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Per gli Stati Uniti il cambiamento climatico non esiste

Al Consiglio sull'Artico eliminato qualsiasi riferimento al tema dei cambiamenti climatici, secondo gli Usa il problema non sussiste

Il linguaggio della diplomazia le chiama dichiarazioni separate, ma quando un incontro internazionale non raggiunge una dichiarazione finale riassuntiva, il termine giusto è "fallimento". Questo è ciò che è successo con il Consiglio sull'Artico di Rovaniemi, in Finlandia, dopo che gli Stati Uniti si sono rifiutati di accettare il riferimento ai cambiamenti climatici, che sono particolarmente evidenti in questa regione del Pianeta, con l'aumento delle temperature medie che procede due volte più rapidamente che non nel resto del mondo, nel documento messo a punto dalla presidenza finlandese.

Il ministro degli esteri finlandese Timo Doini ha annunciato, infatti,  senza dare spiegazioni, che la dichiarazione finale sarebbe stata sostituita da dichiarazioni separate dei ministri degli otto paesi rappresentati nel Consiglio (Stati Uniti, Russia, Danimarca, Canada, Islanda, Norvegia, Svezia, Finlandia e sei organizzazioni delle popolazioni native). Le ragioni di ciò sono semplici: gli Stati Uniti si sono impuntati, contro tutti gli altri, a voler escludere ogni riferimento ai cambiamenti climatici.

Si tratta della prima volta dal 1996, ossia da quando è nato con riunioni ogni due anni, che il Consiglio si conclude senza una dichiarazione congiunta. Nel discorso che ha tenuto ieri, il segretario di stato Usa Mike Pompeo ha attaccato, Russia e Cina - che mantiene lo status di osservatore nel Consiglio - per la loro «postura aggressiva» nell'Artico e non ha citato neanche una volta i cambiamenti climatici che hanno aperto nuove rotte nella regione e reso possibile lo sfruttamento delle risorse minerarie. Gli Usa intendono quindi, come già stanno facendo gli altri due paesi, rafforzare la loro presenza nella regione. «La regione è diventata teatro di potere e competizione. E gli otto paesi artici devono adattarsi a questo nuovo futuro. Il fatto che la regione sia un luogo selvaggio non significa che debba essere anche dominato dall'illegalità. E faremo in modo che non lo diventi», ha dichiarato Pompeo anticipando che, da parte degli Stati Uniti si svolgeranno esercitazioni militari, ci sarà il rafforzamento delle forze militari, sarà ricostruita la flotta di rompighiaccio e saranno aumentati i finanziamenti per la guardia costiera.

Immediata la reazione della Cina. «La Cina non fa giochi geopolitici, non interferirà nelle questioni che competono esclusivamente ai paesi artici. - ha detto Geng Shuang, portavoce del ministero degli Esteri cinese, replicando alle parole del segretario di Stato americano, Mike Pompeo - Sul tema dell'Artico, la Cina ha sempre evidenziato l'importanza della ricerca scientifica, sostenendo la difesa dell'ambiente, l'utilizzo ragionevole" delle risorse, una governance basata sulle norme e una cooperazione internazionale. Non stiamo facendo giochi geopolitici né creando una ristretta cerchia esclusiva. Le affermazioni di Pompeo sono state totalmente errate».

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artico | clima | usa

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Autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983. Il sito web di Sergio Ferraris, giornalista scientifico. 

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