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Lockdown climatico, possibile soluzione?

Presto potrebbe prendere forma un nuovo tipo di lockdown: quello climatico-ambientale, pensato appositamente per arginare fenomeni inquinanti, come sta per accadere in India

La parola ‘lockdown’ è entrata ormai nel nostro parlato quotidiano, l’isolamento messo in atto al fine di contrastare la diffusione del coronavirus, ha spianato la strada ad un probabile rimedio per arginare i fenomeni inquinanti. Non bastano più le domeniche ecologiche, la crisi climatica non accenna a fermarsi. Prendiamo, ad esempio, l’India. A Nuova Delhi, cuore del gigante asiatico, l’elevato inquinamento atmosferico ha provocato una situazione così grave che molti residenti della capitale sono costretti a indossare mascherine protettive anche dentro le loro case. Le autorità hanno annunciato la chiusura delle scuole e hanno finalmente preso in considerazione un blocco dell’inquinamento per proteggere i cittadini. La qualità dell’aria peggiora sempre in questo periodo dell’anno, complici i venti bassi con condizioni di calma durante la notte e un pericoloso miscuglio di emissioni di fabbriche e veicoli, oltre al fumo degli incendi agricoli, che si deposita nei cieli dei suoi 20 milioni di persone ogni inverno. Chiusura prevista non solo per le scuole ma anche per gli uffici governativi ai quali è stato chiesto di operare da casa, mentre alle imprese private è stato consigliato il lavoro da casa.  “Il blocco dell’inquinamento non è mai avvenuto prima. Sarà un passo estremo”, ha detto il giudice supremo N.V. Ramana. Kejriwal, il Central Pollution Control Board ha consigliato alle autorità di prepararsi “per l’attuazione di misure di emergenza”.

Ma l’idea del lockdown climatica non è molto lontana nemmeno nei Paesi occidentali, anzi Mariana Mazzucato economista e accademica italiana nominata consigliera del premier Giuseppe Conte, nel settembre 2020 in un articolo pubblicato su Project Syndacate, aveva anticipato: “Con un “blocco climatico”, i governi limiterebbero l’uso di veicoli privati, vieterebbero il consumo di carne rossa e imporrebbero misure estreme di risparmio energetico, mentre le compagnie di combustibili fossili dovrebbero smettere di trivellare. Per evitare un simile scenario, dobbiamo rivedere le nostre strutture economiche e fare capitalismo in modo diverso. Molti pensano alla crisi climatica come distinta rispetto alle crisi sanitaria ed economica causate dalla pandemia. Ma le tre crisi – e le loro soluzioni – sono interconnesse”. Nel marzo 2020 il Guardian ha pubblicato un articolo in cui ha evidenziato una ricerca intitolata “Fossil CO2 emissions in the post-COVID-19 era” nella quale si evince che le emissioni di anidride carbonica dovrebbero diminuire grazie ad un un lockdown globale ogni due anni per il prossimo decennio, affinché il mondo possa mantenersi entro i limiti di sicurezza del riscaldamento globale.

Autore

Eleonora Moscara

Eleonora Moscara

Freelance leccese. Inizia a lavorare come giornalista nel 2008 nella redazione tg di un'emittente televisiva locale. Fino ad oggi ha collaborato con diverse testate: dalla carta stampata al web e uffici stampa di vario genere. Si occupa prevalentemente di ambiente e cultura. Scrive sul Nuovo Quotidiano di Puglia e sulla rivista Salento Review. Per Tekneco coordina la redazione web e si occupa della gestione del social media management.

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