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Kanèsis, dalla Sicilia la start up che produce bioplastica dalla canapa

Bioplastica da scarti vegetali, l'innovativa idea di due giovani Siciliani
  • Il Founder Giovanni Milazzo

    Il Founder Giovanni Milazzo

Si chiama Kanèsis ed è un cantiere di idee, un laboratorio di ricerca e sviluppo, una vera fabbrica di sostenibilità. Il progetto di Kanèsis è lo sviluppo di processi industriali e materiali sostenibili a partire dagli scarti di diverse filiere agricole. Nasce nel 2015 grazie all'idea dei siciliani Giovanni Milazzo e Antonio Caruso, al centro dell'iniziativa il recupero e la valorizzazione degli scarti di filiera, grazie ad un lungo periodo  di  ricerca  applicata  viene presentata lo stesso anno la prima domanda di brevetto relativa ad un biocomposito interamente vegetale  derivante  dagli  scarti  di lavorazione della canapa industriale. Giovane e dinamica, riesce in breve tempo ad affermarsi nel panorama della produzione di materiali e filamenti dalla canapa, stringendo importanti partnership e accordi in Italia e all'estero. Kanèsis è un gioco di parole tra canapa e il vocabolo greco “kìnesis” che vuol dire movimento. Un movimento di idee e potenzialità che mira a ridurre drasticamente l’utilizzo del petrolio in tutti i materiali di uso quotidiano che caratterizzano lo stile di vita moderno. Abbattere gli inquinanti e riutilizzare gli scarti vegetali. Un sogno green che diviene realtà.

Nel 2016 il lancio ufficiale del primo materiale: l'HempBioPlastic (HBP®), un biocomposito ottenuto dall'unione dello scarto della prima trasformazione della canapa industriale all'acido polilattico (PLA), derivato dall'amido di mais. La determinazione dei fondatori contribuisce a far crescere il progetto trasformandolo in una realtà imprenditoriale: nasce la MICA srl. La canapa alla base dei prodotti Kanèsis viene raccolta da giugno a settembre, a seconda delle zone e dei periodi di semina. Durante la trebbiatura, da un ettaro vengono raccolti da 500 a 800 Kg di semi venduti al mercato alimentare e, a seconda della varietà, dai SO ai 750 quintali di paglia di canapa. La componente fine del canapulo, proveniente dal recupero delle polveri di lavorazione, può essere recuperata ed utilizzata da Kanèsis per lo sviluppo dei propri prodotti. Ma non solo canapa. I processi sviluppati da Kanèsis consentono, infatti, di recuperare eccedenze e scarti di diverse filiere, trasformandoli in bio-compositi diversi per proprietà meccaniche e colorazioni. Kanèsis si rivolge prima di tutto alle aziende, per offrirgli alternative sostenibili alla plastica che sta soffocando il nostro pianeta, proponendogli di introdurre materiali biobased o di transizione.

L’azienda ha creato anche l'Hemp filament in HBP, il primo filamento per stampa 3D ottenuto da scarti provenienti da lavorazioni della canapa industriale che vengono aggiunti ad una matrice di PLA. Nato per soddisfare i bisogni di creazione della stampa 3D con tecnologia FDM, l'Hemp Filament si differenzia dai competitors (ABS e PLA) per un miglior rapporto peso/volume, una migliore finitura superficiale, una maggiore aderenza e coesione a livello molecolare tra gli strati del materiale, una resistenza alle deformazioni maggiore del 30% rispetto al PLA. Esteticamente il filamento si presenta di colore bruno/beige, simile al legno, con una colorazione superficiale che può lievemente essere alterata al variare della temperatura di estrusione.

Il 2018 è l'anno di svolta per Kanèsis: il lancio sul mercato di nuovi materiali ottenuti da altre matrici di scarto e l'apertura ufficiale dell'e-commerce Hemprinted, segnano due importanti traguardi, l'inizio di un viaggio verso un mondo più sostenibile. Inoltre, l’inizio del 2018 è segnato da un nuovo materiale, il Weed, naturalmente di colore verde. Il Weed è stato creato dallo scarto di trebbia dei fiori di canapa di Sicilia e presenta una percentuale di allungamento a rottura pari a circa il 9%, risultando quindi più elastico rispetto al PLA. Con questo è stato creato il Weed Filament, un'altra varietà di filamento destinato alla stampa 3D. Mentre a dicembre 2018 la start up lancia, il Tornato, naturalmente rosso, creato dall'unione del PLA e di scarti di lavorazione del pomodoro italiano.