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Infissi, le regole per cambiare

La proroga delle detrazioni fiscali è un’occasione in più per sostituire gli infissi, la voce di spesa più “gettonata” tra gli interventi di risparmio energetico
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Anno nuovo, proroga vecchia. Ma preziosa, se pensiamo al ruolo delle detrazioni fiscali, prorogate con la Legge di Stabilità 2016 anche per l'anno appena cominciato per gli interventi di riqualificazione energetica e di ristrutturazione degli edifici. Le detrazioni fiscali hanno un ruolo fondamentale per la ripresa del settore edile e, come segnalato anche nell’ultimo rapporto annuale Enea sull’efficienza energetica, esse hanno «giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’efficienza energetica nel settore residenziale». Quando si parla di detrazioni, gli infissi hanno un peso specifico preponderante: sempre considerando il rapporto Enea, guardando ai dati relativi alle richieste di detrazione pervenute per tipologia di intervento (2007-2013) su un totale di circa un milione e mezzo, la sostituzione degli infissi ha rappresentato più dei due terzi del totale degli interventi. Ecco perché è bene soffermarci sui benefici fiscali per questa voce. Innanzitutto quando si parla di detrazioni, tale agevolazione consiste in una detrazione dall'Irpef o dall'Ires «ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti», spiega l’Agenzia delle Entrate.

Cosa dice la legge

In particolare, la detrazione del 65% per le spese sostenute al 31 dicembre 2016 è riconosciuta se le spese sono state sostenute, tra l’altro, per il miglioramento termico dell'edificio (in cui rientrano le finestre, comprensive di infissi, le coibentazioni e i pavimenti). La detrazione spetta per le spese sostenute per interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, fino a un valore massimo di 60.000 euro. La condizione per fruire dell’agevolazione è che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K, in un’apposita tabella (i cui valori sono stati definiti con uno specifico decreto del ministero dello Sviluppo economico). In questo gruppo rientra anche la sostituzione dei portoni d’ingresso, a condizione che si tratti di serramenti che delimitano l’involucro riscaldato dell’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati e risultino rispettati gli indici di trasmittanza termica richiesti per la sostituzione delle finestre.

Le condizioni basilari

Per poter beneficiare delle detrazioni vi sono dei requisiti specifici da rispettare, riportati nel sito web predisposto dall’Enea (http://www.acs.enea.it/tecno/serramenti.pdf). Oltre a considerare che l’intervento va fatto su un immobile “esistente”, ossia accatastato o con richiesta di accatastamento in corso, e dotato di impianto di riscaldamento, esso deve:

  • configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova installazione);
  • delimitare un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati;
  • assicurare un valore di trasmittanza termica (Uw) inferiore o uguale al valore di trasmittanza limite riportato nella tabella compresa nel decreto ministeriale sopra accennato.

Per quanto riguarda la documentazione necessaria, occorre il parere scritto di un tecnico abilitato in cui deve essere indicato il valore di trasmittanza dei nuovi infissi rispetti quello riportato nella già citata tabella o, in alternativa, la certificazione del produttore dell’infisso che attesti il rispetto dei medesimi requisiti. Inoltre occorre un documento che attesti il valore di trasmittanza dei vecchi infissi.

Autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

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