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Kenaf, materiale ecosostenibile per l’edilizia

Tra i materiali edili si fanno strada soluzioni in kenaf, fibra naturale simile per caratteristiche alla canapa. Ecco i pregi e gli utilizzi

Canapa, legno, ma non solo. Nell’edilizia sostenibile, che guarda avanti e cerca alternative ecologiche ai materiali edili tradizionali, si fanno strada nuove soluzioni e negli ultimi anni si è sperimentato l’impiego del kenaf. Si tratta di una fibra naturale della famiglia delle Malvacee, assimilabile alla canapa. «Il kenaf viene coltivato nella pianura Padana: si semina a marzo e si raccoglie a novembre – spiega Carla Alberini, responsabile commerciale Ken Bio – La produzione della fibra non necessita di pesticidi e, al contrario di altre coltivazioni, ha impatti positivi sul terreno».

Kenaf e canapa, analogie

Il kenaf, come la canapa, è una pianta molto robusta e la sua fibra è resistente allo strappo e all’umidità. Presenta una capacità di accumulo del calore più alta rispetto ad altri materiali isolanti. Inoltre, prosegue Alberini, «Come tutte le fibre di canapa, a fine vita possono essere riutilizzate e dare vita ad altri materiali tramite il riciclo del prodotto finito». Kenaf e canapa sono a volte assimilate e in effetti affinità ne hanno: ma quali sono le differenze, a livello di prestazioni, tra le due piante e in generale, a parità di impiego, con altri prodotti naturali e tradizionali? «Non esiste nessuna differenza tra kenaf e canapa a livello di prestazioni di isolamento in quanto la fibra che si estrae dalla coltura agricola è uguale per l'uso tecnico necessario per la produzione di pannelli isolanti», risponde la responsabile commerciale Ken Bio, segnalando a esempio un loro prodotto, Isolkenaf, un isolante adatto all'isolamento dal freddo invernale e dal caldo estivo, anche in zone geografiche con particolari problemi di umidità. La sua composizione prevede entrambe le fibre di kenaf e canapa. «La caratteristica principale di queste fibre è la traspirabilità all'interno delle partizioni edilizie sia verticali, quali pareti e cappotti interni/esterni, sia orizzontali (solai, tetti e pavimenti)». In generale, l'adozione del kenaf è utile come isolante termico e acustico in quanto naturalmente le fibre hanno un diametro diverso tra di loro e questo permette un assorbimento delle onde e delle vibrazioni sonore.

Impiego, produzione e proposte

Oltre che nelle nuove costruzioni il kenaf può entrare in gioco anche nelle ristrutturazioni. La richiesta del mercato, conferma Alberini, è tutto sommato lusinghiera: «I prodotti in kenaf hanno una grande richiesta in questo momento per le ragioni esposte e per la facilità di posa. Essendo prodotti naturali, non necessitano di protezioni particolari durante la lavorazione e la posa, quindi sono adatti anche a interventi di costruzione e ristrutturazione sia pubblica che nell'ambito privato». Di certo, si tratta ancora di un prodotto di nicchia. «La produzione di quest’anno è ferma in quanto abbiamo immagazzinato tanto materiale gli anni scorsi e quest'anno i nostri terreni sono a riposo – conferma – Le coltivazioni non sono in aumento, ma la materia prima a magazzino è più che sufficiente per la produzione di pannelli isolanti per l'edilizia per l'annata 2017 / 2018».

Sul mercato, oltre Ken Bio si affacciano altre aziende che impiegano il kenaf per prodotti specifici riguardanti l’isolamento. Per esempio, Manifattura Maiano propone sia un isolante acustico anticalpestio e un isolante termoacustico, Isolmant propone un materassino isolante acustico, Diasen propone un pannello isolante acustico e termico.

Autore

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi

Andrea Ballocchi, giornalista e redattore free lance. Collabora con diversi siti dedicati a energie rinnovabili e tradizionali e all'ambiente. Lavora inoltre come copywriter e si occupa di redazione nel settore librario. Vive in provincia di Milano.

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