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Clima: Terminator all’attacco

L'ex Governatore della California intende portare in tribunale le multinazionali fossili: sapevano degli effetti del cambiamento climatico

“È nella vostra natura distruggervi”, rispondeva Terminator alla domanda “Non sopravvivremo, vero? Noi umani, dicevo” durante il secondo film dell’omonima serie holliwoodiana dal sottotitolo “Il giorno del giudizio”.
Giorno del giudizio che sembra arrivato pure nella realtà dove Arnold Schwarzenegger – che non veste i panni di un alieno ma quelli dell’ex governatore della California, stato americano da sempre attento alle questioni ambientali e capofila delle battaglie climatiche – ha annunciato il 12 marzo di voler citare per danni l’industria del fossile.
“Stiamo parlando con studi legali per fare esattamente quello che si è fatto con l'industria del tabacco - ha annunciato Schwarzenegger - la questione non è diversa da quella del tabacco. Le aziende sapevano da decenni che fumare avrebbe ucciso le persone, le avrebbe danneggiate e fatte ammalare di cancro, ma lo hanno nascosto e negato. Poi, quando sono state portate in tribunale, hanno dovuto pagare centinaia di milioni di dollari per questo”.
“Le compagnie petrolifere sapevano tutto – ha continuato – e grazie ai loro stessi studi dove si legge che i combustibili fossili avrebbero generato il global warming e che questo sarebbe stato pericoloso per la vita delle persone, che avrebbe ucciso”.

Le industrie fossili sapevano
Schwarzenegger si riferisce ai diversi studi che nel corso degli ultimi anni sono saltati fuori dagli archivi delle industrie fossili inchiodandole alle proprie responsabilità: “sapevano ed hanno nascosto tutto”. Studio come quello portato alla luce un paio di anni fa dal Center for International and Environmental Law (CIEL) che dimostra come si sapesse del cambiamento climatico almeno dal 1968.
L’American Petroleum Institute (API) degli Stati Uniti, infatti, negli anni ’60 commissionò una ricerca allo Stanford Research Institute con l’obiettivo di scovare i possibili danni che un aumento di carbonio in atmosfera potesse generare.
Il lavoro del team di scienziati partorì un documento dove si affermava chiaramente che la continua immissione di gas serra avrebbe portato ad una serie di conseguenze dannose per l’intero Pianeta.
“Variazioni di temperatura significative quasi certamente si verificheranno entro il 2000, e potrebbero accelerare il cambiamento climatico. Se la temperatura della Terra aumenta in modo significativo, è prevedibile che si verifichino una serie di eventi, tra cui lo scioglimento della calotta antartica, un aumento dei livelli del mare, il riscaldamento degli oceani e un aumento della fotosintesi”, si leggeva.
Documento che però venne nascosto all’opinione pubblica per non creare “allarme” e per permettere al settore fossile di continuare ad arricchirsi scaricando sulle spalle dei cittadini i danni ambientali. 

Per questo l’ex governatore ha intenzione di portare in tribunale il mondo fossile, perché se le società oil avessero parlato prima, magari la gestione climatica su piano internazionale sarebbe potuta essere diversa, meno attendista e più oculata.
Battaglia che, questa volta, Terminator non conduce solo. Secondo un report a firma UNEP (United Nations Environment Programme), sono infatti più di 900 i processi per danni correlati al cambiamento climatico in giro nel mondo. Sentenze che speriamo arrivino prima di quella che preoccupa maggiormente, quella naturale.

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Autore

Ivan Manzo

Ivan Manzo

Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo e giornalista per Giornalisti nell’Erba. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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