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Legno di ulivo del Salento, dalle ramaglie un impianto a biomasse

A Calimera, in provincia di Lecce, un modello di economia circolare che brucia le potature di olivo in un impianto di cogenerazione per ottenerne energia elettrica e termica

Un impianto di microgenerazione alimentato da ramaglie di legno di ulivo, da questa abbondante risorsa che d’abitudine viene bruciata nei campi, nasce l’idea innovativa di un’azienda salentina. L’impianto di piccola cogenerazione si trova a Calimera, nel cuore della Grecia Salentina, è di 0,999 kwe e viene alimentato dai residui della potatura degli alberi ed in particolare di potature di ulivi di tutte l'età (giovani e vecchi fino ai millenari). L'alimentazione viene dai residui di potatura raccolti prevalentemente in un raggio di 15 km dal Comune di Calimera. «In questi anni siamo riusciti a sviluppare una filiera agroenergetica che alimenta totalmente l'impianto. La raccolta viene effettuata direttamente nelle campagne dei contadini , e dopo aver triturato le ramaglie con dei macchinari specializzati, vengono raccolte in un punto e successivamente caricate sui mezzi e trasportate in impianto. - sottolinea Marcello Piccinni, amministratore dell'azienda - Questo ciclo, che non ha alcun costo per i contadini, parte da una richiesta di ritiro che gli stessi inviano a Fiusis (nome che in greco significa Natura). Nell'ultimo anno Fiusis ha ricevuto dai contadini richieste di ritiro di residui della potatura di circa 400.000 Alberi».

Entrato in funzione nel 2010, l'impianto ha richiesto un investimento iniziale di circa 8 milioni di euro: quattro anni di studio hanno preceduto la sua realizzazione, necessari per comprendere tutti gli aspetti tecnologici del processo produttivo, per la costruzione finanziaria e, soprattutto, per l’identificazione del bacino di approvvigionamento. L'impianto di Calimera «soddisfa l'100% del fabbisogno energetico diurno e il 40% di quello notturno di tutto il paese», grazie alla caldaia a griglia mobile fornita da Uniconfort e alla turbina progettata da Turboden, due aziende leader nel recupero energetico dal legno. La filiera corta – «anzi, cortissima», assicura l'amministratore– è garantita da un accordo già siglato con la Cia (Confederazione italiana agricoltori) di Lecce. Gli studi commissionati dalla Provincia di Lecce dicono che ogni ulivo produce circa 3 quintali di legna da potatura ogni cinque anni, ma che soltanto al 60% degli 11 milioni di alberi censiti sul territorio viene effettuata con regolarità la rimonda. Sono perciò disponibili circa 400mila tonnellate all'anno: legna che per metà va ad ardere nei camini delle abitazioni o nei forni delle panetterie, e per metà viene bruciata dai contadini direttamente nei campi o lasciata marcire. Da qui l'idea di sfruttare queste biomasse legnose per la produzione energetica a bilancio neutro di anidride carbonica (la quantità rilasciata durante la decomposizione, che avvenga naturalmente o per conversione energetica, è infatti equivalente a quella assorbita durante il periodo di crescita), risparmiare l'emissione in atmosfera di circa 4.500 tonnellate all'anno di Co2, garantire il riutilizzo delle ceneri come fertilizzante.

Da un punto di vista sociale la filiera attivata dalla Fiusis ha prodotto nuova occupazione in ambito locale. Complessivamente sono impiegati trenta addetti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, dei quali sei tecnici dedicati al funzionamento dell’impianto e dieci operai organizzati in tre squadre per la raccolta e una per il successivo conferimento della biomassa in centrale. Tutta l’energia elettrica prodotta viene consegnata ad Enel su una linea che alimenta direttamente la città di Calimera che può pregiarsi di essere la prima città nel Salento, ed una delle prime nell’Italia meridionale, ad essere alimentata da energia rinnovabile.

«Nel prossimo febbraio, in un lotto adiacente l'impianto di cogenerazione, entrerà in funzione il nuovo impianto per la produzione di Pellet per stufe, che utilizzerà esclusivamente legno vergine e sarà essiccato con il calore coprodotto dalla Centrale e prodotto utilizzando energia rinnovabile. - dichiara Piccinni - In un’ottica di Economia Circolare, Fiusis sta sperimentando insieme all'Università di Foggia e Lecce la produzione di fertilizzante utilizzando come materia prima le ceneri della combustione del legno vergine. L'obiettivo finale è di recuperare i residui della potatura dalle campagne e ritornare nelle stesse con i fertilizzanti, dopo aver prodotto energia elettrica, termica, Pellet, oltre a muovere direttamente l'economia collegata».

Fiusis è divenuto in questi anni un caso di studio in tutta Europa, l'azienda è riuscita a sfruttare ciò che prima era considerato uno scarto ingombrante da eliminare direttamente in campagna, ciò ha comportato una riduzione notevole di accensione di fuochi liberi in aperta campagna e notevoli rischi. Infine, Fiusis è stata oggetto di studio di due importanti progetti Europei (Agro in Log e Up Running), visitata da numerose Università Europee, Lega Ambiente lo ha definito “una buona pratica” e nel Rapporto “L'Italia del Riciclo 2017”, Report Nazionale prodotto dalla Fondazione  Sviluppo Sostenibile, il nostro impianto è stato uno delle 10 Best Practice, unico del  Meridione.