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Cinema e ambiente, un binomio sempre più forte

Dai festival dei film sostenibili ai premi per le pellicole green fino alla produzione audiovisiva a basso impatto
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Si è appena conclusa la 73sima edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, il più antico festival del cinema del mondo che attira l’attenzione degli addetti ai lavori e degli amanti di quella che viene definita “la settima arte”, ma anche dei semplici curiosi su ciò che accade in sala e sul red carpet. Quello di Venezia è un palcoscenico che, a partire dal 2012, dove sono stati accesi “riflettori verdi” con la creazione del Green Drop Award, premio collaterale della Mostra che viene conferito al film - tra quelli che partecipano alla selezione ufficiale - che meglio interpreti “i valori dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile, con particolare attenzione alla conservazione del Pianeta e dei suoi ecosistemi per le generazioni future, agli stili di vita e alla cooperazione fra i popoli”. È un caso unico? Nel suo genere sì. A confermarlo Elio Pacilio, Presidente di Green Cross Italia, la onlus che organizza il premio, il quale ricorda che l’idea di questo premio venne proposta alla Mostra che accettò divenendo quindi il primo festival internazionale di cinema ad ospitare un premio cinematografico legato alla sostenibilità. Ma il rapporto tra il cinema, da un lato, e ambiente e sostenibilità, dall’altro, conosce anche altre forme. A Torino, dal lontano 2008, si celebra ogni anno il festival CinemAmbiente il quale ha l’obiettivo di presentare i migliori film ambientali a livello internazionale e contribuire, con attività che si sviluppano nel corso di tutto l’anno, alla promozione del cinema e della cultura ambientale. Il Festival presenta annualmente circa 100 film distribuiti nelle sezioni competitive nazionali e internazionali, nella sezione Panorama, nei focus tematici, nelle retrospettive e in Ecokids, sezione dedicata ai ragazzi. A differenza, quindi, della Mostra del cinema di Venezia, i film in gara hanno tutti un’anima green. A propria volta il CinemAmbiente fa parte del Green Film Network, associazione che riunisce i più importanti festival cinematografici internazionali a tematica ambientale.

Il Global Green pre-Oscar Party

Quando si parla di cinema, però, il premio per antonomasia è l’Oscar. Sebbene non esista ancora la statuetta verde, alla vigilia della più famosa premiazione cinematografica mondiale, si svolge il Global Green pre-Oscar Party, una festa di portata internazionale organizzata da Global Green, l’affiliata USA di Green Cross International, volta ad attrarre l’attenzione del pubblico sulla tutela dell’ecosistema grazie alla partecipazione di numerose star del cinema. Tra tutte le stelle del cinema verde, sicuramente quella a brillare di più è il premio oscar 2016 Leonardo di Caprio, da tempo attivo sul fronte della tutela ambientale che ha spesso “messo la faccia” e il proprio impegno diretto anche nelle azioni di Global Green. Nel discorso fatto dopo aver ricevuto l’ambita statuetta ha affermato che:

"La realizzazione di Revenant ha messo in scena la relazione dell’uomo con la Terra, una Terra che nel 2015 ha registrato l’anno più caldo della storia. Con la nostra produzione ci siamo dovuti spostare all’estremità più a sud del pianeta per riuscire a trovare la neve. I cambiamenti climatici sono reali e stanno avvenendo proprio ora, rappresentano la minaccia più grande che la nostra specie deve affrontare. Dobbiamo lavorare insieme e smettere di procrastinare. Dobbiamo sostenere i leader di tutto il mondo affinché non parlino per i grandi che inquinano, ma per l’Umanità intera, per i popoli indigeni del mondo, per miliardi di persone svantaggiate che saranno le più colpite dai cambiamenti climatici, per i figli dei nostri figli e per tutte le persone là fuori le cui voci sono state sovrastate dalla politica dell’avidità. Grazie a tutti per il premio che mi avete dato stasera. Non diamo per scontato questo Pianeta, come io non davo per scontata questa vittoria".

Torniamo, però, al lido di Venezia. Da anni il Green Drop Award ospita sul green carpet anche iniziative legate a far scoprire come sia possibile un “cinema verde” non solo nella scelta delle tematiche affrontate nella pellicola, ma anche sul set e quindi nelle modalità di produzione di un film. Forse non tutti sanno, infatti, che annualmente il cinema italiano impatta sull’ambiente producendo oltre 5 milioni di tonnellate di CO2. Un dato ineluttabile? Assolutamente no. Sono sempre di più le produzioni che si dotano sul set di uno steward ambientale, professionista che lavora a fianco di sceneggiatori e registi, al fine di ridurre passo passo l’impatto ambientale dei film: dai rifiuti, ai mezzi di trasporto e così via. In tale direzione va anche il disciplinare Ecomuvi realizzato da Tempesta film, primo disciplinare europeo certificato di sostenibilità ambientale per la produzione audiovisiva. In tale direzione alla Mostra del Cinema di Venezia 2016, all’interno degli appuntamenti del Green Drop Award, Green Cross Italia ed Enea hanno annunciato il lancio della campagna di comunicazione #CinemainclasseA nata per promuovere l’efficienza energetica e l’uso ottimale dell’energia nel comparto dei media audiovisivi, dal cinema alla tv, collegata alla campagna Enea Italia in classe A. Al lancio, Mauro Marani, responsabile del servizio per l’efficienza energetica nella PA per ENEA, ha spiegato come i principi della sostenibilità ambientale e in particolare quelli dell’efficienza energetica siano elementi chiave nella lotta ai cambiamenti climatici. In questo senso la campagna di Enea, “Italia in classe A”, è uno strumento per avvicinare le persone e spiegar loro come ottenere vantaggi per sé e per l’ambiente. Anche in questo ambito il cinema può dare l’esempio al suo pubblico e agli addetti al settore, con certificazioni ambientali per le produzioni e, rinnovando le sale cinematografiche, può offrire un contributo importantissimo.

Chi ha vinto il Green Drop Award 2016?

Per la prima volta il premio ha avuto 2 vincitori ex-aequo “Spira Mirabilis” dei registi italiani Massimo D’Anolfi e Martina Parenti e “Voyage of Time: Life’s Journey” dello statunitense Terrence Malick. A decretarlo è stata la giuria del Green Drop Award, composta, quest’anno, da Ricky Tognazzi, Simona Izzo e Antonio Disi, responsabile del servizio Comunicazione dell’Unità Efficienza Energetica per ENEA. «La prima goccia va al film “Spira Mirabilis” di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti per aver raccontato l’aspirazione della natura all’immortalità; la seconda goccia, invece, va a “Voyage of time: life’s journey” di Terence Malick, opera con cui l’autore giunge al compimento di un discorso sulla natura avviato già dai tempi di “La Rabbia giovane”». E chissà che in un prossimo futuro non tanto lontano ci sia una goccia alla produzione più green...

Autore

Letizia Palmisano

Letizia Palmisano

Giornalista dal 2009, esperta di tematiche ambientali e “green” e social media manager. Collabora con alcune delle principali testate eco e scrive sul suo blog letiziapalmisano.it. È consulente sulla comunicazione 2.0 di aziende ed eventi green e docente di social media marketing. In 3 aggettivi: ecologista, netizen e locavora (quando si può).

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