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Mutazione elettrica

Dati ed elettroni convergeranno nella futura fornitura elettrica. Ma potrebbero esserci dei problemi

Si chiama convergenza operativa. È quella tra ciò che potremmo chiamare due forme diverse d'energia. Quella che trasporta i dati e quella di potenza, che accende le nostre luci e fa funzionare gli elettrodomestici. Due universi che fino a oggi hanno avuto dinamiche separate, con un certo grado di contiguità, visto che i computer non possono funzionare senza elettricità, ma che ora stanno iniziando a trovare una loro, per l'appunto, convergenza operativa e funzionale che aprirà nuovi orizzonti. Già perché, fino a ora, mentre dal lato delle utenze, la dialettica tra consumi e produzione elettrica è stata quella dell'interruttore, ossia della logica on/off, le cose stanno cambiando. A breve, infatti, la gestione della rete e della distribuzione intelligente arriverà anche nelle mura domestiche, oltre che a livello di rete nazionale dove è già stata ampiamente sperimentata. In Italia, infatti, Terna gestisce in maniera efficiente l'intera rete elettrica, alla quale sono allacciati oltre 600mila impianti a fonti rinnovabili, con risultati sempre migliori. Prova ne è il netto calo della mancata produzione eolica.

Ma il vero tsunami energetico sta arrivando nella distribuzione. L'arrivo sul mercato dei prosumer, ossia di soggetti che sono sia produttori, sia consumatori d'energia, della gestione intelligente e in automatico, dell'energia, compresa la gestione dei singoli oggetti che la consumano, cambierà a breve molte cose. Oltre le nostre aspettative.

Prendiamo per esempio la mobilità elettrica. In molti prevedono un grande sviluppo di questo settore e un conseguente aumento della vendita d'elettricità per la ricarica. Un mercato ricco, se pensiamo che oggi ci sono, in Italia, 6.000 autovetture elettriche a fronte di 37 milioni di auto alimentate a fonti fossili. Ma i conti potrebbero non essere così ottimisti, visto che il passaggio dal fossile all'elettrico - quello di oggi che è fatto per un 34% di rinnovabili - vedrà una contrazione del fatturato energetico generale. Oggi in media un'autovettura percorre circa 29 km al giorno che equivalgono a tre euro di carburante, mentre un'auto elettrica con una capacità di 24 kWh, corrispondenti a 160 km d'autonomia, percorre gli stessi chilometri con 90 centesimi di "carburante". Quindi in termini assoluti abbiamo una diminuzione secca d'oltre il 70% del fatturato energetico, rispetto al "fossile". E in questo conto sono compresi anche gli oneri di sistema. Ma anche analizzando solo l'elettrico potrebbe non esserci un aumento di fatturato. Se consideriamo, infatti, che la percorrenza media del 2016 delle auto è stata di 10.500 km ognuna, ecco che nel caso l'auto fosse elettrica la spesa sarebbe il 50% circa di quella per l'elettricità nelle abitazioni, ossia 330 euro/anno. Quindi ogni auto elettrica vale quanto mezza abitazione.

Si tratta, però, di uno spostamento di fatturato che alcune utility potrebbero non tenere in considerazione. E il perché è presto detto. Le auto, fossili o elettriche che siano, infatti, stanno ferme 23 ore al giorno di media e le batterie delle auto elettriche potrebbero, se allacciate alle colonnine "vendere" servizi alla rete. E non è un mercato residuale. Alcune sperimentazioni che si stanno facendo in Danimarca e in Gran Bretagna hanno portato a determinare il valore dei servizi di rete prodotti da un'auto elettrica nella cifra di circa 1.000 euro l'anno. Ben al di sopra del valore dell'energia elettrica venduta, con la conseguenza che le utilities potrebbero scontare ulteriormente il prezzo dell'elettricità, magari del 50% in cambio dei servizi di rete. Si passerebbe, grazie alla gestione intelligente dell'energia, dai 0,9 a 0,45 euro al giorno di spese carburante. E i servizi di rete si potrebbero realizzare con degli investimenti minimi da parte delle utilities, visto oggi questi servizi sono assicurati da centrali a ciclo combinato, poiché il vero investimento sarebbe fatto dagli automobilisti. Non solo. Nuovi soggetti, come i gestori del car sharing elettrico, potrebbero affacciarsi al mercato dei servizi di rete, aumentando la competizione e abbassando i prezzi.

E questo è solo un esempio di ciò che ci aspetta grazie all'utilizzo dei dati in campo energetico la cui gestione arriverà anche negli oggetti, grazie all'Internet of Things. Il dialogo tra le cose, infatti, potrà avvenire anche in termini di gestione quotidiana dell'energia. Un sistema d'accumulo potrà decidere di ricaricarsi nel momento in cui i pannelli fotovoltaici producono al massimo, oppure in caso di maltempo, scegliere il prezzo migliore sul mercato elettrico, o ancora si potrà passare dal riscaldamento a pompa di calore a quello che utilizza il solare termico, quando l'abitazione non è utilizzata e non è necessaria una grande quantità di calore. E ciò solo per quanto riguarda l'abitazione. Per strada, per esempio, i lampioni possono dialogare tra di loro nelle ore notturne, avvisarsi a vicenda del passaggio di un'auto e accendersi solo al transito, risparmiando così la già poca energia elettrica utilizzata dall'illuminazione a Led. Insomma il limite alla nuova gestione dell'energia introdotta dai dati, sarà limitata solo ed esclusivamente dalla fantasia e non da limiti tecnologici come nei decenni scorsi. La sensoristica e l'elettronica di controllo, infatti, ha prezzi bassi che sono in caduta libera, mentre la connettività ha un costo sempre più basso in quanto ormai si va verso un utilizzo generalizzato del Wi Fi, mentre il cablaggio fisico è sempre più residuale. E anche i device di controllo saranno sempre più "low cost" visto che saranno realizzati attraverso App installate sugli smart phone, mentre il software si troverà nei cloud. Il ruolo delle utilities, in questo scenario, sarà sempre di più quello dei facilitatori e dei gestori nell'utilizzo di queste tecnologie e non più la fornitura d'energia. Insomma il servizio diventerà sempre più competitivo, rispetto alla fornitura energetica. Tracciando così nuovi scenari che saranno sempre di più "liquidi" e in continua mutazione.

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Autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983. Il sito web di Sergio Ferraris, giornalista scientifico. 

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