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Specie aliene invasive: danni per 26,8 miliardi di dollari ogni anno

Gli impatti sulla biodiversità generati dalle specie aliene vengono stimati dal 1970 in 1.288 miliardi di dollari. Cifra destinata ad aumentare

Una nuova analisi dal titolo “High and rising economic costs of biological invasions worldwide” pubblicata su Nature ha fatto luce su un aspetto spesso poco considerato dalle politiche e dal dibattito pubblico. Si tratta delle specie aliene invasive che, secondo questo studio, sono state capaci di generare danni economici per 1.288 miliardi di dollari nel periodo che va dal 1970 al 2017. Il gruppo di esperti che si è occupato del lavoro di ricerca avverte che i danni sono in costante aumento e che senza politiche di gestione del fenomeno, potrebbero in futuro lievitare di molto. “Gli effetti delle specie aliene invasive sulla biodiversità non rallentano e, anzi, triplicano per ogni decennio analizzato – ha dichiarato il principale autore dello studio Christophe Diagne dell'Università Paris-Saclay -. Le nostre stime globali annuali indicano che questo enorme onere economico è più di 20 volte superiore al totale dei fondi disponibili per l'Organizzazione mondiale della sanità e le Nazioni Unite messi insieme”.
I ricercatori, analizzando migliaia lavori nel mondo che hanno stimato il costo di tale fenomeno, sono arrivati alla conclusione che dal 1970 al 2017 le perdite annuali per via delle specie aliene invasive ammontano a 26,8 miliardi di dollari. Un costo che è cresciuto del doppio ogni 6 anni dal 1970 a oggi. Lo studio sottolinea l’importanza di aumentare gli investimenti dedicati alla tutela della biodiversità, anche per evitare l’esplosione di nuove pandemia nel futuro.
Ma le perdite potrebbe essere addirittura superiori, come ha spiegato Diagne: "I costi globali delle specie aliene invasive sono così enormi che abbiamo passato mesi a verificare i nostri modelli, per assicurarci di non esagerare. Il nostro approccio molto conservativo suggerisce dunque che in realtà i costi economici effettivi potrebbero essere più alti".

Si fa riferimento alle specie aliene quando si parla di organismi che vengono introdotti in ambienti diversi da quelli di origine. Tuttavia l’alta capacità di alcune di loro di adattarsi a nuovi ecosistemi fa sì che queste pian piano si espandano minacciando la biodiversità locale. Alcune specie vengono volontariamente inserite dall’uomo altre, invece, raggiungono accidentalmente i nostri paesi: attraverso operazioni di scambi commerciali (commercio di piante esotiche, animali di compagnia, attività di pesca, attività venatoria...), seguendo le rotte turistiche, spinte a emigrare per via dell’aumento della temperatura. Quando queste specie si insediano in natura possono provocare problemi seri, sono infatti annoverate tra le maggiori cause dell’estinzione animale e vegetale. Inoltre, sono in grado di portare nuove malattie, basti ricordare che il 60% delle malattie infettive umane provengono da zoonosi, e cioè dal mondo animale (in particolare quello selvatico, il virus Sars Cov-2 responsabile della malattia Covid-19 ne è un esempio).
In un suo rapporto del 2017 l’Ispra (Istituto Superiore Per la Protezione e la Ricerca Ambientale) evidenziava che le specie aliene invasive “sono responsabili della perdita di biodiversità al pari della distruzione degli habitat e minacciano l’esistenza di moltissime specie autoctone: le specie aliene invasive danneggiano il nostro patrimonio naturale e hanno un impatto sociale ed economico stimato in oltre 12 miliardi di euro ogni anno nella sola Unione Europea”.
Nella lista delle 100 specie aliene invasive, che generano danni anche in Italia, stilata da Iucn (International Union for Conservation of Nature) troviamo per esempio: la nutria, il cinghiale, la zanzara tigre, il boia irregularis, la termite formosana, e la tartaruga dalle guance rosse.

Autore

Ivan Manzo

Ivan Manzo

Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo e giornalista per Giornalisti nell’Erba. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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