ambiente5-1130x300.jpg
  • Home
  • AMBIENTE
  • Ambiente contaminato e tumori, i bambini ne fanno le spese

Ambiente contaminato e tumori, i bambini ne fanno le spese

La denuncia da parte dell'Associazione dei medici per l'ambiente Isde di tutte le sezioni della Campania

«Negare il rapporto tra salute e ambiente inquinato e non attuare misure di prevenzione è un atto criminale per oltre mille bambini e ragazzi che negli ultimi 10 anni si sono ammalati di tumore nella terra dei fuochi». Questa forte dichiarazione da parte dell'Associazione dei medici per l'ambiente Isde di tutte le sezioni della Campania, arriva a margine dei dati illustrati da Ivano Iavarone, primo ricercatore Iss e direttore del centro collaborativo OMS Ambiente e salute nei siti contaminati, secondo cui vivere in un ambiente contaminato comporterebbe un aumento di tumori maligni del 9% tra 0 e 24 anni. «Chiediamo che vengano individuati i responsabili nei settori di sanità e ambiente in Campania, - sottolinea l'Isde Campania che chiede un incontro con il Governo- per far attuare una prevenzione delle fasce giovanili dall'inquinamento». L’allarme ha trovato conferma nell'ultimo rapporto dell'Istituto superiore di sanità che sancisce un notevolissimo aumento di rischio di di cancro infantile e giovanile, l'eccesso di incidenza rispetto ai coetanei che vivono in zone considerate 'non a rischio' è del 62% per i sarcomi dei tessuti molli, 66% per le leucemie mieloidi acute, 50% per i linfomi Non-Hodgkin e 36% per i tumori al testicolo. Nelle aree ad alto inquinamento l'impatto ambientale sulla salute è drammatico: la mortalità risulta più elevata del 5%. In particolare +4% per gli uomini e +5% per le donne. In termine assoluti sono 11.992 le persone decedute in 8 anni, di cui 5.285 per tumori e 3.632 per malattie cardiocircolatorie solo per gli anni 2006-2013. I 45 siti, dove vivono 6 milioni di persone in 319 Comuni, si trovano lungo tutto lo Stivale: oltre all'Ilva in Puglia e le miniere del Sulcis in Sardegna, ci sono il petrolchimico a Porto Marghera in Veneto, Gela in Sicilia, Casale Monferrato in Piemonte (per l'amianto) o il litorale flegreo (per i rifiuti tossici). In queste aree i tumori maligni aumentano del 9% tra 0 e 24 anni. «Questi tumori - osservano i medici per l'ambiente - rappresentano una correlazione più che evidente con cause ambientali che i 'pachidermici' registri dell'Associazione italiana dei registri dei tumori (Airtum) hanno sempre negato».