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Cingolani, la transizione ecologica nelle mani del fisico super ministro green

Mario Draghi gli affida uno dei pilastri del Recovery Plan: la Transizione ecologica e il rettore dell'Università del Salento gli dedica un messaggio

Sarà Roberto Cingolani a guidare il nuovo “superministero” dell’Ambiente e della Transizione ecologica, un dicastero che assorbe anche le competenze energetiche sinora di pertinenza del Ministero dello sviluppo economico. Cingolani dopo un ricco percorso di specializzazione scientifica nazionale e internazionale, dal 2000 ha ottenuto la cattedra di Fisica sperimentale Ateneo dell'Università del Salento, allora Università degli Studi di Lecce, dove dopo appena un anno ha fondato e diretto il National Nanotechnology Laboratory (NNL) dell’INFM, determinando una delle principali specializzazioni dell' Università. Nel 2005, poi, ha fondato l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova – con una sede anche a Lecce – di cui è stato Direttore scientifico fino al passaggio nel 2019 al gruppo “Leonardo” (ex Finmeccanica) per guidarne la tecnologia e innovazione. 

Nel 2005 diventa il primo direttore scientifico dell'Istituto italiano di tecnologia, il centro di ricerca sulle alture di Genova fortemente voluto dall'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti e dal direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, che ne è presidente. Cingolani diventa l'anima dell'Iit: quando lo lascia nel 2019 l'istituto ha 11 centri di ricerca e oltre 1.700 scienziati provenienti da 60 paesi, un migliaio di brevetti, 24 startup già create e altre decine in cantiere. Ma mostra doti manageriali anche quando lascia il segno nel progetto per una cittadella di Scienze della vita di Milano, lo Human Technopol.

Il Rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice sulla nomina del professor Roberto Cingolani a Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (Transizione ecologica) scrive un messaggio: «Desidero manifestare, anche a nome dell’intera comunità accademica, il vivo compiacimento per la nomina del professor Roberto Cingolani alla guida del nuovo importante Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (Transizione ecologica). La creazione di tale dicastero appare effettivamente cruciale per il futuro del Paese, che è chiamato a rivedere il proprio modello di sviluppo realizzando un’innovazione epocale che la porti a essere un esempio di sostenibilità in Europa e nel mondo. Il nostro apprezzamento non nasce soltanto da una scelta che risulta profondamente coerente con l’obiettivo di attuare una “innovazione epocale”, giacché Roberto Cingolani è prima di ogni altra cosa un grande innovatore, ma anche dalla profonda conoscenza che abbiamo dello scienziato e delle sue notevoli qualità manageriali, potendo vantare di averlo avuto a lungo nella nostra comunità accademica. Nel “Manifesto per una tecnopolitica italiana” Roberto Cingolani scrive che “Solo la prevenzione può salvarci. Solo soluzioni globali, preventive e lungimiranti possono risolvere i tre debiti del genere umano: socioeconomico, ambientale e cognitivo”. Se l’Italia cerca un innovatore coraggioso e determinato, crediamo davvero che l’abbia trovato.
L’Ateneo in cui ha dato prova di questa sua forza innovativa e visionaria ne saluta la nomina con piena soddisfazione ed è pronto a raccogliere la sfida della sostenibilità, avendo posto questo obiettivo alla base della propria strategia e di quella di tutta la Terra d’Otranto, un territorio che siamo certi saprà interpretare al meglio questa svolta epocale, facendosene protagonista.
Auguriamo pertanto al Ministro e al suo nuovo Ministero un buon lavoro, assolutamente necessario e certamente proficuo».

La creazione di un ministero “ad hoc”, cruciale in un momento in cui la Commissione Ue vincola gran parte dei finanziamenti erogati contro la pandemia alla conversione economica in ottica di sostenibilità ambientale, era stato chiesto a Mario Draghi da Beppe Grillo e dal Movimento 5 stelle raccogliendo anche l’appoggio del Wwf.