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Hyperloop: il treno del futuro è sostenibile e velocissimo

Si chiama Hypeerloop: un supertreno sostenibile ad altissima velocità che viaggia a 1.100 chilometri all’ora
  • hyperloop II

    hyperloop II

Immaginate un'Europa in cui le distanze sono accorciate da un supertreno ad altissima velocità, che promette di poter viaggiare a 1.100 chilometri all’ora: le capitali europee sarebbero molto più vicine, con risvolti sociali mai pensati prima. Questa è l'avvincente scommessa: dare alla luce un nuovo metodo per trasportare persone e cose a basso costo, in sicurezza e a velocità mai pensate prima. Si chiama Hyperloop: l’idea è di creare un sistema di trasporto posto all’interno di tubi, che, grazie a dei magneti, faccia lievitare la carrozza, o per meglio dire la capsula, che quindi potrebbe galleggiare nel tubo, aumentando la velocità. L’accelerazione iniziale, invece, sarebbe elettrica. Era stato Elon Musk, il multimiliardario CEO produttore delle auto elettriche Tesla e di SpaceX, azienda spaziale privata, a ipotizzare il concetto di un “quinto sistema di trasporto”: quindi una modalità completamente nuova che va ad aggiungersi al trasporto terrestre, marino, aereo e spaziale, conun nuovo sistema e un nuovo utilizzo. Ne aveva parlato pubblicamente nel giugno 2012 a Santa Monica, in California, durante l’evento PandoDaily; l’ipotetico nuovo trasporto avrebbe dovuto avere queste caratteristiche: non dipendenza dalle condizioni atmosferiche, impossibilità di impatto con altri veicoli, velocità doppia rispetto agli aerei, consumi energetici bassi, sistema di stoccaggio dell’energia per almeno 24 ore. Lo chiamò “Hyperloop”, perché andrebbe “in loop”, a ciclo continuo. Nella sua visione, la versione più avanzata dell’Hyperloop sarebbe stata il precursore di spostamenti alla velocità ipersonica. Inoltre, sia l’idea che il design sarebbe open-source, ovvero aperta sia a contributi che a utilizzi di altre aziende o persone: e infatti alcune società sono lanciate nella sfida. Tra queste, la Hyperloop Transportation Technologies, fondata dall’italiano Bibop G. Gresta (nome d’arte, G. sta per Gabriele), insieme al tedesco Dirk Ahlborn, che ha annunciato il mese scorso, per la prima volta, il primo test funzionante di un sistema di lievitazione magnetica passiva, originariamente sviluppata dallo scienziato Richard Post e il suo team del Lawrence Livermore National Labs (LLNL) come parte del sistema Inductrack. I risultati dei primi test sono stati sorprendenti: il nuovo sistema si preannuncia come un'alternativa ai tradizionali sistemi di levitazione attiva, come MagLev usato attualmente dai alcuni treni ad alta velocità. “Utilizzando questo sistema di levitazione potremo eliminare il bisogno delle stazioni di ricarica lungo la linea Hyperloop™, che significa che il sistema è il più adatto per questo tipo di applicazioni e per mantenere i costi ridotti al minimo” ha dichiarato il co-fondatore italiano Bibop Gresta di Hyperloop Transportation Technologies. “Nell’aspetto della sicurezza, questa soluzione offre incredibili vantaggi, in quanto la levitazione avviene solo quando la capsula è in movimento, anche se in caso di un eventuale malfunzionamento, la capsula Hyperloop™ è in grado di continuare a levitare fino a raggiungere una velocità minima per poi planare dolcemente. Anche il modello organizzativo della Hyperloop Transportation Technologies è innovativo: è basato su una organizzazione crowdsourcing, con oltre 540 scienziati, università e professionisti provenienti da 42 Paesi, che lavorano per un minimo di 10 ore alla settimana al progetto in cambio di stock options. Insomma, chi lavora al progetto non solo deve possedere le capacità, ma ci deve credere profondamente. E avere una visione del futuro: un futuro in cui le città potrebbero essere collegate da una linea metropolitana in grado di collegare Roma e Parigi in un'ora.

Autore

Letizia Palmisano

Letizia Palmisano

Giornalista dal 2009, esperta di tematiche ambientali e “green” e social media manager. Collabora con alcune delle principali testate eco e scrive sul suo blog letiziapalmisano.it. È consulente sulla comunicazione 2.0 di aziende ed eventi green e docente di social media marketing. In 3 aggettivi: ecologista, netizen e locavora (quando si può).

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