ambiente2-1130x300.jpg
  • Home
  • AMBIENTE
  • Le aree protette rallentano ma non arrestano la deforestazione

Le aree protette rallentano ma non arrestano la deforestazione

Nel mondo solo il 6,5% delle foreste è effettivamente sotto tutela, percentuale ben lontana dall’Obiettivo, ormai al 2020, del 17%

La deforestazione sul Pianeta procede a ritmi incessanti, e neanche le aree protette (Ap) sembrano essere una soluzione definitiva al problema. A confermarlo lo studio “A forest loss report card for the world’s protected areas”, pubblicato di recente su Nature Ecology & Evolution, che ha descritto come il fenomeno della perdita di ecosistemi forestali interessi anche le zone sotto protezione.
"Sfortunatamente la nostra ricerca mostra che le aree protette raramente, se non mai, fanno di più che rallentare la deforestazione", ha infatti dichiarato Christopher Wolf, l'autore principale dello studio e ricercatore presso il College of Forestry dell'Oregon State University.
Secondo il lavoro di ricerca i tassi di deforestazione non sono nulli nelle aree protette, come si ci aspetterebbe, ma sono “solo” inferiori del 41% rispetto a quelle non protette. “Chiaramente non è sufficiente chiamare un'area forestale 'protetta' per presumere che lo sia davvero – ha continuato Christopher Wolf -. Quando guardi all'efficacia della conservazione, non puoi semplicemente fare affidamento sulla quantità di terreno ufficialmente protetto come metrica. Basti pensare che quasi un terzo di tutte le aree protette nel mondo è attualmente sotto un'intensa pressione umana”.
In questo lavoro, unico nel suo genere, per l’analisi sono state utilizzate diverse fonti, dai database mondiali sulle aree protette fino alle mappe satellitari che mostrano il cambiamento subito dalle foreste. In questo modo i ricercatori sono riusciti a esaminare i tassi di perdita forestale per un’estensione di circa 5,3 milioni di chilometri quadrati di terreno oggi “protetto”, in 63 paesi tra il 2001 e il 2018.
In alcuni casi i tassi di perdita di foreste Ap erano conformi con quelli di foreste non Ap che, per esempio, si trovavano in zone un po’ meno accessibili all’attività umana.
In conclusione lo studio rivela che nonostante il 15,7% delle foreste globali siano designate come protette, solo il 6,5% risulta effettivamente libero dalla pressione antropica. Un numero ben lontano dall'obiettivo del 17% fissato dai “Target di Aichi”, gli obiettivi al 2020 sulla tutela della biodiversità stabiliti dalla Convenzione sulla diversità biologica.
"Se si tiene conto della reale efficacia delle aree protette, allora potrebbe essere necessario un quasi raddoppio dell’obiettivo al 17% se vogliamo rispettarlo davvero", ha affermato il coautore Matt Betts, direttore del Forest Biodiversity Research Network presso la Oregon State University.
In generale, l'Africa, l'Europa e il sud America hanno registrato i tassi più elevati di perdita di foreste all'interno delle Ap, mentre Australia, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea e le catene di isole vicine hanno registrato quelli più bassi. Nel complesso, le Ap più grandi hanno livelli più elevati di deforestazione. Tra le cause della mancata protezione di sicuro rientra la scarsa attività di monitoraggio fatta dai Paesi, anche per via delle poche risorse che in genere vengono destinate alla tutela del capitale naturale.

Autore

Ivan Manzo

Ivan Manzo

Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo e giornalista per Giornalisti nell’Erba. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

Ultime pubblicazioni