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Ristrutturazioni ed ecobonus, parte vitale e leva dell’edilizia

Il report Cresme-Symbola conferma quale sia oggi il motore del settore edile: la riqualificazione del patrimonio esistente, sospinta dagli incentivi fiscali

Per unedilizia in crisi profonda, ce n’è una che invece genera investimenti e crea occupazione: è quella delle ristrutturazioni. Non è una novità, ma un’ulteriore conferma del buon stato di salute di questo comparto, sospinto dalla leva delle detrazioni fiscali, arriva dai dati del rapporto “Una nuova edilizia contro la crisi” di Cresme e Fondazione Symbola. Nel report, infatti, si registra che nel 2016 il credito di imposta per le ristrutturazioni e l’ecobonus per la riqualificazione energetica sono stati in grado di generare 28,2 miliardi di euro di investimenti, segnando un aumento del 12,3% rispetto al 2015. Le misure incentivanti non generano solo flussi di denaro, ma anche posti di lavoro: nel 2016 ne hanno attivati 419mila tra diretti e indotto. Non solo: mentre l’edilizia tradizionale andava via via peggiorando, ovvero tra il Tra 2007 al 2016, gli anni della crisi, “i lavori di manutenzione straordinaria incentivati con il credito di imposta sono stati pari a 190 miliardi di euro. Tanto che oggi il 79% del valore della produzione del settore edilizia si deve alla riqualificazione del patrimonio esistente”.

La riqualificazione dell'esistente, quindi, non è più da considerare solo come una delle voci nel comparto edile. Ormai pari al 79% del valore della produzione del settore nel 2016, questo mercato non può essere più solo letto attraverso la sua variabile “edilizia”, ma attraverso l’integrazione tra costruzioni, impianti e servizi – è la riflessione contenuta nel report.

Quanto piace l’efficienza energetica

L’edilizia è un settore cruciale per l’economia, per l’occupazione e anche per l’ambiente: un terzo dei consumi energetici italiani sono legati ad essa. Quindi, lavorare a una migliore efficienza energetica del patrimonio immobiliare è particolarmente redditizio, in particolare risanare quanto già costruito. C’è di più: la ristrutturazione del patrimonio esistente diviene un’opportunità preziosa anche per aumentare il valore immobiliare. Come segnalano gli analisti Cresme-Symbola, nelle provincie in cui la percentuale di abitazioni riqualificate è più alta, il mercato è più intenso e registra il maggior numero di compravendite. A fronte di un intervento medio di 14.500 euro, un’abitazione ristrutturata aumenta il suo valore di 65.750 euro. Segnala il report:

A titolo puramente indicativo, si può ipotizzare che se tutte le abitazioni offerte sul mercato immobiliare nel 2016 fossero riqualificate, utilizzando il parametro medio dell’indagine campionaria, il valore del patrimonio edilizio residenziale in offerta sul mercato sarebbe rivalutato di 20 miliardi di euro”.

La riqualificazione è, quindi, una operazione di valorizzazione economica del patrimonio esistente che incide sulla ricchezza delle famiglia e del Paese.

Per questo è bene che le misure incentivanti a livello fiscale siano conosciute in maniera sempre più ampia dagli italiani. Da un sondaggio Ipsos realizzato per Symbola si leva che il 76% degli italiani conosce l’ecobonus, il 15% dei quali afferma di averlo utilizzato. Aumenta anche la percezione dell’importanza delle ristrutturazioni e riqualificazioni: oltre l’80% degli italiani attribuisce importanza all’efficienza energetica delle abitazioni. Non solo: il 73% degli intervistati è disposto a spendere di più per acquistare o affittare un’abitazione che garantisca minori consumi energetici.

Autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

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