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Italiani sempre più ecosostenibili, anche grazie all'Expo

Acquisti green e consapevolezza ambientale crescono in controtendenza rispetto alla crisi. I dati dell'Osservatorio Nazionale
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Il 2015, per gli italiani, potrà venire ricordato come un anno chiave sulla consapevolezza dello stato di salute del pianeta. L’enciclica del Papa, la Cop 21 di Parigi e le tematiche affrontate durante l’Expo pare abbiano notevolmente inciso sulla coscienza dei nostri concittadini in merito all’importanza dell’adozione di scelte di vita ecosostenibili. In particolar modo sull’impronta lasciata dall’Expo si è concentrata la ricerca della seconda edizione dell’Osservatorio Nazionale sullo stile di vita sostenibile condotto da LifeGate e dall’istituto di ricerca sociale, economica e di opinione Eumetra Monterosa. Le domande, rivolte a 1000 persone rappresentative della popolazione italiana maggiorenne, sono finalizzate a scoprire il rapporto tra italiani e sostenibilità, il livello di conoscenza sull’argomento e, infine, i comportamenti adottati nelle fasi di acquisto e di consumo. I dati ottenuti sono stati quindi confrontati con quelli raccolti prima dell’inaugurazione di Expo 2015. Se la consapevolezza green fosse una società quotata in borsa, potremmo dire che il titolo ha avuto un’impennata: la percentuale di chi ritiene che della sostenibilità non si possa fare a meno anche in tempo di crisi è salita dal 27 al 37%, così come è passata dal 17 al 22% la quota di coloro che ritengono sia una tendenza da cavalcare, ma soprattutto è cresciuto il livello di dimestichezza e di comprensione dei “vocaboli” della sostenibilità. Quel che rileva la ricerca è che, ad incidere sul livello di consapevolezza, sia stato anche l’ “effetto Expo”: la massa di informazioni veicolata attraverso l’Esposizione Universale, infatti, - ci comunicano dall’osservatorio - “si rispecchia nell’aumento di 5 punti percentuali della familiarità con concetti quali sviluppo sostenibile, sostenibilità ambientale, energia sostenibile, sostenibilità sociale, sostenibilità economica, mobilità sostenibile, città sostenibile, turismo sostenibile, alimentazione sostenibile e casa sostenibile”. L’argomento più popolare - verrebbe da dire, in controtendenza con le decisioni del Governo degli ultimi anni - è l’energia rinnovabile: il 40% del campione ne ha sentito parlare e saprebbe descriverne il significato (+8% rispetto alla prima edizione dell’Osservatorio). “Siamo di fronte ad un cambiamento significativo e sempre più rilevante della nostra cultura sociale. Esaurite le “vecchie” ideologie, l’attenzione alla sostenibilità sta diventando sempre più uno dei valori portanti del pensiero collettivo e dei comportamenti che ne seguono.” - ha sottolineato Renato Mannheimer alla presentazione dei dati. Dal quadro generale tratteggiato dall’Osservatorio emerge che circa i due terzi degli italiani collocano il tema della sostenibilità davanti alla crisi economica: alla domanda «in un momento di crisi economica, le persone hanno cose più urgenti di cui occuparsi della sostenibilità», infatti, il 27% ha risposto di non essere per nulla d’accordo: ben 18 punti percentuali in più rispetto al dato dell’anno scorso. Gli "appassionati" e “interessati" ai temi della sostenibilità sono saliti al 62% contro il 43% rilevato nella prima edizione. Quanto, però, di tale conoscenza si riconverte in pratiche “virtuose”? L’86% degli intervistati dichiara di fare sempre la raccolta differenziata (+18 p.p. vs. 2015), aspetto sul quale molto probabilmente avrà pesato il continuo aumento di una raccolta differenziata (in particolar modo porta a porta) nei comuni italiani. Il 36% evita di utilizzare l’auto ogni qual volta sia possibile (+24 p.p.). Non passa inosservato l’effetto EXPO sul cibo: il 52% degli intervistati preferisce acquistare prodotti a “Km 0” e il 47% privilegia i prodotti provenienti da agricoltura biologica. A parità di sostenibilità, inoltre, l’80% degli intervistati dichiara di preferire l’acquisto di prodotti made in Italy. Il 61% del campione, acquisterebbe elettrodomestici a basso consumo anche a fronte di un prezzo superiore, il 61% lampadine a LED per illuminare casa e il 26% è disposto a spendere di più per utilizzare energia da fonti rinnovabili. Tra gli aforismi più ricorrenti quando si parla di sostenibilità vi è un proverbio “non ereditiamo la terra dai nostri padri, la prendiamo in prestito dai nostri figli”. Questo sembra essere lo spirito del cambiamento delle coscienze e delle azioni degli italiani. Secondo le rilevazioni della ricerca al primo posto tra le motivazioni figura infatti il senso di responsabilità per le generazioni future (85% delle indicazioni), seguita dalla ricerca del benessere e dall’amore per l’ambiente (81%). Ora toccherà “solamente” farlo capire a chi ci governa...

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Autore

Letizia Palmisano

Letizia Palmisano

Giornalista dal 2009, esperta di tematiche ambientali e “green” e social media manager. Collabora con alcune delle principali testate eco e scrive sul suo blog letiziapalmisano.it. È consulente sulla comunicazione 2.0 di aziende ed eventi green e docente di social media marketing. In 3 aggettivi: ecologista, netizen e locavora (quando si può).

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