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Edilizia sostenibile, i Comuni possono fare di più

Le norme sull’edilizia sostenibile ci sono, ma l’attenzione alla tutela ambientale e alla salute è migliorabile. Lo evidenzia una ricerca Inbar di Lucca sul tema

Energia, ambiente, salute: l’edilizia sostenibile parte da qui e per migliorare l’efficienza e le prestazioni ambientali delle costruzioni gli enti locali hanno un ruolo importante da svolgere, in termini di pianificazione e regolamentazione dell’attività edilizia.

Le norme per costruire in modo attento a contenere il consumo energetico tanto quanto tutelare l’ambiente e il comfort qualitativo di chi le case le abita ci sono. Per questo il Regolamento Edilizio Tipo nazionale, approvato lo scorso novembre, tra i principi generali prevede che i Comuni prestino attenzione a incrementare la sostenibilità ambientale ed energetica degli interventi, anche mediante incentivi.

Da qui l’Istituto nazionale di Bioarchitettura (Inbar) di Lucca ha preso spunto per approfondire il tema dell’applicazione delle norme per l’edilizia sostenibile sul territorio provinciale, realizzando una ricerca specifica dal titolo “Rapporto sull'applicazione di criteri di sostenibilità nei regolamenti edilizi della Provincia di Lucca” . L’obiettivo, spiegano gli stessi architetti dell’Istituto, è fotografare la situazione sull’aggiornamento in tema di architettura sostenibile in base a come i singoli Comuni lucchesi affrontano il problema delle risorse, dell’energia, dell’ambiente, della salute.

I risultati della ricerca

Nel quadro generale, dalla ricerca si nota come i Comuni della provincia di Lucca abbiano avuto un atteggiamento differenziato nel recepimento delle indicazioni provenienti sia dagli indirizzi nazionali che da quelli regionali. Nella maggior parte dei casi vengono trattati temi di carattere generale legati alla salubrità degli edifici e vengono recepite le prescrizioni normative base vigenti per quello che riguarda i parametri energetici.

Ci sono casi di eccellenza, come Seravezza, in cui si sono recepite in toto le Linee Guida Regionali e si è provveduto al necessario aggiornamento ai più recenti parametri limite; c’è pure il caso di Altopascio, che ha scelto di applicare un regolamento per l’edilizia sostenibile intraprendendo una strada autonoma. Complessivamente i Comuni risultano più interessati all'applicazione di requisiti legati al risparmio delle risorse e ai carichi ambientali.

Energie rinnovabili, recupero idrico, efficienza energetica

Il principale requisito che molti Comuni (88%) affrontano nei regolamenti edilizi riguarda l’adozione di sistemi di produzione da fonti rinnovabili; altri requisiti oggetto di attenzione delle amministrazioni locali riguardano la gestione dell’acqua: la riduzione dei consumi idrici (85%) è in cima ai pensieri e secondo requisito maggiormente affrontato; al terzo posto assoluto c’è l’aspetto della gestione delle acque meteoriche (79%), mentre il recupero delle acque grigie è affrontato dal 52% degli enti locali.

Circa l’efficienza energetica, l’isolamento termico è affrontato da poco meno della metà dei Comuni, quasi un’amministrazione su tre considera concretamente l’adozione di sistemi solari passivi e di produzione di acqua calda, mentre una su quattro valuta concretamente l’aspetto dell’inerzia termica.

Comfort e tutela ambientale

Resta ancora da fare sulla qualità ambientale esterna e dell’ambiente interno: se l’isolamento acustico è un tema considerato da poco più del 20% dei Comuni, aspetti quali l’inquinamento elettromagnetico a bassa frequenza e l’inquinamento atmosferico locale (entrambi al 15%), come pure l’inquinamento del suolo (13%) sono suscettibili di maggiore attenzione. Altri aspetti legati alla qualità ambientale esterna e al comfort indoor si pongono agli ultimi gradini della classifica. Per non parlare della possibilità di offrire incentivi in questo senso: infatti, tali aspetti “risultano mediamente promossi con incentivi solo nel 10% dei casi” evidenzia l’Inbar di Lucca.

Le conclusioni

Approfondendo l’analisi riguardante i temi oggetto di normazione nazionale o regionale il team della ricerca riferisce come le varie amministrazioni locali si limitino ad applicare i minimi imposti dalle norme. Non solo: evidenzia come le amministrazioni che potrebbero incidere maggiormente sulla qualità edilizia in termini di ecosostenibilità e biocompatibilità in realtà si sono finora mostrate indifferenti.

Cosa è possibile fare per cambiare tale stato dell’arte? L’Inbar ritiene che, pur concordando sul fatto che l’edilizia sia “già troppo imbrigliata in normative e che l’architettura sostenibile non dovrebbe essere altro dalla prassi comune”, ci si trovi tuttora in una fase per cui la norma e soprattutto l’incentivo sono fondamentali “per far attecchire una mentalità e una modalità d’azione che può portare benefici al territorio”.

Il convegno di presentazione della ricerca

La ricerca sarà illustrata in occasione della conferenza che si terrà a Lucca il 18 maggio (dalle ore 14.45) dal titolo “Regolamenti edilizi e Criteri di sostenibilità” promossa dalla sezione (Inbar) di Lucca.

L’evento si svolge in collaborazione con l’Ordine Architetti PPC di Lucca e, oltre alla presentazione della ricerca, sarà l’occasione anche per confrontarsi sul tema del recepimento del regolamento edilizio tipo nazionale, sullo stato dell’arte riguardo all’emanazione di nuove linee guida specifiche per l'edilizia sostenibile, come previsto dalla Legge Regionale 65/2014, e per conoscere il caso esemplare del regolamento per l’edilizia bio ecosostenibile condiviso e applicato da anni da alcuni Comuni dell’area Empolese.

Autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

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