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«Lavorare insieme per la trasformazione del sistema energetico», l'intervista a Stefano Caserini

Impegni, iniziative e possibili soluzioni per la lotta al cambio del clima: le anticipazioni del convegno di oggi a Isola Ursa

Inaugurata ieri Isola Ursa, uno spazio dove finalmente alcuni tra i massimi esperti di clima e ambiente potranno confrontarsi e proporre soluzioni per far fronte ai cambiamenti climatici in atto. Oggi, 24 gennaio, prosegue la maratona di convegni all’insegna della sostenibilità, del costruire e del pensare sostenibile.

Ed è proprio nel contesto della macro-sezione “pensare sostenibile” che interverrà Stefano Caserini, membro del comitato scientifico di Isola Ursa e tra i fondatori dell’Italian Climate Network. Questo, come spiega il relatore “rappresenta un movimento italiano per il clima che cerca di favorire la mobilitazione sul tema del cambiamento climatico. Uno strumento - continua Caserini - per spingere i decisori politici ad intervenire con politiche decise e i cittadini a fare la loro parte”.

Parlando di sostenibilità ambientale, quali sono gli impegni presi dall’Italian Climate Network in questo senso?

Italian Climate Network è impegnato in molteplici attività. Buona parte del lavoro viene svolto nelle scuole. Giusto per fare un esempio, “progetto scuola” è un’iniziativa finalizzata a sensibilizzare i giovani sulle tematiche legate al clima, per favorire una crescita della mobilitazione anche da parte delle nuove generazioni. Ci occupiamo, inoltre, di iniziative di informazione relative alle conferenze internazionali sul clima. Ogni anno, alcuni dei nostri delegati, partecipano in qualità di osservatori alla COP della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici per assistere ai processi di negoziazione e tenere così tempestivamente aggiornato il pubblico sui principali risultati.

Lei parteciperà, inoltre, alla sezione “Book in the bottle” per presentare le ultime pubblicazioni. Qualche anticipazione a riguardo?

Sì, interverrò per presentare il mio libro “Il clima è già cambiato, 10 buone notizie sul cambiamento climatico”. È un libro in cui io racconto la necessità di agire ma anche il fatto che esistono delle cose interessanti che si possono fare, molte delle cose che facciamo hanno anche dei co-benefici. Quindi ad esempio, se lavoriamo contro il cambiamento climatico abbiamo anche la possibilità di migliorare l’inquinamento dell’aria e quindi ci sono anche benefici, più posti di lavoro. In definitiva, lo sforzo da fare è grande però ci sono anche dei motivi validi e delle ragioni per farlo perché conviene.

In conclusione, come pensa che sia necessario affrontare la crisi climatica che, come scrive nel suo libro, stiamo già vivendo?

È importante, innanzitutto, che ci sia uno sforzo a tutti i livelli: a partire dai livelli internazionali, quindi la commissione europea e gli stati, per passare poi alle regioni, ai comuni ed infine ai cittadini. Ogni livello, alla sua scala, è un consumatore di energia. Dagli stati ai cittadini c’è bisogno di lavorare insieme per una grande trasformazione del sistema energetico.