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20 milioni per la bonifica della Terra dei Fuochi, l'annuncio del ministro Costa

Il primo passo sarà un nuovo decreto sulla messa in sicurezza delle "terre dei fuochi" di tutta Italia. Il profilo del nuovo ministro dell'ambiente

«Sembra un semplice spostamento di competenze, ma senza questo primo decreto non potremmo scrivere il successivo, che noi chiamiamo ‘Terre dei fuochi’ al plurale, e che avrà il compito di programmare e realizzare la messa in sicurezza permanente e la bonifica di quei territori che, per problematiche simili, chiamiamo le terre dei fuochi d'Italia». Con queste parole il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha annunciato con entusiasmo il decreto che trasferisce dal ministero delle Politiche agricole a quello dell'Ambiente le competenze sulla Terra dei fuochi. Il decreto prevede anche il passaggio di competenze sul dissesto idrogeologico e sull'economia circolare della Terra dei Fuochi, dal ministero dell'Ambiente precisano che questo è solo il primo step per un secondo decreto sulla messa in sicurezza definitiva delle "terre dei fuochi" di tutta Italia. «Ora ho la penna, il potere di produrre tutti gli atti consequenziali in materia di messa in sicurezza e bonifica, è una conquista storica. Si può iniziare un percorso nuovo», nelle pieghe del bilancio il ministero avrebbe già recuperato i primi 20 milioni di euro messi a disposizione per la Terra dei Fuochi in Campania, con l’obiettivo di iniziare con provvedimenti tecnici e studi per arrivare alla messa in sicurezza definitiva e permanente, in sintesi queste zone non potranno più inquinare, né rilasciare veleni.

Costa ha spiegato durante una diretta Facebook che, «nel decreto si parla anche di bonifiche su tutto il territorio nazionale di competenza dell'Ambiente. Faremo un lavoro organico insieme e guarderemo a tutto il Paese e a tutte le sofferenze che ha patito in questi anni, - prosegue Costa - per la prima volta si parla di economia circolare e anche questo rientrerà nelle competenze del ministero dell'Ambiente. Prevediamo un nuovo sistema di fare impresa ambientale occupandoci anche di economia circolare, dando agli imprenditori la garanzia di poter procedere bene e al cittadino la garanzia che quello che è un prodotto sano: gli imballaggi verranno visti con uno sguardo diverso, il prodotto verrà reimpiegato, le materie prime-seconde potranno essere una risorsa. Adesso avrete un alleato in più - conclude - e possiamo iniziare un percorso mai iniziato».

Sergio Costa è nato a Napoli nel 1959, è laureato in Scienze Agrarie e ha un master in Diritto dell’Ambiente. Dopo essere entrato nel Corpo Forestale, è diventato comandante regionale in Campania. In questo ruolo ha condotto la sua indagine più famosa, ha scoperchiato tonnellate di rifiuti tossici interrati dal clan dei Casalesi nella cosiddetta Terra dei Fuochi, il territorio che unisce le province di Napoli e Caserta. Costa ha anche contribuito a scoprire le discariche abusive nel Parco del Vesuvio e ha condotto numerose indagini sul traffico internazionale dei rifiuti, collaborando con la Dna (Direzione nazionale antimafia). Tanti i dossier sul suo tavolo: dalle emergenze ambientali come il Pm10 e l’ILVA alle nuove sfide della Green Economy e della gestione dei rifiuti.