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SolaRoad, la prima pista solare ciclabile compie un anno e va a tutta energia

SolaRoad, pista ciclabile solare olandese, compie un anno, è riuscita a produrre 9.800 kWh sufficienti a soddisfare il fabbisogno di 3 abitazioni
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Nei sobborghi di Amsterdam, città nota per la propensione dei suoi cittadini all’utilizzo delle due ruote ecosostenibili, è stata creata SolaRoad una pista ciclabile unica nel suo genere. All’interno del percorso tra Krommenie e Wormerveer il 12 novembre dello scorso anno è stato infatti inaugurato un tratto realizzato con una tecnica originale: 70 metri di pannelli solari protetti da uno strato traslucido di vetro temperato. Un vero e proprio mini campo solare che è in grado di generare energia dal sole anche nelle uggiose giornate olandesi. Nei primi sei mesi, quelli invernali, i kWh prodotti erano stati 3 mila e, dopo aver spento la prima candelina della sua esistenza, la SolaRoad ha mostrato i suoi numeri: in un anno il tratto ha prodotto oltre 9.800 kWh che è l’energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico di tre abitazioni. Sebbene sia ancora un progetto pilota - il cui periodo di monitoraggio su funzionamento, risultati e manutenzione necessaria è previsto per altri due anni - il giro di boa ha sicuramente già fatto registrare un certo entusiasmo. Tutti felici e contenti? Non proprio. Nonostante i risultati vi è chi, numeri alla mano, ha mostrato più di un dubbio sul progetto: dalle pagine di TreeHugger, Lloyd Alter, docente di design sostenibile al RUSID di Toronto, sottolinea che i 3,7 milioni di dollari investiti in SolaRoad hanno generato 9,800 kWh e, moltiplicando 20 centesimi di dollaro per ogni kWh ottenuto, il ritorno dell’investimento ad oggi sarebbe di 1.960 dollari, pari allo 0.0057%. Va tuttavia sottolineato che, ad oggi, la SolaRoad è solo un prototipo con sviluppi ingegneristici ancora tutti in divenire e la cui valenza simbolica di “matrimonio” tra energia e mobilità sostenibile ha un valore di per se stesso intrinseco. Il progetto poi si innesta nello studio e sviluppo della tecnologia dei pannelli calpestabili ormai divenuti una realtà, basti ricordare la Turanor PlanetSolar che “veleggia” a sole spiegato per i mari del mondo. Ipotizzare e lavorare sulle applicazioni delle superfici e delle strade calpestabili potrebbe portare indubbi vantaggi come l’implementazione della tecnologia per la produzione di energia delle luci stradali e dei semafori o, perché no, per le strade che un giorno potrebbero dare energia ai veicoli elettrici attraverso sistemi wifi.

Autore

Letizia Palmisano

Letizia Palmisano

Giornalista dal 2009, esperta di tematiche ambientali e “green” e social media manager. Collabora con alcune delle principali testate eco e scrive sul suo blog letiziapalmisano.it. È consulente sulla comunicazione 2.0 di aziende ed eventi green e docente di social media marketing. In 3 aggettivi: ecologista, netizen e locavora (quando si può).

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