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Muoversi con il biogas

In Trentino il biogas alimenterà i mezzi pubblici abbattendo drasticamente l'inquinamento. Grazie ai rifiuti

Il Trentino come Stoccolma. Non parliamo dei premi Nobel, ma di biogas, prodotto da rifiuti. Nella regione del Nord Italia, infatti, si sta innescando un ciclo virtuoso per la mobilità sostenibile. Quello di ricavare dai rifiuti umidi biometano con cui alimentare gli autobus cittadini, il primo progetto in Italia che anticipa le normative europee sull'utilizzo delle fonti rinnovabili per i trasporti, attivando così, un sistema d'economica circolare, dove i rifiuti diventano una risorsa per combattere il riscaldamento globale e l'inquinamento locale, visto che l'utilizzo del biometano comporta un abbattimento dei principali inquinanti del 75%. A portare a compimento il sistema che permetterà di cedere il biometano al trasporto pubblico trentino, attraverso la rete nazionale gas della Snam, sono Provincia autonoma, BioEnergia Trentino, Trentino Trasporti, Fondazione Mach e Comune di Faedo.

Il punto di partenza, assolutamente obbligato è la filiera della raccolta differenziata che in Trentino veleggia oltre l'80% a livello di percentuale ed è di ottima qualità. Ed è proprio grazie a questi dati che sono omogeneo a livello regionale che si è potuto dare vita ad un'esperienza industriale di questo tipo.

Attraverso la lavorazione del rifiuto umido, BioEnergia Trentino produce un ammendante di qualità che viene utilizzato nell'intera Valle dell'Adige per la concimazione dei vigneti e dei meleti sostituendo i concimi chimici con un prodotto biologico. Ma l'attività va oltre: con la fermentazione del rifiuto umido si produce il biogas, che altro non è che una miscela di metano e altri gas, che consente di produrre energia elettrica rinnovabile e calore. Oggi l'azienda tratta i due terzi del rifiuto trentino, quasi 34mila tonnellate all'anno e produce 8,5 milioni di kwh elettrici. E si punta grazie all'ampliamento dello stabilimento che è allo stato avanzato di poter trattare il 100% del rifiuto umido trentino.

Bio Energia Trentino accoglierà una parte dell'umido di Bolzano e con questo incremento delle quantità trattate, e la chiusura della filiera dell'umido, l'azienda riuscirà a produrre energia rinnovabile e compost di qualità aggiungendo la produzione del biometano per autotrazione in favore della flotta degli autobus cittadini che passeranno da 42, ora alimentati a metano, a 64 funzionanti a biometano

Il biogas fermentato sarà infatti purificato e, in accordo con la Snam, inserito nella rete di trasporto del metano che passa a 100 metri dall'impianto di Cadino in direzione nord. Il metanodotto Snam con pressione a 70 bar consentirà di gestire tutta la produzione attuale e futura portando il metano biologico fino all'autorimessa di Trentino Trasporti di Gardolo che dista circa 10 km dall'impianto di produzione.

Il biometano prodotto sarà utilizzato dalla Trentino Trasporti per alimentare i mezzi di trasporto a metano che funzioneranno con metano rinnovabile sostituendo quindi il metano fossile attualmente in uso. E il clima ringrazia, visto che l'utilizzo del biogas non comporta l'introduzione nell'atmosfera di CO2 aggiuntiva. Il tutto ciò partendo dalla filiera della raccolta differenziata che intercetta l'umido lo trasforma in energia e lo purifica in biometano per alimentare la mobilità alternativa. Insomma con questa esperienza si sancisce in via definitiva un fatto: l'uso delle discariche in alternativa alla gestione intelligente dei rifiuti aggiunge sprechi agli sprechi. 

Autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983. Il sito web di Sergio Ferraris, giornalista scientifico. 

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