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Ispra: le regioni hanno chiesto 26 miliardi di euro per il dissesto idrogeologico

Il rapporto Rendis mostra gli interventi effettuati in Italia negli ultimi 20 anni per la messa in sicurezza del territorio

Il tema del dissesto idrogeologico è di particolare importanza per l’Italia. Parliamo infatti di un Paese fortemente antropizzato, con quasi 8mila comuni e con una densità di popolazione che tocca i 200 abitanti per chilometro quadro, e altamente predisposto a fenomeni franosi e alluvionali, per via delle sue caratteristiche morfologiche, litologiche e idrografiche.
Per illustrare le attività e i risultati di venti anni di monitoraggio sugli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha pubblicato il 23 novembre il rapporto “Rendis 2020”.
Rendis, e cioè il “Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo”, rappresenta una piattaforma nazionale dove sono stati monitorati tutti gli interventi, dal 1999 a oggi, finanziati grazie a piani e programmi che sono di competenza del Ministero dell’ambiente. Inoltre la piattaforma viene usata per gestire dati e procedure istruttorie delle richieste presentate dalle Regioni per nuovi finanziamenti, col fine ultimo di efficientare l’azione dello Stato sul dissesto idrogeologico, favorendo un maggior coordinamento.
“Oggi ricorrono i quarant’anni dal terremoto dell’Irpinia, spero che questa iniziativa ci consenta di riflettere in modo complessivo sulle fragilità che interessano il nostro Paese”, ha detto Stefano La Porta, presidente dell’Ispra, durante l’evento di presentazione del rapporto, “A causa dell’aumento delle vulnerabilità nel nostro Paese, il tema del dissesto idrogeologico riveste un’importanza particolare. Per poter affrontare in modo concreto il problema, è indispensabile svolgere attività di raccolta, analisi e diffusione dei dati”.

Negli ultimi 20 anni la regione che ha ottenuto i maggiori finanziamenti risulta la Sicilia con 789 milioni di euro ricevuti per 542 interventi, al secondo posto la Toscana con 602 milioni di euro per 602 interventi, seguita da Lombardia (598 milioni di euro per 544 interventi) e Calabria (453 milioni di euro per 528 interventi).
Tra le regioni che hanno chiesto più assistenza spicca invece la Campania con un fabbisogno di 5,6 miliardi di euro per la realizzazione di 1192 progetti, al secondo posto la Calabria (872 progetti per 1,7 miliardi), e poi Abruzzo (764 per 1,6 miliardi) e Sicilia (748 per 2,2 miliardi).
In generale, la piattaforma Rendis rende noto che sono oltre 7800 le proposte progettuali inviate dalle regioni, per una richiesta di finanziamento che supera i 26 miliardi di euro. Cifra piuttosto alta, soprattutto alla luce del fatto che negli ultimi 20 anni per il dissesto idrogeologico il Ministero dell’ambiente ha finanziato attività per circa 7 miliardi di euro.

In sostanza, il rapporto Rendis può essere visto come un lavoro a supporto del processo decisionale, e in questo momento rappresenta l’unico strumento di monitoraggio che mette insieme la realtà italiana sotto al profilo degli aspetti tecnici e degli interventi. Ora l’obiettivo è ampliare la conoscenza sull’argomento e spendere in modo virtuoso le risorse dello Stato.

Autore

Ivan Manzo

Ivan Manzo

Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo e giornalista per Giornalisti nell’Erba. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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