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Le foreste tropicali assorbono sempre meno CO2

Arriva dalle pagine di Nature l’allarme lanciato da un team di scienziati: stiamo indebolendo la nostra miglior arma contro il cambiamento climatico.

La capacità delle foreste tropicali di assorbire CO2 sta diminuendo. Secondo lo studio “Asynchronous carbon sink saturation in African and Amazonian tropical forests” pubblicato dalla rivista Nature, la nostra miglior arma contro il riscaldamento globale sta diventando meno efficace ed efficiente nel rimuovere l’anidride carbonica in atmosfera generata dall’attività umana. Un campanello d’allarme importante, che rientra tra i “tipping points”: punti non ritorno che la scienza ci dice di non superare per non compromettere l’equilibrio naturale. Se da una parte, quindi, la fusione del permafrost artico (altro tipping points) potrebbe rendere inutile qualsiasi sforzo climatico, la perdita di questo fondamentale servizio ecosistemico svolto dalle grandi foreste del Pianeta aggraverebbe ancor di più la situazione, con tutta una serie di implicazioni su larga scala: dal potenziamento degli eventi estremi ai lunghi periodi siccitosi, dalla desertificazione alle migrazioni forzate, e così via.
“Rappresenta una grande preoccupazione per il futuro dell'umanità. Quando il feedback sul ciclo del carbonio entra davvero in gioco, la natura passa dal rallentare il cambiamento climatico all'accelerarlo”, ha dichiarato Simon Lewis dell’Università britannica di Leeds, che ha guidato lo studio insieme a Wannes Hubau dell’AfricaMuseum del Belgio.
Senza dunque la preziosa attività di sequestro del carbonio svolta dalle piante, l'impatto dei gas serra potrebbe essere devastante, vanificando l’Accordo di Parigi che reputa (proprio) le foreste tropicali “una riserva di carbonio su cui fare affidamento nei prossimi decenni”.

Grazie al contributo di quasi 100 enti di ricerca, lo studio per 30 anni ha monitorato 300mila alberi sparsi in 565 foreste tropicali presenti in Africa e Amazzonia. I risultati evidenziano che “Il picco della capacità di assorbimento del carbonio nelle foreste tropicali è stato raggiunto negli anni ’90 - ha affermato Wannes Hubau -. Combinando dati provenienti dall'Africa e dall'Amazzonia abbiamo iniziato a capire perché queste foreste si stanno modificando, compresi i livelli di anidride carbonica, di temperatura, di siccità e altre dinamiche forestali fondamentali”.
Generalmente, spiega lo studio, l’anidride carbonica stimola la crescita degli alberi ma questo effetto, sommato agli impatti negativi generati dalle alte temperature e dalla siccità rallenta la crescita degli alberi e, anzi, spesso ne provoca la morte. In sostanza, viene dimostrato come negli anni ’90 le foreste tropicali definite “intatte” siano state capaci di assorbire circa 46 miliardi di tonnellate di CO2 dall’atmosfera, mentre negli anni intorno al 2010 queste si erano quasi dimezzate toccando cifra 25miliardi di tonnellate. Un danno enorme, “come se avessimo perso la capacità di assorbimento equivalente a un decennio di emissioni di combustibili fossili rilasciate da Regno Unito, Germania, Francia e Canada messe insieme”.
Complessivamente, le foreste tropicali intatte hanno rimosso il 17% delle emissioni di CO2 prodotte dall'uomo negli anni '90 ma nei primi anni 2000 questa cifra si era ridotta al 6%.
Storicamente le foreste tropicali hanno stoccato nel terreno circa un terzo del carbonio prodotto dall’uomo, ma nel frattempo queste “si riducevano del 19% e le emissioni globali aumentavano del 46%”. Il classico cane che si morde la coda, l’effetto “feedback” individuato dagli scienziati: più CO2 c’è in atmosfera e più aumenta la temperatura, più aumenta la temperatura e più gli ecosistemi non sono in grado di assorbire il carbonio in eccesso.
Ma si può ancora limitare questo feedback? Secondo il team di ricerca sì, a patto però “Che non si perda altro tempo nella lotta al cambiamento climatico – ha infine sottolineato Lewis -. Questa ricerca rivela che se non vengono messe in atto politiche per stabilizzare il clima terrestre, è solo una questione di tempo fino a quando le foreste non saranno più in grado di sequestrare carbonio”. Con buona pace di tutti le “azioni” di contrasto al clima che cambia.

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Autore

Ivan Manzo

Ivan Manzo

Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo e giornalista per Giornalisti nell’Erba. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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