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#BastaAmianto, per sbloccare il decreto sulle rinnovabili

Firmata da oltre 44 mila cittadini la petizione ma le resistenze del governo sono ancora dure

È stata una delle mosse vincenti delle passate incentivazioni per le rinnovabili, quella di coniugare il fotovoltaico con la rimozione dell'amianto dalle coperture. Ma fu abolita con la fine del conto energia e così si è fermata anche la sostituzione in sicurezza di questo pericoloso inquinante. Il tutto sotto al silenzio della politica, ma ora qualcosa si muove. Con un appello lanciato tramite una petizione su Change.org  #BastaAmianto (Change.org/bastaamianto) si chiede di sbloccare il nuovo decreto legge sulle rinnovabili, che è atteso dal novembre 2016, inserendoci l'incentivo per chi elimina l'amianto dei tetti e allo stesso tempo installa i pannelli fotovoltaici. Il punto sulla petizione che è stata firmata da oltre 44 mila cittadini è stato fatto alla Camera dei Deputati da Annalisa Corrado (Green Italia e Possibile), Rossella Muroni (deputata LeU), Pippo Civati (Possibile), dal vicepresidente del Kyoto Club Francesco Ferrante, Luca Pastorino (deputato LeU) e dal coordinatore dell'Ufficio scientifico di Legambiente Andrea Minutolo.

«Si ripristinino gli incentivi per chi sostituisce l'amianto con il fotovoltaico. - ha detto la Corrado durate la conferenza stampa - In queste ore è all'esame il Dl Rinnovabili, quindi questo è il momento propizio per reinserirli». «La Lega e il M5S hanno chiesto di bloccare il decreto perchè sia il prossimo governo a decidere, ma per noi questo significa aspettare troppo tempo», avverte Muroni che specifica: «l'amianto sta continuando a uccidere e continuerà a uccidere nei prossimi anni, perchè se anche oggi potessimo farlo scomparire tutto con la bacchetta magica le persone continuerebbero a morire».

«Tenendo fermo il decreto legge sulle rinnovbili si allunga l'agonia delle aziende italiane del settore rinnovabili e si allontanano i target sul clima assunti a livello internazionale», afferma il vicepresidente del Kyoto Club Francesco Ferrante, che prosegue: «piuttosto si operi una moral suasion per intervenire su tre temi. Il primo è che le tariffe incentivanti per i piccoli impianti, categoria nella quale ricadono gli impianti fotovoltaici sui tetti installati dopo la rimozione dell'amianto, sono bassissimi e quindi rendono quasi irrealizzabili impianti di piccola taglia», spiega Ferrante «Però il futuro è quello di piccoli impianti generazione distribuiti, quindi queste tariffe vanno elevate o si finirá per favorire solo i grandi installatori e non i piccoli».

Dopo ha proseguito il vicepresidente del Kyoto Club, «nel decreto in questione, che riguarda le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, questo è invece apparso, ma inserito nel calderone insieme all'eolico. Per le aste di novembre 2018 «è previsto un premio per il fotovoltaico installato in aree bonificate con un privilegio di accesso diretto», spiega Ferrante, «ma questa soluzione sembra vicina a una grande azienda che deve bonificare vaste aree ed ha sei zampe, (il riferimento è a ENI, N.d.R) ad esempio, così come ad altre grandi aziende. Imprese che sulle aree da bonificare hanno anche attivitá produttive che potranno essere alimentate in autoconsumo con i pannelli fotovoltaici installati prosegue, quindi il loro premio sarebbe piú alto e comporterebbe una penalizzazione dell'eolico che nessuno sceglierebbe».

Infine, parecchi interventi hanno fatto il punto sul fatto che"non si capisce il senso del provvedimento nel momento in cui si concede l'incentivo a chi usa il fotovoltaico nella bonifica di grandi aree" mentre non lo si concede anche ai piccoli impianti che concorrono anch'essi alla bonifica, ma dell'amianto sui tetti. In base ai dati raccolti da Legambiente nazionale nel dossier "Liberi dall'amianto?", realizzato in base alle risposte date dalle Regioni (15 su 21) a un questionario, sul territorio nazionale sono 370mila le strutture, dove è presente amianto, censite al 2018 dalle Regioni per un totale di quasi 58milioni di metri quadrati di coperture in cemento amianto. Se anche solo il 10% fosse interessato alla sostituzione con il fotovoltaico avremmo una potenza installata di impianti fotovoltaici totale di 580 MWp di potenza distribuita su tutto il territorio nazionale di fotovoltaico che potrebbe aiutare al raggiungimento degli obiettivi della Sen per i quali saranno necessari, secondo i calcoli fatti dal Presidente di Free G.B. Zorzoli, 3,3 GWp di fotovoltaico ogni anno dal 2018, per arrivare al 2030 con una nuova potenza di 39,3 GW. Per cui il fatto che il governo uscente non incentivi nemmeno quella che è la sessantesima parte della potenza da fotovoltaico che dovremmo, sempre secondo lo stesso governo, installare per rispettare la Sen, oltretutto con innegabili vantaggi ambientali, la dice lunga circa la volontà di rispettare gli obiettivi della Sen.

Autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983. Il sito web di Sergio Ferraris, giornalista scientifico. 

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