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Nuova vita per gli scarti di frutta e verdura

Convertire gli scarti ortofrutticoli in bioplastiche è ora possibile grazie all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova

Il team di ricerca sugli Smart Material dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, guidato da Athanassia Athanassiou, ha messo a punto e brevettato diverse tecnologie per convertire gli scarti di frutta e verdura in plastiche biodegradabili in tempi molto brevi: da 1 settimana a 2 anni, in base alle necessità.

Il processo, che interessa scarti e prodotti invenduti, è condotto in una soluzione acquosa di acido cloridrico (HCl) a temperatura ambiente e pertanto – precisano i ricercatori – non prevede l’utilizzo di sostanze chimiche pericolose. Gli scarti, dapprima polverizzati, vengono inseriti nella soluzione acida allo scopo di rendere amorfa la cellulosa in essi contenuta e, raggiunta una certa viscosità, vengono sottoposti a dialisi: un processo di separazione per rimuovere i residui dell’acido. Attraverso una semplice fusione e successiva essicazione a temperatura ambiente si ottiene la pellicola in bioplastica. Il prodotto finito ha le stesse proprietà termiche e meccaniche della comune plastica mentre il colore e alcune caratteristiche del materiale di partenza, come la capacità antiossidante, sono preservate grazie al leggero processo di fabbricazione.

Il 100% degli scarti trattati sarà così convertibile in un packaging biodegradabile e sostenibile, utilizzabile dagli stessi grossisti del mercato di Genova che hanno fornito la materia prima. La realizzazione del progetto è stata difatti possibile proprio grazie alla collaborazione tra l’IIT, Società Gestione Mercato di Genova (SGM) e Ascom Confcommercio.

 – Per le applicazioni di packaging utilizzare un materiale in polietilene che dura 5.000 anni non ha senso – fa riflettere Giovanni Perotto, uno dei ricercatori del progetto, in una video-intervista rilasciata per il fattoquotidiano.it.

L’innovazione è stata presentata al Fruit Logistica di Berlino, la principale fiera mondiale dedicata all’ortofrutta che conta più di 3.000 espositori con operatori provenienti da 130 paesi diversi.

Il comunicato dei risultati ottenuti dal team arriva quasi in concomitanza con l’approvazione, da parte della commissione europea, del pacchetto sull’economia circolare e in un periodo storico in cui l’attenzione sugli impatti dei rifiuti in plastica è sempre crescente.

In Europa annualmente vengono prodotte 25,8 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica delle quali solo il 31% arriva in discarica. Il 95% del valore degli imballaggi in plastica viene perso a causa della pratica usa e getta degli stessi.  Innovazioni come questa saranno determinanti allo scopo di attuare le misure previste dal pacchetto europeo sull’economia circolare nonché a rendere l’impronta ecologica umana sempre meno invasiva.

Articolo a firma di Simone Valeri

Autore

Simone Valeri

Simone Valeri

Laureato in Scienze Ambientali presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, attualmente frequenta la laurea magistrale in Ecobiologia. Divulgare, informare e sensibilizzare per creare consapevolezza ecologica: fermamente convinto che sia il modo migliore per intraprendere la via della sostenibilità. Per questo, e soprattutto per passione, realizza un sito web (ecologicalrevolutionblog) ed inizia a collaborare con testate giornalistiche del settore.

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