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Caldo in città, gli alberi aiutano: lo studio a Vancouver

Più viali alberati e maggior comfort termico: uno studio dimostra l’effetto mitigante degli alberi in città

Si stima che entro il 2050 il 68% della popolazione del pianeta vivrà in città. Megalopoli come Shanghai, già nei prossimi due anni, potrebbero arrivare ad ospitare 170 milioni di abitanti e tassi di urbanizzazione simili sono previsti per la maggior parte dei paesi del pianeta. Squilibri sociali ed inquinamento atmosferico non saranno i soli problemi che gli abitanti del prossimo futuro dovranno affrontare. Le città, infatti, saranno sempre più vulnerabili all’innalzamento delle temperature, soprattutto nell’ottica del cambio climatico in corso, e il comfort termico tra gli edifici sarà sempre più scarso.

La città di Vancouver, in Canada, è stata oggetto di uno studio che ha coinvolto diverse università del Nord America e dell’Europa. I ricercatori, attraverso la ricerca pubblicata su Building and Environment, hanno dimostrato i benefici apportati dagli alberi in ambiente urbano al fine di mantenere il comfort termico in ambiente urbano. Per prima cosa è stata valutata la vulnerabilità al calore attraverso la quantificazione di parametri predittivi come la temperatura media radiante (Tmr), ovvero l’indice degli scambi radiativi tra le superfici che delimitano un ambiente e il corpo umano. Già altri studi hanno dimostrato che, in presenza di “muri verdi”, questo indice tende a ridursi anche di 2°C apportando evidenti benefici in termini di comfort termico.

Attraverso l’uso di modelli è stata valutata la variazione spazio temporale della temperatura media radiante nel periodo 2070-2100 in due differenti scenari: uno in cui si assume che le emissioni annuali di gas serra raggiungano un picco nel 2040 e poi tendano a diminuire (RPC 4.5) ed un altro in cui invece si ipotizza che le stesse emissioni continuino ad aumentare incessantemente nel corso di tutto il 21esimo secolo (RPC 8.5). Tutto questo, però, solo dopo aver suddiviso la città in 6 “zone climatiche locali” (LCZs) a seconda della densità degli edifici. I risultati dello studio hanno dimostrato che con la copertura arborea attuale il parametro considerato aumenterà in entrambi gli scenari. In particolare, la temperatura media radiante crescerà di 1.75°C e di 4.8°C rispettivamente nel primo e nel secondo scenario. Ma cosa succede aumentando il numero di alberi tra le vie di Vancouver? Per rispondere a questa domanda, nelle simulazioni, i ricercatori hanno aggiunto un maggior numero di strade alberate per confermare l’effetto mitigante delle specie arboree in città.

“Il 29 luglio 2009 - spiegano i ricercatori - è stato il giorno più caldo mai registrato nella città di Vancouver. Se quel giorno - proseguono - nelle varie “zone climatiche locali” avessimo avuto la quantità di alberi come da simulazione, avremmo avuto una temperatura media radiante nettamente inferiore: dai 2.1 ai 4.2°C in meno. Inoltre - proseguono - nel caso dello scenario che ipotizza un picco massimo di emissioni nel 2040, un aumento nel numero delle strade alberate porterebbe ad una riduzione di 1.3°C della temperatura media radiante. Questo - concludono - non vale ugualmente per il secondo scenario dove un aumento costante ed esponenziale delle emissioni sembrerebbe determinare un incremento della temperatura media radiante anche sotto l’ipotesi di massima copertura arborea nella città. Tuttavia - rassicurano - la causa è dovuta al fatto che il potenziale per aumentare la copertura arborea stradale rispetto allo stato attuale è molto piccolo nella città di Vancouver”. Se le stime relative all’urbanizzazione venissero confermate, mitigare gli effetti dell’innalzamento delle temperature in città dovrà essere un’azione prioritaria. In questo senso gli alberi, ancora una volta, si sono dimostrati dei potenti alleati contro il cambiamento climatico.

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Autore

Simone Valeri

Simone Valeri

Laureato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, attualmente frequenta la laurea magistrale in Ecobiologia. Divulgare, informare e sensibilizzare per creare consapevolezza ecologica: fermamente convinto che sia il modo migliore per intraprendere la via della sostenibilità. Per questo, e soprattutto per passione, realizza un sito web (ecologicalrevolutionblog) ed inizia a collaborare con testate giornalistiche del settore.

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