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Gli europei chiedono aria pulita

Indagine Eurobarometro: la maggior parte degli europei chiede all’Ue misure aggiuntive sull’inquinamento atmosferico.

Secondo un nuovo sondaggio Eurobarometro, oltre due terzi degli europei pensano che l'Unione europea dovrebbe proporre misure aggiuntive per migliorare la qualità dell'aria. Degli oltre 27mila cittadini intervistati in tutti gli Stati membri dell'Ue, oltre la metà degli intervistati ritiene che famiglie, case automobilistiche, produttori di energia, agricoltori e autorità pubbliche non stiano facendo abbastanza per promuovere una buona qualità dell'aria.
Il sondaggio è stato condotto nei 28 Stati membri dell’Unione tra l'11 e il 29 settembre 2019. Sono stati 27.565 gli intervistati “faccia a faccia” nella loro lingua madre, provenienti da diversi gruppi sociali e demografici.
Il commissario per l'Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Karmenu Vella, in merito all’indagine ha dichiarato: "Sono incoraggiata nel vedere che così tanti europei sostengono l'azione sulla qualità dell'aria. Nell'Ue, l'inquinamento atmosferico provoca oltre 400mila morti premature ogni anno e la società paga un prezzo enorme anche per l’assistenza sanitaria, le giornate lavorative perse e i danni a colture ed edifici. La Commissione sta fornendo competenze, scambi di migliori pratiche e assistenza per gli Stati membri e le imprese, nonché sostegno agli investimenti e ai finanziamenti per migliorare la qualità dell'aria per tutti. Ma allo stesso tempo, se le leggi dell'Ue non vengono rispettate, intraprendiamo azioni legali contro gli Stati membri".

L'indagine rivela anche la necessità di una migliore comunicazione, soprattutto a livello nazionale, sulla qualità dell'aria. La maggior parte degli intervistati non si sente ben informato sui problemi di qualità dell'aria nel proprio Paese. Una falla comunicativa che viene messa in mostra comparando un vecchio sondaggio e ciò che pensano i cittadini: rispetto al 2017, gli intervistati pensano che la qualità dell'aria sia peggiorata negli ultimi dieci anni, nonostante i dati ripotino invece dei miglioramenti nel periodo preso in esame. Va comunque ricordato che la strada è ancora tutta in salita e che c’è ancora molto da fare sul tema.

In generale, più dei due terzi degli intervistati (71%) afferma di ritenere che l'Ue dovrebbe proporre misure aggiuntive per affrontare i problemi relativi alla qualità dell'aria in Europa e il 38% vorrebbe poter esprimere le proprie opinioni su tali misure. Più di sette intervistati su dieci affermano che l'inquinamento atmosferico dovrebbe essere affrontato a livello internazionale (72%), mentre la metà degli intervistati afferma che il problema dovrebbe essere affrontato a livello europeo (la stessa percentuale afferma che dovrebbe essere affrontato a livello nazionale).
Inoltre, per la maggior parte degli intervistati (44%), il modo più efficace per affrontare i problemi di qualità dell'aria è applicare controlli più severi sull'inquinamento nelle attività industriali e di produzione di energia, e oltre il 50% degli intervistati in tutti i paesi ritiene che famiglie, case automobilistiche, produttori di energia, agricoltori e autorità pubbliche non stiano facendo abbastanza per promuovere una buona qualità dell'aria.
Infine, più del 50% degli intervistati ritiene che le malattie respiratorie, le malattie cardiovascolari, l'asma e le allergie siano un problema molto grave nei loro Paesi.

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Autore

Ivan Manzo

Ivan Manzo

Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo e giornalista per Giornalisti nell’Erba. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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