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Elettroni in panne

Tesla ha forti difficoltà con la consegna delle proprie auto elettriche, cosa che ha notevoli riflessi sul titolo in borsa

Fare auto non è semplice. Anche elettriche. È questo il segnale che arriva dalle prime giornate del 2019 dalle borse internazionali circa il titolo di Tesla. I dati di questi giorni, infatti, danno un calo dei titoli Tesla, che nelle contrattazioni dei mercati arrivano sono arrivati a perdere il 5,05%. «Le consegne complessive nel quarto trimestre sono salite a 90.700 unità, l'8% in più rispetto al nostro precedente record del terzo trimestre» afferma Tesla in una nota, sottolineando che oltre alle 63.698 Model 3 sono state consegnate 13.500 Model S e 14.050 Model X.

Ma il fatto è che Tesla ha consegnato, nel quarto trimestre 2018, 63.150 Model 3, meno delle 63.698 attese dagli analisti, mentre, Tesla per rassicurare il mercato ha annunciato un taglio dei prezzi di 2.000 dollari per le sue auto negli Stati Uniti. 

«Restano significative opportunità per un aumento delle vendite del Model 3 con l'espansione sui mercati internazionali. Le consegne internazionali in Europa e Cina inizieranno nel febbraio 2019» continua Tesla nella nota che prosegue:  «I traguardi centrati da Tesla nel 2018 rappresentano l'anno di maggiore crescita nella storia dell'industria automobilistica. Abbiamo iniziato il 2018 con un tasso di consegne di circa 120.000 veicoli l'anno e abbiamo chiuso a più di 350.000 veicoli. Il risultato è che stiamo iniziando ad avere un impatto tangibile nell'accelerare il mondo verso l'energia sostenibile».

La capacità di reggere l'impatto delle prenotazioni da parte di Tesla era messa in dubbio da tempo dagli analisti.

Prova di ciò è il suo comportamento sul mercato europeo.
La convalida degli ordini per le consegne delle berline elettriche Tesla Model 3 potranno iniziare in Europa dall'inizio di febbraio 2019, ha affermato l'amministratore delegato di Tesla Elon Musk e le consegne avverranno secondo una lista basata su coloro che hanno prenotato l'auto nel marzo 2016. Oltre tre anni di attesa. E infatti da tempo circola voce circa il fatto che Tesla possa acquistare uno o piú dei cinque impianti che General Motors intende chiudere in nord America nel 2019, ma i dubbi rimangano perché poi si tratterebbe di riconvertire le linee di produzione verso l'elettrico che possiede dinamiche e metodologie produttive molto diverse da quelle a motore endotermico. E inoltre arrivano segnali non rassicuranti dai mercati. L'economia cinese, considerata il mercato più promettente per l'auto elettrica, da segni di recessione, mentre su quello europeo si osservano vistosi rallentamenti dovuti alla drastica diminuzione degli incentivi che difficilmente potranno essere riassorbiti dai nuovi modelli e dai ritocchi al ribasso dei prezzi.

La nuova Model 3, infatti, sarà disponibile in Europa in due versioni top di gamma: Model 3 Grande autonomia con trazione integrale a partire da 53.500 euro e Model 3 Performance (da 64.300 euro). Il primo modello ha un'autonomia di 544 km, secondo lo standard Wltp. Versioni più accessibili dovrebbero arrivare gradualmente, ma non sa con che tempi, sul mercato. Tesla ha promesso un modello con una batteria meno potente da 35.000 dollari, che sarà presto disponibile negli Stati Uniti.

Autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983. Il sito web di Sergio Ferraris, giornalista scientifico. 

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