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La lotta al marine litter diventa legge

L’Italia è il primo Paese in Europa che prova a risolvere i problemi legati ai cotton-fioc spiaggiati e alle microplastiche nei cosmetici.

A questi ritmi rischiamo di avere nel 2050 più tonnellate di plastica che pesce nei nostri mari
Nel mondo ogni anno solo il 5% della plastica è effettivamente avviata a riciclo e nel 2016 ne sono state prodotte 311 milioni di tonnellate. In pratica, è come scaricare in mare un camion zeppo di plastica al minuto. La buona notizia, giusto in tempo per la fine del 2017, è che un Paese ha deciso finalmente di mettere una pezza al problema.
L’Italia scende in campo e prova a contrastare il fenomeno grazie all’approvazione di una legge ad hoc inserita in ultima battuta nelle legge di bilancio. Legge che da un latto intende gestire l’uso dei cotton-fioc e, dall’altro, impedire l’uso delle microplastiche nei cosmetici.
La legge, infatti, sancisce che dal 2019 dovranno essere messi in commercio soltanto cotton-fioc che rispondono al criterio della biodegradabilità e dal 2020 tutti i cosmetici venduti nel nostro Paese dovranno essere privi di elementi in plastica.

“È una vittoria contro il marine litter – scrive il 19 dicembre su facebook il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci - È stato approvato con riformulazione in V Commissione alla Camera il mio emendamento alla legge di Bilancio che sancisce dal 2019 lo stop ai cotton-fioc non biodegradabili e introduce dal 2020 il divieto di utilizzare microplastiche nei cosmetici. L’Italia è il primo Paese al mondo a farlo: una vittoria contro il marine litter, a tutela di ambiente e cittadini. La norma prevede l’obbligo di utilizzare bastoncini per la pulizia delle orecchie in materiale biodegradabile e compostabile vietando la produzione e la vendita di quelli con supporti in plastica. Sulle confezioni bisognerà inoltre indicare informazioni chiare sul corretto smaltimento dei bastoncini stessi, citando in maniera esplicita il divieto di gettarli nei servizi igienici e negli scarichi. Dall’anno prossimo il Ministero dell’Ambiente avvierà una campagna informativa per evitare la dispersione in acqua dei cotton-fioc. I bastoncini per le orecchie in materiale non biodegradabile infatti sono altamente inquinanti e, secondo un recente monitoraggio effettuato da Legambiente su 46 spiagge italiane, il 91% dei rifiuti trovati sarebbe costituito proprio da cotton-fioc.”.

Cotton-fioc che se non smaltiti correttamente li ritroviamo in estate sulle nostre spiagge. Se parliamo di singoli oggetti spiaggiati sono, con il 6,1% del totale, tra i più presenti. Classifica che vede al primo posto le reti utilizzate per la raccolta dei mitili (11%), poi tappi e coperchi (9,6%) e residui di plastica inferiori ai 50 cm (9,3%), i mozziconi di sigaretta (8,5%) e, proseguendo, le bottiglie di plastica (7,7%).
Stesso discorso per le microplastiche nei cosmetici. Una recente ricerca – condotta da MedSharks insieme al consulto tecnico del CNR ISMAC di Biella, dell’Università del Salento e degli Studi Roma Tre - ha dimostrato che sono almeno 81 i prodotti di aziende cosmetiche che contengono polietilene. Alcuni di questi, si possono addirittura trovare negli scaffali “green”, proprio quello dove viene esaltata la “vocazione ambientale” del prodotto. I test effettuati in laboratorio stimano la presenza di circa 3.000 particelle di plastica per millilitro di prodotto.
La cosa interessante è che gran parte dei consumatori o ne ignora la presenza o non sa che gli attuali sistemi di depurazione non sono in grado di catturare questi micro residui che finiscono direttamente in mare.
Va ricordato, però, che chi ha interesse nell'effettuare da subito un acquisto più consapevole, la legge già prevede che gli ingredienti debbano essere specificati in etichetta – in questo caso fino alla soglia dell’1% della composizione totale del prodotto – e che il polietilene è identificabile nella sigla “PE”.

Autore

Ivan Manzo

Ivan Manzo

Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo e giornalista per Giornalisti nell’Erba. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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