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A mensa solo acqua buona di rubinetto

Riduzione dei rifiuti e acqua a km zero: sono molte le mense che (re)introducono l’acqua del rubinetto ai pasti. Per analizzare i dettagli abbiamo intervistato Luca Menesini, sindaco di Capannori (LU)
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Come e quando nasce il progetto “l’acqua buona”? Il territorio comunale è servito da un’efficiente rete dell’acquedotto che eroga acqua di alta qualità, costantemente controllata, con un costo assai inferiore rispetto a quella imbottigliata. L’acqua imbottigliata produce poi rifiuti: il contenitore, sia di plastica o di vetro, anche se riciclato, è uno scarto e quindi un costo di smaltimento per la comunità. Il nostro obiettivo - abbracciato aderendo come primo comune d’Italia, nel 2007, alla strategia “Rifiuti Zero” - è quello di ridurre a monte la produzione di scarti. Non solo vantaggi economici e ambientali, ma anche il bisogno di educazione ambientale ci hanno spinto, in accordo con Acque Spa, gestore del servizio idrico integrato, a introdurre gradualmente l’acqua dalla brocca (che precedentemente veniva servita nelle bottiglie di plastica, ndr) nelle mense scolastiche a partire dal 2009. Ad oggi quante strutture del comune aderiscono all’acqua in brocca? Dopo la positiva sperimentazione del 2008, il numero dei plessi scolastici che hanno aderito al progetto è salito a 21, coinvolgendo circa 3 mila studenti. Dal 2013 l’acqua del rubinetto in caraffa è arrivata anche alla Casa della Salute del nostro territorio dove ne usufruiscono circa 100 persone, ultra sessantacinquenni con difficoltà: è la prima iniziativa del genere in Toscana a interessare una struttura per persone anziane non autosufficienti o parzialmente autosufficienti. Qual è stata la risposta da parte dei cittadini? Grazie agli incontri con insegnanti, genitori ed esperti abbiamo spiegato quanto fosse semplice e sicuro l’uso dell’acqua del rubinetto. I cittadini hanno capito l’importanza di mettere in atto buone pratiche ambientali ed è grazie a questo terreno fertile che il progetto “Acqua buona nelle scuole” ha dato i suoi frutti. Quanto è importante che il gestore della rete idrica partecipi a un progetto di “acqua buona”? Senza l’apporto del gestore questo progetto non si sarebbe mai potuto realizzare. Acque Spa, oltre ad averci fornito il supporto iniziale, è costantemente al fianco nostro e delle scuole. Il gestore effettua mensilmente analisi e campionamenti, che vengono trasmessi a noi e alle scuole, in modo che venga garantita l’assoluta potabilità dell’acqua. Tanto perfare un esempio, nel Basso Valdarno Acque Spa annualmente effettua 20 mila analisi per oltre 250 mila parametri, a cui si aggiungono i controlli effettuati da altri organismi come Asl e Arpat. Sono stati calcolati i risparmi in termini economici e ambientali? I vantaggi sono tangibili: un litro di acqua del rubinetto costa circa 2 millesimi di euro, mentre l’acqua imbottigliata può costare centinaia di volte tanto. Abbiamo fatto anche delle stime sulle bottigliette risparmiate nelle scuole e alla Casa della Salute: ogni anno sono 130 mila. Si capisce, quindi, l’importanza dei benefici economico-ambientali di questo progetto. Articolo a cura di Letizia Palmisano

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