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Un disco per l'energia

Da Enea arriva un generatore solare a concentrazione di derivazione "automobilistica"

L'Enea innova il solare. È in arrivo dall'ente di ricerca, infatti, ciò che potrebbe essere un'innovazione nel campo della generazione distribuita: il disco solare. In realtà non è una novità assoluta visto che i sistemi a concentrazione solare che inseguono il Sole e generano elettricità si stanno sperimentando da anni in tutto il mondo, ma ciò che caratterizza questo nuovo prototipo è l'utilizzo, per la prima volta, di una nuova  microturbina ad aria al posto dei classici motori sterling utilizzati in precedenza.

Il disco ha un diametro di 12 metri per una superficie totale di 88 metri quadri ricoperta di specchi solari che concentrano in una piccola area focale fino a 2mila volte la radiazione solare, innescando così la produzione di energia termica in primo luogo ed elettrica successivamente.

Il fatto di utilizzare il termico e non il fotovoltaico consente al disco solare di stoccare l'energia assorbita e trasformarla in elettricità a richiesta della rete, anche di notte o in assenza del Sole. Una caratteristica che il fotovoltaico permette solo in presenza di accumulatori che, per ora , possiedono un costo elevato. La potenza del disco è di 70 kW termici che consentono d'avere una capacità produttiva di 15 kW elettrici.

«L'impianto progettato, assemblato e avviato dall'Enea è il primo al mondo che abbina i più recenti progressi nella ricerca sulle tecnologie del solare a concentrazione alla innovativa microturbina ad aria, di derivazione automobilistica, più compatta e leggera rispetto ai motori comunemente utilizzati in questo tipo di applicazioni», afferma la ricercatrice Enea Michela Lanchi del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili.

E questa caratteristica potrebbe essere una delle armi vincenti del dispositivo, visto che il cuore del disco arriva da un settore che consente delle notevoli economie di scala e quindi con prezzi bassi.

Nel concreto il disco è composto da un concentratore solare, un ricevitore e la microturbina ad aria. Il concentratore solare è circolare, con una superficie parabolica che riflette la radiazione solare sul fuoco che è a sua volta posizionato nel ricevitore a cavità nel quale circola l'aria, spinta da un compressore a 3 bar di pressione, che si scalda fino a 900°C. L'aria calda, anzi bollente, poi passa alla microturbina dove si espande facendola girare a 150mila giri/minuto generando così elettricità per una potenza compresa tra 3 e 15 kW. L'aria calda dopo il passaggio nella turbina cede successivamente il calore residuo a un recuperatore che lo accumula.

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Autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983. Il sito web di Sergio Ferraris, giornalista scientifico. 

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