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Verde urbano, la sua importanza è emersa con il lockdown

Con il lockdown è emerso un cambiamento: una maggiore necessità di stare all’aria aperta che ha fatto comprendere l’importanza delle aree verdi ai cittadini

Complice l’isolamento sociale, chi vive in città ha sempre più bisogno di stare all’aria aperta e di godere delle aree verdi. È quanto ha evidenziato uno studio coordinato dall’Istituto per la bioeconomia del Cnr. La ricerca, analizzando la percezione degli spazi verdi urbani nel corso del lockdown, è stata condotta in cinque Paesi europei e in Israele. Allo scopo, sono stati diffusi dei questionari tra il 1° aprile e il 3 maggio 2020. Italia e Spagna, i due paesi in quel periodo più colpiti dalla pandemia e con misure di contenimento più stringenti - è emerso dalle 2.540 risposte pervenute - hanno registrato la più alta percentuale (64%) di rispondenti che ha ammesso di frequentare spesso aree verdi e che, tuttavia, vi ha dovuto rinunciare a causa delle restrizioni. “Chi non è mai uscito durante il lockdown, come in Italia, Israele e Spagna, ha sentito molto la mancanza di spazi verdi - ha spiegato Francesca Ugolini, prima autrice dello studio - solo la vista di un ampio panorama dalla finestra ha contribuito a ridurre il senso di privazione”.

L’indagine ha rivelato, inoltre, come il tema del verde urbano sia centrale per i cittadini. Con una domanda finale aperta si è chiesto di argomentare sulla relazione tra urbanizzazione, uomo e natura. Le risposte, infatti, hanno evidenziato una forte consapevolezza dell’importanza di rispettare e proteggere la natura e di garantire l’accessibilità agli spazi verdi nelle città. Ma non solo. Sono stati raccolti anche diversi suggerimenti pratici. Come, ad esempio, integrare nel tessuto urbano aree verdi di varia tipologia facilmente accessibili e favorire una gestione che garantisca la qualità degli stessi in termini di manutenzione e di scelta delle specie. Ma anche suggerimenti volti a sollecitare una mobilità sostenibile e una maggiore inclusione dei cittadini e delle loro opinioni nei processi decisionali.

Tutta questa premura nei confronti degli spazi verdi non dovrebbe però sorprendere. Non a caso, sono numerosi gli studi che hanno dimostrato il legame tra aree verdi, biodiversità e benessere. Non ultima una recente ricerca condotta dal Dipartimento di Scienze Biologiche dell’Università di Singapore.  In questo caso, i partecipanti al trial sono stati esposti a diversi percorsi urbani variabili in livelli di biodiversità. I dati raccolti sono stati poi analizzati utilizzando mixed models lineari e modelli di equazioni strutturali.

“I nostri risultati - hanno commentato i ricercatori - evidenziano che la diversità animale e il legame con la natura sono positivamente correlati alla capacità di ‘restorativeness’ percepita”. Ovvero, il concetto di ‘ristoro mentale’ così come definito dalla psicologia ambientale. Questo, a sua volta, aumenta il cosiddetto ‘affetto positivo’, o meglio la propensione a provare emozioni positive e ad interagire con gli altri e con le sfide della vita in modo positivo. E, di conseguenza, diminuisce l’’affetto negativo’, cioè il concetto esattamente opposto. “I nostri risultati - hanno concluso - mostrano un collegamento importante tra la conservazione della biodiversità urbana e la salute mentale pubblica”.

Autore

Simone Valeri

Simone Valeri

Laureato presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" in Scienze Ambientali prima, e in Ecobiologia poi. Divulgare, informare e sensibilizzare per infondere consapevolezza ecologica: fermamente convinto che sia il modo migliore per intraprendere la via della sostenibilità. Per questo, e soprattutto per passione, inizia a collaborare con diverse testate giornalistiche del settore ambientale e si dedica alla realizzazione di video-report per raccontare piccole realtà virtuose dedite all'agricoltura sostenibile in Italia. 
 
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