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Un Piano per il ponte

La ricostruzione di ponte Morandi potrebbe diventare un'occasione per la ricostruzione sostenibile di una parte di Genova. Grazie all'idea di Renzo Piano

Il crollo di ponte Morandi potrebbe essere l'occasione per migliorare Genova. Mentre per giorni dal 14 agosto si è discusso di concessioni e ricostruzione, arrivando al massimo alla determinazione del danno economico dovuto alla mancanza dell'infrastruttura, fatto che taglia in due la città, mettendone in crisi la già problematica logistica di uomini e mezzi, nessuno ha pensato a ciò che stava immediatamente attorno al ponte, abitazioni a parte. Ci è arrivato Renzo Piano che assieme alla proposta di un'idea di progetto del nuovo ponte che dovrà essere ricostruito ha lanciato l'idea di riqualificare l'intera area della Val Polcevera che dagli anni sessanta era considerata un'area dequalificata, a parte le abitazioni popolari che esistevano prima dell'infrastruttura.

«Spero di essere utile, lo faccio con molta convinzione. Bisogna che la cittá ritrovi orgoglio e riscatto, bisogna ricostruire questo ponte e ripensare l'intera area della Val Polcevera. Il ponte lo costruiscono gli ingegneri, ma sono lieto di poter essere utile al progetto perchè dietro al ponte c'è l'orgoglio e la bellezza della cittá. - ha detto Renzo Piano al termine della riunione con il governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, nella quale ha presentato la sua idea per il ponte. - Mi sono fatto un'idea di come deve essere il nuovo ponte-, ma è soltanto l'inizio. Un progettista pensa e ragiona aiutandosi con oggetti e schizzi. Da qui a dire che c'è un'idea progettuale è eccessivo, c'è un impegno morale a fare in modo che il nuovo ponte porti con sè i tratti della genovesitá, della qualitá e un pò della nostra parsimonia. Deve essere un ponte che esprima tutto questo, ci deve essere il ricordo di una tragedia e il suo elaborarsi nel tempo».

L'area della Val Polcevera coinvolta nel crollo del viadotto Morandi secondo Piano è di grandissima importanza anche se sostanzialmente periferica. «Ho lavorato sempre sul tema delle periferie, un'area di trasformazione, industriale e ferroviaria, un'area di straordinaria importanza per la cittá, Genova non può pensare di crescere nè verso mare nè verso monte, quindi l'area dove passava il ponte ha un grande valore urbanistico». - ha ribadito Piano - «Il tema è trasformare le vecchie aree industriali in città, urbanizzarle».

L'idea di Piano è stata accolta positivamente dal sindaco di Genova Marco Bucci che ha detto: «Sono molto contento che giá per la seconda volta nel corso del mio mandato l'architetto Renzo Piano si renda disponibile a dare un contributo alla nostra cittá. Non possiamo fare altro che accoglierlo a braccia aperte. Nelle prossime settimane approfondiremo la sua proposta e la comunicheremo ai cittadini».

Reazioni positive sono arrivate anche dal resto del mondo dell'archiettura. «Non entro nel merito del progetto, non può che essere fatto molto bene». - ha detto Stefano Boeri, presidente della Triennale di Milano.

Vedendo le immagini circolate del plastico, il ponte immaginato da Piano è completamente diverso dal viadotto Morandi. Possiede una linea molto pulita, niente tiranti, piloni molto piú ravvicinati che visti frontalmente ricordano la prua di una nave e poi ci sono i 43 lampioni, uno per ogni vittima, la cui luce che si irradierá da ogni torcia formerá il profilo di una vela.

«È un progetto del tutto diverso dal ponte crollato. - prosegue Boeri - Nasce da un'altra idea strutturale e architettonica; ed è bene che sia così». E per il Consiglio Nazionale degli Architetti, guidato da Giuseppe Cappochin: «Renzo Piano ha colpito nel segno. La ricostruzione non può prescindere dalla riqualificazione di tutta l'area. L'auspicio è che l'immensa tragedia che ha colpito Genova possa diventare, attraverso una esemplare rigenerazione dell'area della Val Polcevera, non solo occasione di riscatto della cittá, ma anche un modello di riferimento per l'elaborazione del Piano d'Azione Nazionale per le cittá sostenibile.».

Il dibattito sulla questione del ponte Morani, quindi, si sta spostando dal versante delle infrastrutture, come per esempio quello sulla Gronda e sulla sua necessità a quello sulla riqualificazione dei territori. Un approccio inedito, per l'Italia, grazie al quale sarà possibile anche avere maggiore consenso da parte delle popolazioni interessate.

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Parole chiave

genova | morandi | ponte | renzo piano

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Autore

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris

Sergio Ferraris, nato a Vercelli nel 1960 è giornalista professionista e scrive di scienza, tecnologia, energia e ambiente. È direttore della rivista QualEnergia, del portale QualEnergia.it e rubrichista del mensile di Legambiente La Nuova Ecologia. Ha curato oltre cinquanta documentari, per il canale di Rai Educational Explora la Tv delle scienze. Collabora con svariate testate sia specializzate, sia generaliste. Recentemente ha riscoperto la propria passione per la motocicletta ed è divenatato felice possessore di una Moto Guzzi Le Mans III del 1983. Il sito web di Sergio Ferraris, giornalista scientifico. 

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