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Uno studio durato 17 anni conferma che la dieta mediterranea protegge dagli effetti dannosi dell’inquinamento atmosferico

Che la dieta mediterranea sia benefica per la salute non è una novità, uno studio dell’American Thoracic Society (ATS) conferma che questo stile alimentare sarebbe anche in grado di prevenire e contrastare le conseguenze deleterie dell’esposizione agli inquinanti atmosferici.

La ricerca, condotta presso la New York University e presentata a maggio in occasione del meeting dell’ATS, ha coinvolto per 17 anni 548.699 persone di età media di 62 anni. Nel corso dello studio 126.835 persone aderenti al progetto di ricerca sono decedute per cause riconducibili all’inquinamento atmosferico.

I ricercatori hanno così suddiviso i partecipanti in cinque gruppi in funzione del loro grado di adesione ai principi della dieta mediterranea potendo così valutare la relazione tra questa e gli effetti dell’esposizione a lungo termine al particolato fine all’ossido di azoto () e all’ozono (.

I risultati hanno evidenziato che la mortalità è aumentata del 5% per ogni incremento di 10 parti per miliardo (ppb) di ossido di azoto fra i meno aderenti alla dieta mediterranea e solo del 2% tra chi ne seguiva i sani principi. L’incidenza di malattie cardiovascolari associate all’esposizione a lungo termine al particolato fine ha visto incrementi del 17% per ogni 10 µg/ di particolato nei soggetti non fedeli alla dieta rispetto al 5% che si è osservato nel gruppo a favore del mangiar sano. Analoghi risultati sono stati ottenuti per quanto riguarda l’insorgenza di infarti associati alla concentrazione di inquinanti in atmosfera evidenziando, anche in questo caso, una loro consistente riduzione percentuale nelle persone coerenti con le abitudini alimentari previste dalla dieta mediterranea.

In conclusione “la dieta mediterranea riduce i rischi di decesso associati ad un’esposizione a lungo termine agli inquinanti atmosferici in un grande campione di individui Statunitensi”, è quanto si legge sul sito della società di ricerca americana.

Lo stress ossidativo indotto dalle sostanze inquinanti è il principale meccanismo responsabile dell’insorgenza di malattie e dei decessi che ne conseguono. Il ruolo della dieta mediterranea nel contrastarne gli effetti è probabilmente quello di apportare all’organismo copiose quantità di antiossidanti. Frutta, verdura, olio di oliva, legumi, cereali, pesce e carni bianche sono gli alimenti cardinali della dieta tipica del bacino del mediterraneo, la maggior parte ricchi in antiossidanti e vitamine che combattono attivamente i deleteri processi biochimici associati all’inquinamento atmosferico. 

Il modello nutrizionale della dieta mediterranea è stato riconosciuto dall’UNESCO come bene protetto e inserito nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità nel 2010, in quanto elemento culturale tradizionale unico tramandato oralmente nel corso delle generazioni. La sua unicità e le abitudini alimentari ad essa associata in questo modo saranno tutelati e valorizzati, evitandone la scomparsa. Il rischio che le sane tradizioni culinarie vengano perse col tempo, tuttavia, è tangibile, soprattutto in una società tendente alla globalizzazione dove l’attenzione per il cibo viene sempre meno. Nonostante ciò, studi come quello precedentemente citato non fanno altro che confermare come una sana alimentazione sia una delle medicine più efficaci. Se la dieta mediterranea dovesse scomparire avremmo un’arma in meno per combattere le devastanti conseguenze dello smog sulla salute.

 

Autore

Simone Valeri

Simone Valeri

Laureato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, attualmente frequenta la laurea magistrale in Ecobiologia. Divulgare, informare e sensibilizzare per creare consapevolezza ecologica: fermamente convinto che sia il modo migliore per intraprendere la via della sostenibilità. Per questo, e soprattutto per passione, realizza un sito web (ecologicalrevolutionblog) ed inizia a collaborare con testate giornalistiche del settore.

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