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Geotermia, in Islanda utile per il risparmio energetico e come attrazione turistica

Reykjavik è interamente alimentata dall'energia geotermica, anche il turismo islandese punta in gran parte sul green

Che l’Islanda sia un Paese avanti rispetto a tanti altri è un dato di fatto. Ci si mette anche la natura a far sì che questa parte del mondo sia al passo con i tempi, la nazione è caratterizzata da una attività vulcanica molto vivace e costante che rende il sottosuolo islandese una fonte energetica inesauribile, proprio perché è ubicata sul punto di incontro tra due faglie quella euroasiatica e quella americana. La centrale di On Power ha realizzato un sistema di tubature che porta energia, calore, acqua e favorisce la viabilità delle strade: le basse temperature dell’inverno islandese consentono a questo complesso sistema di mantenere il manto stradale più caldo, in modo da impedire accumulo di ghiaccio e neve, scongiurando pericoli alla circolazione stradale.

In Islanda si ottiene tutto con l’energia geotermica, ogni distretto di Reykjavik ha la sua centrale geotermica e le sue fonti, l’uso attento di questa risorsa, che il paese ha iniziato a sfruttare in modo massiccio a partire dagli anni ’70, fa sì che oggi questa città di 120mila abitanti utilizzi per più del 70% del suo fabbisogno l’energia proveniente dal suolo. Una fonte rinnovabile sufficiente a illuminare in modo costante le strade della città, riscaldare le serre che producono la maggioranza della frutta e della verdura coltivate nelle vicinanze e rifornire di acqua calda le molte piscine all’aperto, sfruttate dalla popolazione anche durante i mesi freddi. Secondo le stime del network C40 Cities Climate Leadership Group, grazie alla geotermia la città ha evitato di emettere nell’atmosfera una media di circa quattro milioni di tonnellate risparmiate ogni anno dal 2006. Un’altra fetta considerevole dell’elettricità consumata in tutta la nazione (circa il 17%) proviene dalle centrali idroelettriche mentre l’uso delle energie fossili, che vengono utilizzate al 70% per i mezzi di trasporto, è già oggi molto marginale. La città punta però ancora più in alto: l’obiettivo è di ridurre le emissioni del 73% entro il 2050. Questo sistema permette di mantenere molto basso il costo dell’energia per i residenti nella capitale islandese. Un valore che sta spingendo a valutare anche forme di mobilità alternativa come quella elettrica. Le autorità locali stanno tentando di incentivare anche l’uso di mezzi di trasporto alimentati con il biogas, proveniente dalle discariche del paese.

Anche il turismo è ormai green: l’Islanda sfrutta da tempo le proprie innovative centrali elettriche anche da questo punto di vista. Le visite tradizionali vengono affiancate a quelle alle fonti calde della Blue Lagoon, uno degli stabilimenti termali più famosi al mondo, che stanno sviluppando percorsi che mostrano ai visitatori il meglio della tecnologia islandese. Alcune agenzie di viaggio, ad esempio offrono dei pacchetti “tour energie rinnovabili”, con visite alle centrali e alle serre alimentate a calore geotermico (e pernottamenti in campeggi “a impatto zero” in stile vichingo).