Internamente è composta da una zona giorno, una cucina, una zona notte, un bagno e un tetto abitabile che può essere facilmente adibito ad orto o a giardino. Pareti in intonaco lisciato, infissi in ottone, sanitari in marmo ed arredi semplici ma curati nei dettagli, completano l’opera.

«3D HOUSING 05 - dichiara l’ideatore del progetto - è descrivibile in 5 parole: creatività, sostenibilità, flessibilità, accessibilità e rapidità. La tecnologia utilizzata consente infatti una nuova interazione tra committente ed architetto, il progetto diviene libero e modellabile, la riduzione dei costi favorisce l’accessibilità e la rapidità di realizzazione in situazioni sociali di emergenza. Il prototipo, realizzato in soli sette giorni, rappresenta poi una vera e propria rivoluzione nel campo dell’edilizia sostenibile. Le polveri di cemento impiegate per la costruzione provengono tutte da demolizioni di altri edifici e, nell’evenienza in cui la casa venisse distrutta, i suoi detriti potrebbero essere riutilizzati per la costruzione di nuove abitazioni. La struttura ad impatto zero viene stampata con una particolare miscela di polveri cementizie, leganti ed inerti. Questi ultimi, derivando da terre locali, rappresentano inoltre una soluzione sostenibile a Km 0».

Il progetto, a differenza di altri che hanno visto l’impiego della stampa 3D, prevede l’utilizzo di un manipolatore robotico montato su una base mobile in modo da assicurare maggiore flessibilità rispetto alle stampanti 3D fisse. Ognuno dei 35 moduli che costituiscono la struttura è realizzato attraverso la tecnica di stampa additiva, un processo di unione dei materiali attraverso la sequenziale deposizione di uno strato sopra al precedente. I partner con i quali l’architetto Milanese ha collaborato, Italcementi, Arup e Cybe, sono stati scelti in quanto leader nel settore dell’innovazione edilizia e rispettivamente per l’eccellenza dei materiali da costruzione, per l’ingegneria strutturale e per la tecnologia 3D.

Autore

Simone Valeri

Simone Valeri

Laureato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, attualmente frequenta la laurea magistrale in Ecobiologia. Divulgare, informare e sensibilizzare per creare consapevolezza ecologica: fermamente convinto che sia il modo migliore per intraprendere la via della sostenibilità. Per questo, e soprattutto per passione, realizza un sito web (ecologicalrevolutionblog) ed inizia a collaborare con testate giornalistiche del settore.

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