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Livorno e il piano di adattamento al clima che manca

Mentre si attendono ancora le misure di contrasto al clima che cambia, tocca ora a Livorno farne le spese

Sono 8 le persone che hanno perso la vita in seguito alla pioggia incessante che si è abbattuta sul comune di Livorno il 10 settembre scorso. Sembrano, intanto, placarsi le polemiche che si erano scatenate tra il sindaco Filippo Nogarin, la Protezione Civile e la Regione Toscana
“Con grande fatica e dolore la città sta cercando di rialzare la testa – ha scritto su Facebook il primo cittadino - La protezione civile, i vigili del fuoco, i tecnici di Asa ed Enel stanno facendo insieme ai volontari un lavoro straordinario e i risultati si vedono. Ieri a quest'ora avevamo 2700 abitazioni senza corrente elettrica. Ora siamo scesi a 293 e, grazie a un massiccio intervento attualmente in corso, entro le prossime due ore scenderemo a quota 220. Nel frattempo ci stiamo concentrando a risolvere le criticità legate alla viabilità e questo significa, in particolare, ripristinare i quattro ponti crollati. Questo per evitare che alcuni quartieri rimangano isolati”.
Due i motivi per cui si erano innescate le polemiche. Da una parte, l’allarme diffuso dalle due istituzioni che invece di preannunciare una situazione da “codice rosso” (l’allerta massima per il maltempo), ne preannunciava una da “codice arancione”. E, dall’altra, la mancata pulizia dei canali scolmatori e dei fossi che non avrebbero fatto defluire in modo corretto i corsi d’acqua.
Intanto, lunedì, è arrivato in città anche il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti che ha accolto la richiesta di Enrico Rossi, governatore della Toscana, di poter gestire la situazione con poteri straordinari: “Credo siano necessari in questa fase di emergenza, ma anche in quella successiva. Se vogliamo che le opere necessarie alla messa in sicurezza del territorio siano realizzate presto e bene, non possiamo intervenire con i lacci delle procedure ordinarie”, ha dichiarato.

Manca un Piano nazionale di Adattamento al Clima
Livorno è solo l’ultimo esempio della mutazione climatica che sta investendo il nostro Paese. Il passaggio ad un clima molto più tropicalizzato è stato, ed è, talmente repentino da non permettere ai nostri ecosistemi di adattarsi.
Solo dal 2010 ad oggi risultano essere più di 120 i comuni italiani colpiti da disastri riconducibili ad avverse condizioni climatiche.
Inoltre, è da più di 10 anni che questo Paese attende un Piano di Adattamento al Clima e, rinviare di continuo proprio il documento dove si affronta il tema da un punto di vista strutturale, un nuovo modo di costruire e mettere in sicurezza il territorio, ha permesso l’ingigantirsi delle catastrofi. Tra le file di chi lo afferma con forza proprio in relazione alle ultime calamità naturali, ci sono due grosse associazioni ambientaliste, Legambiente e WWF.
“Non è più rinviabile l'approvazione del Piano nazionale di adattamento al clima, che deve diventare il riferimento per gli interventi di messa in sicurezza del territorio e dei finanziamenti nei prossimi anni, in modo da riuscire in ogni città a intensificare le attività di prevenzione, individuando le zone a maggior rischio, e a realizzare gli interventi di adattamento al clima e di protezione civile - dichiara la presidente di Legambiente Rossella Muroni - L’esatta conoscenza delle zone urbane a maggior rischio rispetto alle piogge, ma anche alle ondate di calore, è fondamentale per salvare vite umane e limitare i danni. Dobbiamo rendere le nostre città più resilienti e sicure, cogliendo l’opportunità di farle diventare anche più vivibili”.
“Occorre adeguare tutti gli insediamenti e le attività umane alla nuova realtà – si legge, invece, dal documento diffuso dal WWF - Soprattutto occorre una gigantesca opera di prevenzione, assumendo l'importanza della funzionalità dei sistemi naturali e una accorta ed equa gestione delle risorse naturali (a cominciare dall'acqua) per garantirci la sicurezza e la vitalità del territorio e la disponibilità (equa) delle risorse”.

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Parole chiave

alluvioni | clima | livorno | maltempo

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Autore

Ivan Manzo

Ivan Manzo

Laureato in Economia dell'Ambiente e dello Sviluppo e giornalista per Giornalisti nell’Erba. Houston, we have a problem: #climatechange! La sfida è massimizzare il benessere collettivo attraverso la via della sostenibilità in modo da garantire pari benefici tra generazioni presenti e future. Credo che la buona informazione sia la chiave in grado di aprire la porta del cambiamento. Passioni: molte, forse troppe.

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