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Lecce, inaugurato ufficialmente il Monastero delle Clarisse in legno

L'opera rispetta fedelmente i dettami dell'enciclica "Laudato si'", meno consumo di risorse non rinnovabili e più risparmio energetico

È stato inaugurato ufficialmente a Lecce alla presenza dei fedeli, delle autorità ecclesiastiche e dei progettisti il nuovissimo Monastero in legno in cui vivrà una fondazione delle Clarisse del Monastero di San Nicolò di Otranto. La posa della prima pietra risale ad aprile dello scorso anno, il sistema costruttivo scelto è a pareti di legno massiccio “Casablanca” della ditta Rubner, la struttura in legno, più leggera rispetto a una tradizionale, ha consentito l’impiego di un minore quantitativo di cemento strutturale ai fini della fondazione, consentendo anche un risparmio economico significativo.

In occasione dell’inaugurazione, l’architetto Giovanni Castiglioni in rappresentanza dello studio A.c.M.e di Verona ha consegnato simbolicamente le chiavi del Monastero al Vescovo Mons. Domenico D’Ambrosio, “In linea con i dettami francescani e con le recenti istanze ambientali presentate nella enciclica Laudato si’ che sottolineano come “Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del pianeta”, si è cercato di minimizzare il consumo di risorse naturali non rinnovabili con scelte quanto più sostenibili. – ha dichiarato Castiglioni - Questi temi erano proprio quelli che avevano convinto le monache a cercare una soluzione insediativa alternativa e ad approfondire la conoscenza delle costruzioni ad alte prestazioni energetiche.” Il progetto redatto dallo studio A.c.M.e di Verona aveva come obiettivo la reinterpretazione del modello secolare in chiave contemporanea, ponendo attenzione sia al sito che alla sua tradizione architettonica. In particolare - su indicazione delle stesse monache clarisse - il progetto si è fondato sulla rielaborazione del tipo architettonico che sta all’origine del monachesimo, quello maggiormente diffuso nell’oriente mediterraneo: il “villaggio monastico.

Questo sistema ha visto protagonista il legno massiccio che porta con sé diversi benefici: «Sono quelli tipici delle costruzioni con prodotti naturali – ci ha spiegato Marcello Spagnolo, direttore dei lavori - una buona insonorizzazione e coibentazione della struttura e l’assenza totale di ponti termici, che invece in una struttura tradizionale emergono col passare del tempo, creando problemi di condensa, oltre che di scarso potere di isolamento acustico, tra l’altro». Fu proprio suor Celeste a spiegarci infatti, in una delle nostre visite, come nel Monastero, di cui hanno preso possesso già da dicembre dello scorso anno, si respirasse l’aria salubre e asciutta e fosse al sicuro da umidità, spifferi, dal grande freddo e anche dal grande caldo avuto nelle scorse stagioni. Inoltre, uno dei vantaggi più importanti di questa costruzione ha riguardato le tempistiche: l’attività che compete Rubner relativa alla prefabbricazione vera e propria avviata il 22 giugno, è stata ultimata nella prima metà di agosto, coibentata, intonacata, rifinita con tanto di infissi. «Mentre una struttura tradizionale, residenziale o di altro tipo, richiede tempi lunghi per la preparazione (impalcature, murature…), - spiega Spagnolo - in questo caso invece le tamponature arrivano già complete di infissi e impianti, come deciso nella fase di studio. Si tratta quindi di una messa in opera dell’impianto elettrico e idrico, già previsti a livello progettuale.”

“Il monastero, che ospiterà la comunità, pur essendo di nuova costruzione e realizzato con le tecnologie più recenti, rispetta un’organizzazione e gerarchia degli spazi affinata nel corso degli ultimi ottocento anni, che – pur nella enorme varietà delle interpretazioni dovute al trascorrere dei secoli e alla localizzazione geografiche – vede nella presenza e caratterizzazione di alcuni ambienti la sua principale forma di coerenza con lo stile di vita e le regole dell’ordine. – ha sottolineato Castiglioni - Il disegno dei prospetti e l’organizzazione delle forometrie sono improntati al rigore e alla massima semplicità in accordo anche con i dettami francescani e clariani.” Suor Marilù aveva infatti precisato come per le sorelle fosse “importantissimo l’aspetto della sobrietà e della povertà. L’abbattimento totale dei costi di gestione e il risparmio energetico – ha dichiarato - ci consentiranno di svolgere al meglio la nostra missione di aiuto e condivisione con i bisognosi, insieme al lavoro quotidiano che ci vede impegnate con l’argilla, la cartapesta ma anche nel nuovo laboratorio di liquoreria e profumeria naturale.”

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Autore

Eleonora Moscara

Eleonora Moscara

Freelance leccese. Inizia a lavorare come giornalista nel 2008 nella redazione tg di un'emittente televisiva locale. Fino ad oggi ha collaborato con diverse testate: dalla carta stampata al web e uffici stampa di vario genere. Si occupa prevalentemente di ambiente e cultura. Scrive sul Nuovo Quotidiano di Puglia e sulla rivista Salento Review. Per Tekneco coordina la redazione web e si occupa della gestione del social media management.

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